TURCHIA: Cronaca di una censura annunciata, il governo turco minaccia la libertà d'espressione

Niente sesso siamo turchi: meno di una settimana fa, il canale televisivo privato NTV, che trasmette a livello nazionale, ha mandato in onda un documentario su Leonardo da Vinci. Durante la trasmissione, l’Uomo Vitruviano era provvisto di un organo sessuale appositamente sfocato. Il giorno seguente, la NTV ha diramato un comunicato mirato a scusarsi con gli spettatori, specificando di aver camuffato le pudenda dell’Uomo Vitruviano con una sfocatura per una sorta di precauzione, considerando le multe assegnate in casi omologhi dall’Ente Superiore della Radio e della Televisione (RTUK).

Non un caso isolato:

Soluzione per fuggire le accuse o tentativo di non perdere i propri telespettatori? Chissà. Eppure, vagliando la storia della censura in Turchia degli ultimi anni e dell’ultimo periodo, non sarebbe assurdo temere un’ingerenza dell’RTUK. Studiamo alcuni casi:

Luglio 2008, sempre sulla TRT, durante la messa in onda del film di Halit Refiğ, Kırık Hayatlar, sono state tagliate scene in cui le attrici indossavano minigonne e scene di baci ed effusioni.

Aprile 2011, l’Ente di Controllo del TRT ha censurato il primo videoclip dell’album musicale della cantante Efsun perché considerato provocatorio a livello tradizionale e sessuale. La canzone, Senti la mia voce (Duy sesimi) parla dei cosiddetti delitti d’onore.

Maggio 2012, il telefim Behzat C. ha ricevuto diverse sanzioni dall’RTUK per aver trasmesso scene in cui veniva mostrato l’uso di bevande alcoliche da parte di agenti di polizia in servizio, un esempio negativo per i giovani.

Giugno 2012, secondo un articolo pubblicato sul giornale nazionale Milliyet, il fatto che i protagonisti della versione locale del famoso format televisivo Love Bugs non siano sposati, secondo il RTUK è un esempio, negativo, di relazione al di fuori del matrimonio. Per questo, il copione ha previsto che i protagonisti convolassero a matrimonio.

Durante la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Londra 2012, il conduttore del canale televisivo statale TRT, traducendo Imagine di John Lennon, tralascia la frase “and (imagine there’s) no religion too”, cioè “e (immagina che non ci sia) neanche una religione”.

La censura avanza anche sulla stampa cartacea, e non solo:

Agosto 2008, il quotidiano nazionale Zaman, vicno al movimento Gülen, ha cancellato gli elementi grafici che richiamano la teoria evoluzionista presenti nella pubblicità dell’gestore telefonico Avea.

Giugno 2011, la rivista mensile fumettistica Harakiri ha ricevuto una multa di 75.000 Euro dall’Ente per la Protezione dei Minori dalle Cattive Abitudini (Başbakanlık Küçükleri Muzır Neşriyattan Koruma Kurulu), della Presidenza dei Ministri, perché, attraverso le proprie strisce, pareva incoraggiare la popolazione ad avere rapporti extraconiugali. Non potendosi permettere di saldare la sanzione, la rivista ha chiuso i battenti.

Aprile 2012, un altro esempio arriva dal mondo del teatro: il Consiglio comunale di Erzurum Yakutiye non ha autorizzato la messa in scena dello spettacolo teatrale Mentre Esiste Tutta Questa Povertà (Onca Yoksulluk Varken) perché sullo sfondo della scenografia campeggiava la scritta “Abbasso il fascismo”.

Gennaio 2012, il Consiglio comunale di Smirne non ha autorizzato l’esposizione di tre fotografie all’interno di una mostra fotografica. Le fotografie raffiguravano rispettivamente un bacio tra due donne velate, una donna in intimo con lo chador sul capo ed un bacio tra due uomini.

I dirigenti della TRT, pochi minuti prima della diretta della serata di premiazione del Diciassettesimo Premio Sadri Alisik per gli attori del teatro e del cinema, hanno sentito gli slogan in sala che scandivano “no alla privatizzazione dei teatri statali” ed hanno deciso non mandare più in onda la serata e passare al tg una versione estremamente ridotta dell’evento, un défilé di premiati che ritirano i premi e dicono “grazie”.

Una conclusione che non risolve:

Qualche giorno fa il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) ha pubblicato la relazione annuale del 2012 e la Turchia detiene il record mondiale di giornalisti in carcere, 76, di cui almeno 61 “sono detenuti in diretto rapporto con i lavori pubblicati o con la loro attività di ricerca di informazioni”. La condizione di altri 15 giornalisti è meno chiara.

Invece nel rapporto annuale sulla Turchia pubblicato sempre nel mese di Ottobre dalla Commissione Europea si specifica che c’è un notevole aumento nelle limitazioni della libertà d’espressione. 2800 studenti in carcere per motivi politici, il codice penale deve essere cambiato in vari articoli perché limita la libertà d’espressione dei cittadini, la presenza della censura anche su internet ed alla fine l’esistenza del RTUK sono alcuni punti evidenziati nella relazione.

Chi è Pietro Acquistapace

Pietro Acquistapace
Laureato in storia, bibliofilo, blogger e appassionato di geopolitica, scrive per East Journal di Asia Centrale. Cura il blog Farfalle e trincee, e una pagina FB su Mongolia e Asia Centrale. Ha collaborato per varie riviste come Asia Blog e per il bollettino di Soyombo, associazione dedita alla diffusione della cultura mongola. Nel 2011 è andato fino in Mongolia in Panda.

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