RUSSIA: L’incendio di Kemerovo, fiera della negligenza

Sono ufficialmente 64 le vittime dell’incendio verificatosi in un centro commerciale di Kemerovo, città russa a circa 250 chilometri da Novosibirsk, in Siberia. Si tratta per la maggior parte di bambini, presenti in massa nella struttura, che ospitava numerose attrazioni, tra cui un cinema multisala, un parcogiochi e una pista di pattinaggio. L’incendio, la cui causa non è ancora stata accertata, è cominciato intorno alle 16 (ora locale) ed è divampato molto velocemente tra i diversi piani dell’enorme edificio. Una tragedia resa tale dalle caratteristiche dell’edificio stesso, uno scatolone grigio con poche finestre, costruito ignorando le misure di sicurezza, con un allarme antincendio non funzionante e alcune uscite di sicurezza bloccate. Una fiera della negligenza, che non ha mancato di far scoppiare polemiche e proteste di massa.

L’entità della tragedia rimane ancora sconosciuta. Sui social network, infatti, circolano cifre alternative rispetto a quelle riportate dai giornali e, secondo alcune speculazioni, le vittime potrebbero essere centinaiaAltre fonti riportano le denunce riguardo al tentativo delle autorità di nascondere il vero numero delle vittime. Nel frattempo, nella città di Kemerovo migliaia di persone si sono riversate per strada, chiedendo giustizia e le dimissioni del governatore locale Aman Tuleev. Al momento sono state arrestate e inquisite cinque persone, tra le quali il direttore tecnico della compagnia proprietaria dell’edificio e il capo dell’organizzazione che ha fornito gli allarmi antincendio. Tuleev si è scusato con Vladimir Putin per la tragedia avvenuta nella oblast’ di sua competenza, ringraziandolo allo stesso tempo di aver trovato il tempo di chiamarlo personalmente. Ai parenti delle vittime nessuno sembra ancora aver chiesto scusa. Neanche Putin stesso, volato a Kemerovo martedì mattina, ha presenziato alla manifestazione pubblica spontaneamente organizzatasi in città. Il neoeletto presidente russo, tuttavia, ha commentato l’accaduto definendo colpevole “una negligenza criminale” e ha indetto il lutto nazionale per il 28 marzo.

Nonostante le dimensioni (si parla di 23mila metri quadrati), il centro commerciale era stato definito una piccola impresa, quindi esente da controlli per i primi tre anni di attività, secondo una legge firmata nel 2015. Quest’ultima era stata una mossa molto popolare in favore delle piccole imprese, che in questo modo sarebbero “sfuggite alle persecuzioni da parte delle agenzie statali” commenta il giornalista Leonid Bershidskij. Un altro modo per dire che alcune attività agivano senza alcun tipo di controllo da parte dello stato, o di chiunque altro.

L’incendio di Kemerovo è solo una tra le tante tragedie scaturite dalla corruzione endemica, dalla supremazia del profitto sulle vite umane, dai favoritismi fatti al business man di turno e alle mafie. Una tendenza che anche il nostro paese conosce fin troppo bene.

 

Chi è Maria Baldovin

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Nata a Ivrea (TO) nel 1991, ha studiato lingue e letterature straniere all’università di Torino e ha poi deciso di improvvisarsi scienziata politica, con una magistrale in studi sull’Est Europa. Al momento cerca di fare la pendolare tra Torino e Bruxelles, con grande gioia delle compagnie aeree. Per East Journal scrive prevalentemente di Russia, ma ha anche una passione per la Germania (ex orientale, s’intende).

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Un commento

  1. Proprio così! Corruzione e profitto. Bella prospettiva il liberismo ma, almeno lì, si è ancora in tempo per ripensarci. E Putin ci sta ripensando, almeno lui.

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