Slovacchia

SLOVACCHIA: La visita di Narendra Modi a Bratislava

La prima volta di un Premier indiano in Slovacchia. Il gigante asiatico continua ad ampliare la sua presenza in Europa centrale.

Lo scorso 15 giugno, prima di recarsi a Evian per assistere ai lavori del G7, Narendra Modi ha fatto tappa a Bratislava per incontrare i vertici slovacchi. Un evento mai accaduto dall’indipendenza del 1993 e preceduto soltanto, nell’aprile del 2025, dalla visita di Stato della Presidente federale indiana Droupadi Marmu.

Dopo una giornata molto proficua in cui i due paesi hanno stretto accordi di cooperazione su svariate materie, il padrone di casa Robert Fico ha celebrato con un lungo post su Facebook la più importante vetrina diplomatica della sua carriera. L’India invece ha aggiunto un altro tassello al suo grande progetto geopolitico multilaterale, necessario per competere nel mondo in ebollizione e di cui il gruppo Visegrad rappresenta una delle novità più interessanti.

I contenuti dell’incontro bilaterale

Modi è stato accolto presso il castello di Bratislava, il luogo simbolo della capitale che per l’occasione ha ospitato una sessione speciale di Yoga e una mostra dedicata al Panchatantra, la celebre raccolta di favole indiane antiche. Ma all’ospite sono state offerte anche l’immancabile crociera sul Danubio e la massima onorificenza nazionale, ovvero l’ordine della Doppia Croce Bianca, conferita dal presidente della repubblica slovacca Peter Pellegrini.

Chiuso il capitolo cerimoniale, le due delegazioni si sono dedicate agli affari: grazie alla firma di ben undici memorandum, infatti, India e Slovacchia hanno trasformato una relazione embrionale in un paternariato globale. Se da un lato questa accelerazione è stata favorita dallo sblocco dell’accordo di libero scambio tra Delhi e l’Unione Europea, che verrà concluso entro fine anno, dall’altro i due paesi sostengono con forza un nuovo equilibrio fondato sul concerto di tutte le potenze, senza veti e senza gerarchie prestabilite.

Bratislava in questo senso affiancherà Modi nella sua battaglia per inserire l’India tra i membri permanenti del consiglio di sicurezza dell’ONU. Allo stesso modo, uno degli ambiti più sensibili su cui India e Slovacchia hanno deciso di collaborare è quello della difesa, il quale prevede un’integrazione sia in campo industriale sia in campo tecnologico. Segue a ruota la lotta al terrorismo (tema sensibile soprattutto per Modi), con la creazione di un gruppo di lavoro congiunto.

Tra le materie civili oggetto di intesa spicca invece il commercio, in rapida crescita tra i due paesi e giunto nel 2025 a una mole di interscambio pari a 1,6 miliardi di euro, grazie soprattutto al traino del settore automobilistico. Altri campi coinvolti nel meeting sono stati quello dell’energia (con un focus sul nucleare), dell’approvvigionamento idrico, dell’intelligenza artificiale, della ricerca spaziale e sanitaria.

Ampio spazio, infine, è stato dedicato ai canali di incontro tra i due popoli. A Bratislava si sono poste le basi per incentivare il turismo e gli scambi accademici, per organizzare eventi culturali, per aprire tratte aeree dirette, ma soprattutto per facilitare la mobilità lavorativa. Nella popolazione attiva straniera residente in Slovacchia, la comunità indiana rappresenta la più numerosa dopo quella ucraina.

L’India alla scoperta di Visegrad

Come accennato all’inizio, gli sconvolgimenti degli ultimi anni hanno costretto una serie di attori internazionali ad uscire dalla loro zona di confort, a diversificare i propri canali diplomatici, di approvvigionamento e di sicurezza. Dalla prospettiva dei paesi centro-europei la rottura dei rapporti con la Russia, la politica daziaria degli Stati Uniti e l’ambigua penetrazione cinese hanno reso l’India un’alternativa possibile, avvalorata dalla sua demografia, la prima al mondo, e dalla sua economia in grande ascesa.

Parallelamente il governo di Modi, alla ricerca di una strategia autonoma nello scacchiere globale sempre più instabile, ha deciso di ampliare la sua rete europea, legata fino a quel momento a partner occidentali come Francia, Germania e Regno Unito. Lo scorso anno un’analisi del CEIAS (Central Europe Istitute of Asia Studies), che ha sede proprio a Bratislava, aveva individuato una serie di complementarietà su cui sviluppare questo nuovo ponte, dall’informatica alla decarbonizzazione, dalla logistica ai flussi migratori.

Polonia e Repubblica Ceca si sono mosse in anticipo sul nuovo terreno, portando già nel 2024 la loro relazione con l’India a livello di paternariato strategico. Ora che la Slovacchia si è agganciata al treno manca all’appello solo l’Ungheria. Vedremo se la svolta radicale promessa da Peter Magyar toccherà anche gli orizzonti più lontani del paese magiaro.

Immagine tratta dal profilo FB di Robert Fico

Chi è Enrico Brutti

Si è laureato in Storia all'Università degli studi di Padova

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