kronika festival

KRONIKA 2026, UN RESOCONTO DEL FESTIVAL

KRONIKA Festival è stato bello per tanti motivi. Alcuni di essi sono riportati in questo resoconto, scritto a tre mani con Làbas e Memorial Italia. Per noi di EastJournal, KRONIKA è stato anche un modo per rivedersi dal vivo: per parlare, per discutere, per offrirvi una birra.

Sabato 6 e domenica 7 giugno presso il Municipio Sociale Làbas di Bologna si è svolto il festival “KRONIKA: Voci di Resistenza da Est”, organizzato da Memorial Italia e East Journal. Gli interventi, i dibattiti, le mostre e le proiezioni hanno dato seguito alla promessa recitata nel titolo: dare spazio alle voci che agitano le società di quella che per convenzione chiamiamo “Europa orientale”. Una definizione, anch’essa, discussa e problematizzata nel corso del festival, grazie ad uno scambio orizzontale tra “il palco” e “la platea”. 

Ma il dibattito non si è esaurito nei singoli eventi, nelle singole aule. Tutt’altro: è continuato spontaneamente sotto i portici di Làbas, intorno a qualche birra o davanti alle foto di ferrovie e treni balcanici. Le storie della conquista dello spazio pubblico, quello della Serbia, dell’Ucraina o dell’Ungheria, hanno animato anche il nostro, rompendo barriere culturali oltre che fisiche.

Abbiamo affrontato le proteste e i movimenti studenteschi in Serbia e in Georgia con chi quei paesi li studia e li osserva da anni, ma anche con chi quelle piazze le ha vissute in prima persona. Abbiamo parlato di opposizione in Russia e in Belarus con i dissidenti e i rifugiati politici, di guerra in Ucraina con chi quel conflitto lo racconta ogni giorno. E ancora, i diritti umani spiegati in disegni e illustrazioni, il ruolo della cultura per un Paese aggredito e due film potentissimi che ci hanno raccontato come funziona la militarizzazione della società russa, a partire dalle scuole, e che cosa vivono le persone in Ucraina dal 24 febbraio 2022.

Tutto ciò è sembrato essere in netto contrasto con il modus operandi dell’informazione italiana intorno alle questioni orientali. Perché su Russia e Ucraina – solo per dirne una – siamo ormai abituati a subire gli echi di un gran trambusto mediatico, utile a fomentare divisioni già esistenti piuttosto che ad assottigliarle. Si urla nei talk show e ci si insulta sui social media, finendo per mettere in primo piano questioni politiche e personali che nulla hanno a che fare con la realtà sul campo.

Il festival è stato anche la dimostrazione della necessità di una discussione politica seria sullo spazio politico europeo. Il campismo, le formule facili, le visioni ancorate al Novecento si sono dimostrate insufficienti e superate dalla storia. Come ci ricordano gli amici e le amiche di Làbas presso cui si è svolto il festival: “Ora, abbiamo la possibilità di contendere lo spazio europeo, lottando contro la destra e contro la guerra; liberiamo le parole, insieme a chi vive in prima persona l’oppressione dei regimi dell’est, per costruire una prospettiva di liberazione comune.”

Infine, come in molti hanno tenuto a sottolineare durante i due giorni di festival, KRONIKA è stato un evento accessibile, libero, gratuito. Ciò è stato possibile a chi si è speso per la creazione di questo evento, a chi ha sostenuto il progetto, a chi ne ha preso parte. È la dimostrazione che unirsi, mettere insieme forze e idee è la strada maestra, l’unica capace di creare spazi di vero dialogo e confronto nonostante, anzi, soprattutto mentre i luoghi di aggregazione vengono chiusi.

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East Journal nasce il 15 marzo 2010, dal 2011 è testata registrata. La redazione è composta da giovani ricercatori e giornalisti, coadiuvati da reporter d'esperienza, storici e accademici. Gli articoli a firma di "redazione" sono pubblicati e curati dalla redazione, scritti a più mani o da collaboratori esterni (in tal caso il nome dell'autore è indicato nel corpo del testo), oppure da autori che hanno scelto l'anonimato.

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