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POLONIA: L’ex primo ministro Morawiecki espulso da Diritto e Giustizia

Il presidente del PiS Jarosław Kaczyński ha annunciato che oltre trenta deputati dell’ala moderata, vicini all’ex primo ministro Mateusz Morawiecki, sono da considerarsi fuori dal gruppo parlamentare. La rottura è arrivata dopo il loro rifiuto di firmare una dichiarazione di lealtà con cui il partito imponeva ai suoi di non aderire ad associazioni esterne, e questo due mesi dopo che Morawiecki aveva fondato Rozwój Plus.

Una crisi maturata da marzo

La scelta di Kaczyński, a inizio marzo, di nominare l’ex ministro Przemysław Czarnek come candidato premier per le elezioni del 2027 aveva dato vita ai primi dissidi e sentori di subordinazioni all’interno del partito. La mossa nasceva dall’esigenza di invertire il calo nei sondaggi, che invero non s’è fermato, e di arginare la crescita di due partiti di destra molto radicali quali Confederazione e, specialmente, il KKP di Grzegorz Braun, politico considerato troppo estremo per condividere un governo anche dal PiS.

Czarnek è stato un ministro della cultura molto discusso per le sue dichiarazioni contro la comunità LGBT ed è considerato un rappresentante della frangia più estrema del PiS. Se da un lato Kaczyński può aver sperato di richiamare parte dell’elettorato più conservatore, o addirittura avvicinarsi a Confederazione e KPP per immaginare un governo di larghe intese, dall’altro si è alienato la corrente più moderata e pragmatica del partito (quella degli Harcerze, “gli Scout”, come vengono chiamati ironicamente), più incline a concentrarsi sui temi dello sviluppo economico piuttosto che darsi quasi esclusivamente alle guerre culturali.

Il caso Rozwoj Plus

Nel tentativo di mantenere un punto di riferimento per l’elettorato di centro-destra, ad aprile Morawiecki ha dato vita all’associazione Rozwój Plus (“Sviluppo Plus”). L’ex premier l’aveva presentata come un’iniziativa complementare al PiS, ma Kaczyński e il gruppo dirigente l’hanno interpretata come il primo passo verso la costruzione di una struttura politica parallela in vista delle elezioni del prossimo anno.

Lo scontro è diventato definitivo quando, mercoledì 15 luglio, il PiS ha approvato una risoluzione che obbliga tutti i parlamentari del partito a rinunciare per iscritto all’appartenenza a qualsiasi associazione esterna. La grande maggioranza dei 186 deputati ha firmato senza esitazioni, al contrario dei parlamentari vicini a Rozwój Plus. Scaduto il termine fissato dal partito, Kaczyński ha dichiarato che il mancato deposito della firma equivale, di fatto, a un’uscita dal PiS, precisando di voler “separare le strade senza animosità“. Morawiecki su x sostiene che non fosse sua intenzione separarsi dal partito che l’ha fatto primo ministro 

Cosa cambia ora

L’uscita del gruppo guidato da Morawiecki è già stata acclamata da alcuni volti della politica polacca come la fine di un lungo periodo di bipolarismo. Si può immaginare che il PiS accentuerà ulteriormente il suo avvicinamento alla destra più radicale di Confederazione e il KKP. Bisognerà vedere con quale forza si potrà inserire un nuovo partito guidato da Morawiecki.

 

Foto: KPRM (CC BY-SA 4.0)

 

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