UCRAINA: I risultati del voto, si compie il passaggio di potere da un'oligarchia all'altra

Sebbene fosse chiaro fin dall’inizio della campagna elettorale chi avrebbe vinto queste elezioni parlamentari in Ucraina, il voto ha comunque riservato qualche sorpresa. Anzitutto diamo i numeri, ricordando che non sono ancora del tutto sicuri e che mancano i dati (assai interessanti) del voto regione per regione.

I numeri

Il Fronte popolare del primo ministro Yatseniuk vince, a sorpresa, la gara col partito del presidente ed ottiene circa il 22,2% dei voti, pari a 65 seggi. Il Blocco Poroshenko raggiunge il 21,8%, conquistando 63 seggi. Samopovich, vera rivelazione della competizione elettorale, ne conquista 32 con l’11% dei voti. Il Blocco di Opposizione composto dagli ex appartenenti al Partito delle Regioni di Yanukovich raggiunge il 9,4% (27 seggi). Il Partito Radicale, guidato dal fervente nazionalista Oleh Lyashko, ottiene il 7,4% (22 seggi). Il partito Patria di Yulia Timoshenko si ferma al 5,7% (17 seggi). Sono fuori il Partito Svoboda (che chiede a gran voce il riconteggio), “Sylna Ukraina” di Sergey Tihipko, e Pravy Sektor.

La lotta per il governo

Mancando ancora i dati definitivi non possiamo sapere quale sarà la distribuzione dei seggi nel nuovo parlamento che, tuttavia, sembra essere destinato a vedere una maggioranza composta dal Blocco Petro Poroshenko e dal Fronte Popolare di Yatseniuk. Le ambizioni di quest’ultimo, che ha creato un proprio partito solo allo scopo di avere potere contrattuale in seno alla nuova maggioranza, porteranno forse alla sua riconferma a premier. Tra i due partiti non sembrano esserci sostanziali differenze ed entrambi hanno le stesse criticità.

I signori della guerra in parlamento

La prima di queste criticità è la presenza, nelle liste dei due partiti, di comandanti dei famigerati battaglioni impegnati nel Donbass e responsabili, secondo Human Right Watch, di abusi e crimini di guerra alla pari dei gruppi separatisti filorussi. E’ il caso di Andrey Teteruk e Yuriy Bereza, comandanti dei battaglioni Mirotvorez e Dniepr, mentre altre personalità dei gruppi paramilitari che guardano apertamente verso l’estrema destra come Andriy Biletsky, comandante del battaglione Azov, fa parte del “comando militare” del nuovo partito del Premier.

Partiti “pro-europei”?

Il successo del Blocco Petro Poroshenko e del Fronte Popolare è stato salutato dai media occidentali come “la vittoria delle forze pro-europee”, una chiave di lettura semplicistica quanto fuorviante. Poiché se è vero che Poroshenko e Yatseniuk sono i rappresentanti di quella parte del paese che intende affrancarsi dall’influenza economica e politica di Mosca, è anche vero che tale affrancamento risponde a precisi interessi di gruppi oligarchici concorrenti a quelli che sostenevano Yanukovich. L’Ucraina, insomma, è passata da un gruppo oligarchico a un altro, ed è chiaro che le oligarchie non operano per l’interesse dei cittadini ma per semplice tornaconto personale. Il loro “europeismo” è strumentale al perseguimento di quegli interessi. Non è forse peregrino ricordare che Poroshenko fu uno dei co-fondatori del Partito delle Regioni di Yanukovich.

Samopomich, la novità

In questo quadro la presenza di Samopomich è un elemento di rottura. Il partito messo in piedi dal sindaco di Leopoli, Andry Sadovy, ha ottenuto il 13,4% piazzandosi al terzo posto. Sadovy non è un nazionalista né un populista, non appartiene ai circoli legati all’oligarchia, e si colloca a sinistra degli schieramenti nazional-popolari di Poroshenko e Yatseniuk, seppur nel quadro della tradizione cristiano-liberale. Tuttavia i facili entusiasmi vanno smorzati poiché, nelle sue fila, compare anche Semen Semenchenko, nome di battaglia di Konstantin Grishin, russo di Donetsk ma leader del battaglione nazionalista ucraino “Donbass”, attivo nell’omonima regione. La presenza di un “signore della guerra”, di fatto un leader paramilitare, non può che gettare un’ombra sulla “buona volontà” del partito.

Il ridimensionamento dell’estrema destra

Già le elezioni presidenziali di giugno avevano mostrato la marginalità dei gruppi di estrema destra, come Pravy Sector o Svoboda, e le elezioni parlamentari confermano quanto ridotta sia la base elettorale di questi gruppi. Pravy Sector raccoglie appena il 2,4% dei voti mentre Svoboda si ferma al 6,3%, contro il 10,4% delle elezioni parlamentari del 2012. Un calo di consensi che testimonia la marginalità di un movimento che si attesta su una linea di consensi non dissimile da quella dei suoi omologhi europei, dal Front National alla Lega Nord, che anzi conoscono o hanno conosciuto successi ben maggiori. Tra i partiti ultra-nazionalisti occorre annoverare anche il Partito Radicale che ha ottenuto il 6,4% dei voti, assai meno di quanto pronosticato. Infine il partito Patria, di Yulia Timoshenko, ha preso solo il 5,5% dei voti: pur non trattandosi di un partito tradizionalmente estremista, in questa campagna elettorale la Timoshenko si è fatta portavoce di un nazionalismo becero e violento, discriminatorio nei confronti dei russofoni, ignorante di qualsiasi concetto di cittadinanza non nazionale (anche i russofoni sono ucraini). Il risultato di Patria testimonia come certe retoriche non coincidano con i sentimenti degli ucraini.

Il Blocco di opposizione amputato dalla guerra

Il Partito delle Regioni dell’ex presidente Yanukovich non si è presentato alle elezioni anche a causa del gran numero di defezioni. Molti esponenti del partito, in linea con il migliore trasformismo europeo, hanno cambiato casacca ingrossando le fila del Blocco Petro Poroshenko. L’opposizione si è quindi unita in una lista comune che, però, ha ottenuto appena il 7,6%. A penalizzare l’opposizione è stato, da un lato, il legame ancora troppo evidente con il passato e, dall’altro, il mancato voto delle regioni orientali, in mano ai separatisti, tradizionalmente vicine ai partiti filorussi.

Bye Bye Lenin

Il Partito Comunista, che ha infine potuto partecipare a queste elezioni, non ha superato la soglia di sbarramento. Quello che fu una delle colonne del regime di Yanukovich, espressione dell’elettorato russofono, è scomparso dalla scena politica dopo 96 anni di storia ingloriosa. Erede diretto della sezione ucraina del partito comunista sovietico, è sempre stato una forza reazionaria e di conservazione per quegli apparati legati al vecchio regime. A dispetto del suo nome, non si è mai opposto alle politiche predatorie condotte dalla leadership del Partito delle Regioni, né alla svendita del paese durante la “transizione” all’economia di mercato: le liberalizzazioni selvagge che hanno portato alla nascita di oligarchie criminali e predatorie porta anche il marchio del Partito Comunista che fu primo partito fino al 2002, giocando quindi da protagonista negli anni amari delle privatizzazioni.

Conclusioni

Queste elezioni segnano il passaggio del potere nelle mani di una ‘nuova’ oligarchia, guidata da Poroshenko, che nel nome della democrazia e dell’Europa gestirà il paese (e i propri affari) incontrastata. Tutto è cambiato affinché tutto rimanesse uguale. Se gli ucraini otterranno qualche beneficio in termini di benessere e qualche progresso in termini di democrazia reale, sarà già un successo. Ma non sono queste le elezioni da cui nasce una “nuova” Ucraina, né era lecito attenderselo. Ma se questo parlamento, tutt’uno con il presidente, dovesse mancare nelle sue promesse di benessere e libertà, una nuova “Maidan” non è da escludersi. Gli ucraini hanno dimostrato di saper lottare per quel che vogliono, anche se fin qui sono stati molte volte illusi e strumentalizzati.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

Leggi anche

UCRAINA: Il “servo del popolo” pronto a negoziare con il Cremlino

Il "servo del popolo" e neo-presidente Volodymyr Zelenksy, affiancato dalla sua nuova amministrazione presidenziale, si dichiara pronto ad aprire i negoziati di pace con il Cremlino sulla questione del conflitto nell'est dell'Ucraina. Ma la pace è lungi dall'essere alle porte.

34 commenti

  1. Un’analisi per una volta (devo riconoscerlo) puntuale e realistica. Sullo sfondo però resta la situazione catastrofica del paese, che è allo sfascio e difficilmente potrà sopravvivere come stato unitario. Gli ucraini che sostengono l’attuale corso politico lo fanno anche perchè sono stati a lungo blanditi con grandi promesse di aiuti e sviluppo da parte dell’occidente. Purtroppo l’Europa come vediamo non è in grado di aiutare neanche se stessa. Quale sarà la rezione degli ucraini quando scopriranno che l’occidente non è in grado e non è disposto a salvarli dalla rovina economica ? Che accadrà tra qualche mese quando i soldi saranno definitivamente finiti, i termosifoni freddi e le centrali elettriche forse senza combustibile ? Temo che per l’Ucraina si prospettino tempi bui (e non solo per la mancanza di corrente elettrica). I radicali di Pravy Sektor e le altre bande nazionaliste saranno anche marginali elettoralmente, ma sono organizzate militarmente e molto determinate, hanno rovesciato Yanukovic e hanno già promesso a Poroshenko di fargli fare la stessa fine. Gli ucraini hanno dimostrato di saper lottare, ma che sappiano quel che vogliono mi sembra un pò dubbio.

  2. Certo che quando si parla dell’Ucraina, solo sciagure e disgrazie, mai un briciolo di ottimismo e uno spiraglio di speranza.
    Come può immaginare, non condivido le conclusioni. Non si possono, più o meno inconsciamente, valutare questi risultati elettorali e le prospettive per il paese con quelle della maggior parte dei paesi europei. Ad esempio il solo fatto che le elezioni si siano tenute e con uno svolgimento decentemente democratico è un risultato importante e per nulla scontato: fino all’ultimo la martellante campagna di delegittimazione, il ricatto economico e le pressioni militari da parte di Putin hanno fatto temere il peggio.
    E che poi tutto si risolva con un semplice avvicendamento di clan oligarchici, mi sembra alquanto riduttivo: la fuga di Janukovyč e la forzata non-partecipazione di alcune zone est ucraine, hanno indebolito il sistema e non so quanto riusciranno a ricostruirlo.
    Di contro per la seconda volta l’opinione pubblica ucraina ha dimostrato che non si può ignorare completamente i suoi umori.
    E forse è proprio questo che mette maggiormente in allarme il Cremlino: che sia finito il tempo degli accordi tra oligarchi?

  3. Un vero trionfo della democrazia come dice la Mogherini.
    Visti i risultati delle elezioni e considerando che in tutti i partiti, ci sono appartenenti ai gruppi paramilitari di estrazione neonazista e ultra nazionalista , per non parlare dei partiti che lo sono apertamente come il partito radicale, o Svoboda, (per la cronaca anche se Pravy sector non supera lo sbarramento è lo stesso in parlamento…Ansa 27 ottobre 201415:53NEWS
    Il leader del partito e gruppo paramilitare Pravi Sektor (Settore destro, accusato di simpatie neonaziste), Dmitro Iarosh, e’ stato eletto in parlamento in un collegio uninominale della regione di Dnipropetrovsk. Con il 92,35% dei voti scrutinati, il Iarosh e’ in testa con il 29,75% dei suffragi. La candidata al secondo posto e’ l’indipendente Maria Pustova con il 13,72%.)
    Dicevo vista la situazione politica uno che è stato sempre chiamato Putler non potrà che giovarsene!!!

  4. Mancano i numeri dell’affluena (50%).

  5. Affluenza con dei distinguo, 70% verso ovest su Leopoli via via che si va ad est diminuisce fino al 20% dove si è votato!

  6. the civic organization OPORA reported a 51.2 percent voter turnout.
    “Taking into account the events in Donetsk and Luhansk Oblasts, the turnout was pretty high,” Aivazovska said during a news conference. Voter turnout in the 2006 parliamentary election was 58.9 percent, while in 2007 and 2012 it was 57.9 percent, she said.
    The highest turnout was in western Ukraine – 59.7 percent. Central Ukraine was slightly less active with 55.1 percent voting, while in southern and eastern parts of the country, it was 42.4 and 41.1 percent, respectively, according to OPORA’s report.
    Riporto inoltre i dati per i singoli partiti:
    Ukraine’s Novoe Vremya reports that the Central Election Commission has announced that 94.5% of votes in Sunday’s parliamentary elections have been counted.

    22.22% – Popular Front
    21.81% – Bloc Petro Poroshenko
    11.01% – Samopomich
    9.29% – Opposition Bloc
    7.44% – Radical Party of Oleh Lyashko
    5.69% – Batkivshchyna
    The far-right Svoboda party looks set to have failed to reach the necessary 5% vote share threshold to enter the Rada, having received only 4.73% of votes counted so far.

    Alcuni osservazioni: sembrerebbe che il primo partito (nel proporzionale ) sia quello del più determinato Yatseniuk e non quello del più morbido Poroshenko. Comunque il quarto partito sarebbe il filorusso Blocco delle Opposizioni, mentre il vituperato Svoboda non entrerebbe alla Rada. Vediamo se finiscono le accuse di nazismo e di persecuzione dei filorussi.

  7. Forse non ha letto quanto ho scritto tutti i partiti portano fra le loro file esponenti dei battaglioni del Donbasse sono tutti chi più chi meno ultra nazionalisti forse pensa che Yasteniuk sia filorusso? Oppure AutoAiuto, oppure Patria o il partito Radicale? inoltre come le ho indicato a me risultava che SVOBODA avesse superato lo sbarramento, ma probabilmente lei ha sti più aggiornati, mente settore destro sarebbe fuori, comunque anche se un partito non supera lo sbarramento del 5 % può portare dei seggi in rada se vince nei collegi uninominali come infatti è successo ad un candidato dmitro iarosh di settore destro, quindi come vede le accuse non finiscono anche perché non possono finire.

  8. Non stavo rispondendo a nessuno in particolare, semplicemente fornivo alcuni dati e qualche osservazione.
    Comunque sia, ritengo che gli elettori ucraini possano eleggere chi desiderano, se a qualcuno non piace è un problema di quest’ultimo, non certo dei primi.
    Se la sola presenza di un partito fascista dovesse necessariamente caratterizzare, a priori, la vita politica di un paese…. si salverebbero ben pochi paesi europei.
    Non sicuramente la Russia: il buon Vladimir Zhirinovsky e il suo partito ultranazionalista, xenofobo, omofobo, antifemminista e forcaiolo dovrebbe preoccupare maggiormente che l’unico (su 450 deputati) rappresentante di Pravy Sector.
    Quando parlavo di filorussi, mi riferivo al Blocco delle Opposizioni, che mi sembra che abbia tranquillamente partecipato alla consultazione elettorale, se poi è arrivato “solo” al quarto posto, è colpa dei nazionalisti ucraini annidati negli altri partiti?
    Quindi le accuse finiscono quando i fatti dicono il contrario dei pregiudizi.

    • Giustamente gli elettori ucraino votino chi vogliono, ma io come lei commento e penso cosa voglio, in tutti i partiti ci sono filonazisti e nazionalisti se poi a loro piace così cavolo loro quindi io come probabilmente anche altri le accuse di persecuzione dei filorussi le continuo a fare perché per me non finiscono qui!
      Se poi gli piace mettere, quando va bene, i politici nei cassonetti o peggio ancora nelle fosse comuni, fin che gli riesce di farlo ma a me non sta bene, e per quel che conta lo dico!
      A lei piace così buon per lei.

  9. La Francia consegnerà alla Russia la prima delle due navi da guerra portaelicotteri Mistral (la “Vladivostok”) il 14 novembre. Lo fa sapere il vice premier russo Dmitri Rogozin. Recentemente Parigi aveva espresso dubbi sulla controversa vendita delle navi da guerra a Mosca a causa della crisi ucraina.

    • Mi spiace, ma la notizia è la solita bufale russa.

    • (ANSA) – PARIGI, 29 OTT – La data di consegna della prima delle due navi da guerra Mistral commissionate dalla Russia alla Francia ”non può ancora essere confermata”: lo ha detto il portavoce del costruttore DCNS, dopo che Mosca ha annunciato che la consegna avverrà il 14 novembre. “DCNS precisa di essere in attesa delle autorizzazioni governative sull’export necessarie per la realizzazione della consegna”, ha precisato il portavoce francese.

      • ??? non capisco. Allora al momento la Francia NON consegna o capisco male? Anche perché questo è la smentita (soft) dei cantieri, il portavoce del governo francese afferma che non ci sono le condizioni (al momento).
        E il solito ministro peracottaro fornisce documenti fasulli.

  10. Queste sono elezioni per cui bisogna gioire, non quelle Italiane o Ucraine:
    Le vittorie elettorali della sinistra in America Latina – dal Cile al Brasile, dalla Bolivia e, presto, all’Uruguay – confermano che nel continente è in corso una “ribellione democratica” che sta contrastando l’attuale globalizzazione capitalistica della povertà. A sostenerlo è uno dei leader di questa tendenza, il presidente boliviano Evo Morales…in America latina c’è una ribellione democratica”, accompagnata da programmi di governo “progressisti”….nel popolo latinoamericano” c’è una profonda pulsione alla “liberazione, politica ed economica”: “Molti popoli sono anti-imperialisti e anti-capitalisti” e come boliviani “stiamo esportando una politica sociale ed economica” alternativa.
    ….bisogna globalizzare la ricchezza, non la povertà”, come invece avviene nel sistema capitalista.
    …..”importante che il popolo e lo Stato abbiano il controllo sulle risorse naturali” come il gas e riescano a sottrarsi ai diktat di Fondo monetario internazionale e Banca mondiale.
    Quello che sta avvenendo in occidente in europa è una vera tragedia, e lo stiamo vedendo proprio in questo giorni in Italia, anche grazie a Renzi.

    • pensavo che le elezioni di cui bisognasse gioire fossero quelle russe. Ah dice che non c’è la sinistra nella Russia capitalista/imperialista?

      • Il governo russo è più a sinistra di qualunque governo occidentale. In Russia si va in pensione a 55 anni, c’è la sanità gratuita per tutti, tutele per la maternità che in Italia manco si sognano. C’è la piena occupazione, e i lavoratori non sono presi a bastonate come nelle “democrazie”. Ma lo so che questo non si può dire 🙂

        • ahah! no, no, si può dire, però poi non si stupisca se la gente le ride dietro…
          – pensione media in Russia: 10.000 rubli (250 euro) http://en.ria.ru/russia/20130703/182038876/Medvedev-Says-Hes-Pleased-to-Learn-Future-Pension-Size.html Considerando poi che l’aspettativa di vita per gli uomini russi è di 65,1 anni (da noi è 79,8), non resta così tanto tempo per godersi questa “lauta” pensione.
          – sanità gratuita: se si ha lo stomaco per sottoporvisi…
          – piena occupazione e diritti dei lavoratori: statistiche truccate a parte, “un russo su cinque ha problemi di occupazione”, http://english.pravda.ru/russia/economics/11-07-2013/125094-russian_employment-0/
          Mi sa che lei ha in testa l’Unione Sovietica degli anni ’80, anziché la Russia capitalista di oggi.

          • Guardi che io in Russia ci vivo, quindi parlo con cognizione di causa. Lei solo per pregiudizi stantii. In Russia il tempo medio per trovare lavoro è 4 giorni, in Italia 4 anni (quando va bene). 10 mila rubli è la pensione MINIMA, non la media. All’ospedale pubblico ci sono stato due volte, ho trovato una struttura decisamente migliore di quelle che si trovano al sud Italia e i medici sono di ottimo livello. Aggiunga che con 250 euro in Russia si vive, in Italia con i 400 euro della minima si è in miseria.

          • Legga bene la fonte citata: “Russia’s current *average* pension of about 10,000 rubles ($300)”. Media, non minima. Altre fonti confermano.
            Poi se a lei va bene vivere gli ultimi dieci anni della sua vita con 250 euro al mese, de gustibus (e no, non credo proprio che con 250 euro ci si viva. Forse in campagna, ma non certo a Mosca o a Peter).

          • prima che arrivasse Putin le pensioni erano di 10 dollari al mese, direi che averle aumentate di 25 volte sia abbastanza di sinistra. Compatibilmente con le risorse a disposizione ha fatto miracoli. Le agenzie di rating 3 anni fa avevano abbassato l’outlook della Russia col motivo che le pensioni erano state aumentate troppo

  11. Mi stupisco sig Denti, che dica questo io l’unico imperialismo e capitalismo che vedo è quello statunitense ,che si è impossessato di tutta l’Europa, Ucraina compresa e del mondo intero, non quello Russo ….a casa mia ho i soldati americani e come me milioni di persone nel mondo dalla Romania a Cuba dalla Germania alla Turchia dall’Afganistan all’Iraq soldati americani e capitalismo e imperialismo americano d’esportazione quello Russo non mi risulta .
    Le menzogne ripetute all’infinito diventano verità .

  12. Il partito fascista A ha preso solo il 5%, quello B il 5%, il C il 5%, il D il 5%… Vedete, il fascismo è arrivato al 5%, ha vinto la democrazia!
    Forse qualcosa mi sfugge eh… Ma che senso ha dire che l’estrema destra è stata ridimensionata quando praticamente tutti i partiti fuori dal “blocco di opposizione” hanno dei signori della guerra dentro, accusati dall’ONU di crimini contro l’umanità?

    • L’estrema destra è stata ridimensionata nel senso che ha votato il 52% degli ucraini. E di questi un buon 15 ha votato per tre partiti (i due russofoni più i comunisti) accusati apertamente di separatismo. Significa che assai meno di metà degli ucarini ha votato per i partiti “partiottici”. All’est e al sud meno di un quarto. E questo in un clima di esaltazione patriottarda e di mobilitazione isterica. Per il partito di Poroshenko ha votato il 10% degli aventi diritto, idem per quello di Yatseniuk. Ma cio non ha impedito ai media occidentali di parlare di “trionfo” dei filoeuropei. La realtà è che il nuovo corso ucraino esce vincente in parlamento ma delegittimato politicamente. A Mariupol ha votato il 20% dei cittadini, e ha vinto il partito filorusso con la maggioranza assoluta. Mariupol, dove secondo qualcuno la gente scavava trincee per resistere all”aggressione russa”. A Mariupol maledicono Putin perchè i suoi carri armati ancora non sono arrivati.

      • Dico in Ucraina occidentale. Il voto di Lviv è preoccupante

      • Le piace giocare (sporco) con i numeri.
        “ha votato il 52% degli ucraini” , Nel 2006 58.9%, nel 2007 and 2012 il 57.9%, tenendo conto della situazione nell’est e dell’occupazione della Crimea, direi in linea con la partecipazione delle tornate elettorali precedenti: se andava bene per eleggere Janukovyč, non capisco perché è delegittimante per Poroshenko. E perché questo ridimensiona l’estrema destra è un mistero.
        “ha votato il 52% degli ucraini. E di questi un buon 15 ha votato per tre partiti (i due russofoni più i comunisti) accusati apertamente di separatismo. Significa che assai meno di metà degli ucraini ha votato per i partiti “patriottici””, ma il 15% del 52% fa circa 8% e che cosa vuol dire che “assai meno di metà degli ucraini ha votato per i partiti “patriottici”?
        Poiché dopo afferma che “Per il partito di Poroshenko ha votato il 10% degli aventi diritto, idem per quello di Yatseniuk.” significa che ragiona in termini della totalità degli elettori, però assume. non si sa su che basi, che il 48% che non ha votato non avrebbe votato (anche) questi due partiti.
        Altro postulato è “La realtà è che il nuovo corso ucraino esce vincente in parlamento ma delegittimato politicamente”. una scelta politica che raccoglie più dell’80% dei votanti non mi sembra delegittimante tranne che per partito preso e/o preconcetto interessato.
        Circa poi chi venga maledetto (o invocato) e perché, io ho solo modesti riscontri, lei invece perentorie verità.

        • Non faccia finta di non capire. Questa non era una tornata elettorale come le altre, erano le elezioni del dopo-maidan, quelle che dovevano consacrare la “scelta” europea dell’Ucraina. E metà del paese non ha votato o ha votato per i partiti contro. Credo che l’astensione di massa delle regioni russofone sia molto più preoccupante di un voto filo russo Significa che ormai dell’Ucraina da quelle parti non frega più nulla a nessuno, si da per scontato che il paese è ormai in coma irreversibile e che Kiev si trova all’estero

          • Se c’è qualcuno che fa finta di non capire, non sono certo io.
            Io semplicemente facevo notare che la percentuale dei votanti in questa tornata elettorale, tenendo conto della situazione militare, non è poi così lontana da quella registrata n elle altre elezioni generali, compresa quella che portò al potere Janukovyč. Lei potrà sostenere che allora non votò l’ovest del paese, mentre questa volta è l’est che si è astenuto: una interpretazione sostenibile, ma se allora nessuno si “preoccupò” o sollevò questioni di legittimità, non vedo perché adesso i veri democratici (russi) si debbano strappare le vesti, gufando anzitempo tragedie irreversibili.
            Anzi circa i comi irreversibili, il tempo ci dirà da che parte del confine sono gli zombi.

  13. 29 ottobre – Il leader di “Narodnyi Front” Arsenij Iatseniuk ha detto che pretenderà di occupare l’ufficio di Primo Ministro se il suo partito formerà una coalizione.

    29 ottobre – I militanti della “DNR” e della “LNR” (Repubbliche Popolari di Donets’k e di Luhans’k) si stanno travestendo da militari della Guardia Nazionale ucraina e stanno preparando delle provocazioni con numerose vittime. La Russia sta portando le sue truppe in Ucraina, – ha detto il portavoce del Centro Informazioni del Consiglio di Sicurezza e di Difesa Nazionale Andrij Lysenko. Secondo lui, vi è un significativo aumento dell’attività dei militanti e delle truppe russe alla vigilia delle cosiddette elezioni previste per il 2 novembre.

    29 ottobre – I terroristi russi hanno bombardato le posizioni dei militari ucraini dai loro sistemi “Grad” nei pressi di Talakivka, vicino a Mariupol.

    29 ottobre – Nel corso della mattinata sono stati registrati 20 casi di violazione del cessate il fuoco, – ha detto il portavoce dell’ATO Vladyslav Selezniov.

    29 ottobre – Gli aerei da caccia del Patto Nordatlantico sono stati mandati ad intercettare lo squadrone di aerei militari russi che si è avvicinato al confine della Lettonia, – ha comunicato il Ministero della Difesa lettone.

    29 ottobre – Mosca e Minsk stanno espandendo il programma di esercitazioni militari nel 2015 a causa delle “nuove minacce” per uno Stato alleato della Russia e della Bielorussia, – ha detto il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu.

    29 ottobre – I colloqui a tre tra Russia, Ucraina e la Commissione europea sono iniziati a Bruxelles. La sera del mercoledì, la Commissione europea ha cancellato la conferenza stampa dopo il colloquio a tre sulle forniture di gas all’Ucraina. I negoziati sono andati avanti “fino a notte fonda”.

  14. 28 ottobre – Nell’amministrazione presidenziale di Vladimir Putin non vedono alcun motivo perché le “elezioni” indette nel Donbas dai militanti delle LNR e DNR (Repubbliche Popolari di Luhans’k e di Donets’k) non vengano riconosciute, – ha detto l’addetto stampa di Putin Dmitriy Peskov.

    28 ottobre – Nel corso dei combattimenti presso il 32° posto di blocco sono morti 10 militari ucraini, – ha detto il portavoce del Centro informazioni del Consiglio di Sicurezza e di Difesa Nazionale Andrii Lysenko.

    28 ottobre – La Russia ha dichiarato di aver spedito una quarta colonna di “aiuti umanitari” all’Ucraina. Le autorità ucraine non vengono nemmeno più avvisate. Il portavoce del Centro informazioni del Consiglio di Sicurezza e di Difesa Nazionale Andrii Lysenko ha detto che l’Ucraina non ha ricevuto alcuna informazione ufficiale riguardo al quarto convoglio di aiuti umanitari dalla Russia.

    28 ottobre – Il senatore degli Stati Uniti James Inhof è convinto che gli Stati Uniti forniranno molto presto all’Ucraina delle armi per l’autodifesa.

    28 ottobre – Il transito del gas russo verso l’Europa attraverso l’Ucraina nel settembre del 2014 si è ridotto della metà rispetto al settembre del 2013 – a quasi 3909 miliardi di metri cubi, – rapporto del Ministero dell’Energia e dell’Industria del carbone dell’Ucraina. La Russia continua la guerra del gas contro l’UE.

    28 ottobre – Per mantenere il tasso di cambio fisso della hrivna il regime di Ianukovych ha speso più di 20 miliardi di dollari delle riserve auree, – ha detto l’ex capo della Banca Nazionale dell’Ucraina Volodymyr Stelmach.

    28 ottobre – “Blok Poroshenka” è pronto a lasciare la carica di Primo Ministro al leader del “Narodnyi Front” Arsenij Iatseniuk in cambio delle cariche di ministro della Difesa e del ministro degli Interni.

  15. Se il signor Vlad vive in Russia sarebbe così gentile da dirci anche per chi lavora..per l’FSB forse?
    visto che da sempre pontifica su EJ celandosi dietro comodo nickname. ci racconti un po’ di sé…
    così capiremo da dove arrivano certe intemperanze…

    • Io non pontifico, mi limito a spiegare a certe teste vuote come stanno le cose nel mondo reale. E per chi lavoro sono affari miei, a casa sua non ho mai mangiato. E con questo la saluto, con i maleducati non parlo

  16. Ma non era questo simpaticone che parlava di code di paglia (altrui)?
    Certo che “limitarsi a spiegare a certe teste vuote come stanno le cose nel mondo reale” deve essere una gran fatica. Poiché è un impegno non indispensabile e sicuramente non richiesto, potrebbe tranquillamente soprassedere.