L’annuncio delle dimissioni del presidente sono giunte dopo più di un anno e mezzo di proteste e con undici mesi di anticipo sulla scadenza del mandato, e la convocazione di elezioni parlamentari e presidenziali. L’evoluzione politica di Vučić però insegna (impone!) prudenza: più volte il presidente ha evocato un passo indietro salvo poi consolidare ulteriormente il proprio potere in quello che è diventato a tutti gli effetti un vero e proprio regime. Anche questa volta il rischio è evidente: lasciare formalmente la presidenza per continuare a governare da un’altra posizione istituzionale, magari tornando alla guida del governo, oppure mantenendo il controllo assoluto del suo partito, il Partito Progressista Serbo (SNS), trasformando quindi le dimissioni in una semplice operazione cosmetica