GEORGIA: Mosca proteggerà i cittadini russi dell’Abcasia

Lo scorso 8 agosto, in occasione del nono anniversario della guerra russo-georgiana del 2008, il presidente russo Vladimir Putin si è recato in visita ufficiale in Abcasia,repubblica de facto ma formalmente parte della Georgia. Dopo il conflitto dei primi anni Novanta, è solo dalla guerra del 2008 che la regione ha ottenuto una effettiva forma di indipendenza grazie all’appoggio di Mosca. Un appoggio necessario ma vissuto dagli abcasi con difficoltà a causa dell’invadenza del potente vicino negli affari interni della piccola repubblica.

Putin in Abcasia: una provocazione?

Il presidente russo, durante la visita in Abcasia, ha dichiarato che l’obiettivo principale è quello di salvaguardare l’indipendenza e la sicurezza della regione: Mosca mira a dare vita a un contingente militare russo-abcaso, in nome delle “relazioni molto speciali” tra i due paesi. Putin ha inoltre colto l’occasione per assicurare il sostegno militare di Mosca al territorio separatista – innescando sensibili frizioni con Tbilisi.

La Georgia ha infatti percepito la visita e le dichiarazioni russe come una provocazione, sebbene il ministro per la Riconciliazione, Ketevan Tsikhelashvili, abbia sottolineato l’importanza di non lasciarsi coinvolgere in ulteriori conflitti, e abbia dichiarato che “il mantenimento della pace è di vitale importanza” per Tbilisi. Anche l’ambasciatore georgiano negli Stati Uniti, David Bakradze, ha affermato che Tbilisi dovrebbe fare tutto ciò che è in suo potere per “risolvere il conflitto con la Russia in modo pacifico e costruttivo”.

Il leader russo è arrivato in Abcasia a una settimana di distanza dalla visita a Tbilisi di Mike Pence, vicepresidente statunitense. Questi aveva fermamente condannato la presenza russa in territorio georgiano (Washington sostiene da sempre l’integrità territoriale di Tbilisi) e la sua posizione non è rimasta isolata. János Herman, ambasciatore in Georgia per conto dell’Unione Europea, ha infatti affermato che le misure intraprese per avvicinare le regioni separatiste alla Russia “non hanno forza legittima”. In risposta, il primo ministro russo Dmitrij Medvedev ha dichiarato sui social network che Mosca – così come fermò la “barbarie” (“варварство”) georgiana nel 2008 – sarà sempre pronta a difendere i suoi cittadini.

Assistenza sanitaria per chi ha un passaporto russo

Durante la visita, stando a quanto ha riportato Sputnik Abkhazia, Putin ha incontrato il leader abcaso Raul Khadzhimba, con il quale avrebbe firmato un accordo per garantire assistenza sanitaria ai cittadini con passaporto russo. Questo accordo si inserisce nel quadro di una strategia intrapresa fin dal 2002, quando in seguito all’adozione della “Legge sulla cittadinanza della Federazione Russa” Mosca iniziò a garantire la propria cittadinanza agli abitanti di Abcasia e Ossezia del Sud. In pochi anni, i cittadini abcasi in possesso di un passaporto della Federazione Russa raggiunsero il 70% della popolazione complessiva del paese. Questo dato aiutò l’ex presidente russo Dmitrij Medvedev a giustificare nel 2008 l’intervento militare contro la Georgia, al fine di “proteggere la vita e la dignità dei cittadini russi, ovunque essi siano”.

Le linee generali dell’accordo, stilato a marzo, prevedono l’istituzione di polizze sanitarie a 189.000 abcasi con passaporto russo –  più di metà della popolazione complessiva del paese. Secondo il ministro della Salute abcaso, il sostegno di Mosca permetterebbe alla regione di diminuire la propria dipendenza da Tbilisi, in un’epoca in cui il numero di cittadini abcasi che si recano in Georgia per ottenere cure mediche è significativamente aumentato, come riporta il portale georgiano Netgazeti. Tbilisi offre infatti assistenza sanitaria gratuita agli abcasi, anche a chi non è in possesso di un documento georgiano. Le strutture sanitarie presenti in Georgia sono inoltre qualitativamente migliori rispetto a quelle disponibili nella repubblica separatista, inducendo molti cittadini abcasi che necessitano di trattamenti medici urgenti a recarsi nelle cliniche di Zugdidi, Kutaisi e Tbilisi.

La strategia russa in Abcasia

La visita di Putin suggerisce come il braccio di ferro tra Mosca e Tbilisi sia ancora molto lontano dal concludersi. Lo scacchiere abcaso permette al Cremlino di congelare il gioco della Georgia, la cui prossima mossa vorrebbe essere l’ingresso nella NATO e nell’Unione Europea. L’agenda politica georgiana, ben vista dagli alleati occidentali, si scontra però con la linea di attacco di Mosca, decisa a non vedere compromessa la sua posizione di principale potenza regionale dal processo di integrazione euro-atlantica di Tbilisi, e interessata a sfruttare l’Abcasia come pedina per raggiungere il proprio scopo. Anche in quest’ottica si può quindi leggere la concessione di passaporti russi e benefici connessi ai cittadini abcasi.

Così, per scoraggiare un eventuale ingresso della Georgia nella NATO, il Cremlino stringe i rapporti con gli avversari di Tbilisi. Il lavoro congiunto di Russia e Abcasia, all’insegna della collaborazione reciproca, non favorisce solo lo sviluppo socioeconomico della regione separatista, ma pone anche le basi per accordi futuri, rendendo più salda la presa di Mosca nel Caucaso.

Fonte: Kremlin.ru

Chi è Giulia Tempo

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Studentessa di Relazioni Internazionali presso l'Università degli Studi di Torino, si occupa prevalentemente dell'area caucasica. Redattrice per alcuni anni in MSOIthePost, si è occupata di coordinarne la sezione "Oriente". Parla inglese, francese e al momento sta frequentando un Minor in Globalizzazione e Sviluppo presso la Maastricht University (Olanda).

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