UZBEKISTAN: Tashkent punta sul turismo, ma a quale costo?

Una tendenza che si è messa in luce negli ultimi anni è un costante aumento dei visitatori in Asia Centrale, una tendenza favorita anche da un regime di rilascio dei visti che, ad eccezione del Turkmenistan, sembra diventare sempre meno complicato. I motivi per viaggiare in Asia Centrale non mancano certo, dalla natura alla cultura, ma ognuna delle cinque repubbliche centroasiatiche ha proprie caratteristiche peculiari, Uzbekistan compreso. Qui si trova il più importante patrimonio architettonico, basti citare Samarcada e Bukhara, due imperdibili città profondamente evocative.

Le ragioni che spingono sempre più stranieri in Asia Centrale sono molte, il viaggiare è ormai diventato un fenomeno di massa che ha saturato le mete tradizionali, il che spinge numerose persone a cercare mete sempre più esotiche. In Asia Centrale si può ancora respirare il profumo dell’avventura, senza tuttavia incontrare particolari problematiche a patto, certo, di usare buon senso ed avere una buona assicurazione. Le popolazioni della regione sono tradizionalmente ospitali, il che permette di vivere un viaggio immergendosi nella scoperta del quotidiano locale.

Inutile dire che le autorità locali non sono sorde al richiamo dei possibili guadagni dovuti al turismo, argomento del quale abbiamo già scritto in merito al Turkmenistan. Non fa eccezione l’Uzbekistan le cui autorità preposte allo sviluppo del settore turistico, sono recentemente state impegnate in una serie di incontri internazionali sul tema. Meeting si sono infatti tenuti in Kazakistan, che ospiterà la prossima edizione dell’Expo, con i diplomatici kirghisi in Uzbekistan ma anche con il Ministero del turismo della Malesia, paese come l’Uzbekistan di fede islamica.

Tuttavia, i piani per lo sviluppo del settore turistico in Uzbekistan preoccupano molto l’UNESCO, soprattutto per quanto riguarda Bukhara, antica città sulla Via della seta e patrimonio dell’umanità dal 1993. Il 19 maggio, infatti, il presidente Shavkat Mirziyaev ha firmato un decreto con cui si dà il via libera ad un progetto di ristrutturazione della città finanziato dalla banca nazionale uzbeka e dal magnate russo, di nascita uzbeka, Alisher Usmanov dichiarato nel 1913 la 37esima persona più ricca al mondo. Un progetto che secondo l’UNESCO, potrebbe avere effetti molto negativi.

Si tratterebbe in sostanza di costruire, sul lato nordoccidentale della cittadella risalente al V secolo, un’area dotata di moderni hotel, centri benessere, negozi ed un anfiteatro da 500 posti, demolendo un antico mercato e quasi 100 case di privati cittadini. Secondo l’UNESCO il progetto potrebbe portare anche alla revoca dello status di patrimonio dell’umanità attribuito alla città. Le autorità si sono affrettate a dichiarare che il progetto sarà realizzato in collaborazione con l’UNESCO ma, sinora, la documentazione relativa non sembra ancora essere stata nemmeno presentata.

L’UNESCO ha fondate ragioni per temere delle sorti della città medievale meglio conservata di tutta l’Asia Centrale, il cui carattere unico non sarebbe dato dai singoli edifici ma dall’atmosfera complessiva del panorama urbano, lo stesso panorama che potrebbe essere deturpato dalle costruzioni moderne. I timori sono dovuti al precedente piano di sviluppo turistico della città di Shahrisabz, supervisionato dallo stesso Mirziyaev tra 2014 e 2015 conclusosi con lo spianamento ad opera dei bulldozer di alcuni quartiere medievali e la costruzione di una sorta di parco a tema.

La questione dello sviluppo turistico di Bukhara fa riflettere. Perché le autorità uzbeke non devono essere libere di gestire il proprio patrimonio artistico come meglio credono? In fondo la cultura della conservazione dei resti del passato è cosa recente anche in Europa, basti vedere come molte vestigia romane siano state utilizzate per costruire altri edifici. Forse che il progresso sia valido solo per i paesi occidentali, mentre il resto del mondo deve rimanere immutato nei secoli per fare da sfondo alle vacanze di impiegati in cerca di facile avventura ed esotismo? Questioni complesse.

Chi è Pietro Acquistapace

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Laureato in storia, bibliofilo, blogger e appassionato di geopolitica, scrive per East Journal di Asia Centrale. Cura il blog Farfalle e trincee, e una pagina FB su Mongolia e Asia Centrale. Ha collaborato per varie riviste come Asia Blog e per il bollettino di Soyombo, associazione dedita alla diffusione della cultura mongola. Nel 2011 è andato fino in Mongolia in Panda.

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