KOSOVO: Kurti vince le elezioni, ma perde voti e rischia un nuovo stallo

Le elezioni parlamentari che si sono tenute in Kosovo nella giornata di ieri, domenica 7 giugno, hanno visto Albin Kurti confermarsi il leader politico più forte del paese. Tuttavia, non essendo riuscito ad ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, la crisi politica che sta attraversando il paese sembra lontana dal poter essere risolta.

Infatti, le elezioni sono state le terze in appena un anno e mezzo. La crisi è nata dall’incapacità delle forze politiche di trovare un accordo prima per formare un governo dopo le elezioni di inizio 2025 e poi per l’elezione del presidente della Repubblica, una procedura che richiede la presenza in aula di una maggioranza qualificata. Dopo il voto del dicembre 2025, Kurti aveva ottenuto una maggioranza parlamentare sufficiente per guidare il governo, ma non abbastanza ampia da eleggere autonomamente il capo dello Stato. Il mancato compromesso con le opposizioni ha portato allo scioglimento dell’assemblea e a nuove elezioni anticipate.

I risultati 

In attesa del conteggio dei voti della diaspora, che potrebbero spostare di qualche punto i dati finali, i risultati parziali del voto del 7 giugno dicono che il partito di Kurti, Vetëvendosje (VV), è arrivato nettamente primo con circa il 43% dei voti, distanziando di oltre venti punti percentuali il Partito Democratico del Kosovo (PDK), fermo attorno al 21%, e la Lega Democratica del Kosovo (LDK), che ha ottenuto circa il 17%. Tuttavia, il risultato di VV rappresenta un arretramento significativo rispetto alle precedenti elezioni del dicembre 2025, quando aveva ottenuto circa il 51% dei voti.

Mentre il PDK rimane sostanzialmente stabile rispetto alle precedenti tornate, consolidandosi come principale forza di opposizione, la LDK cresce dal 13% al 17%, recuperando parte del terreno perduto negli ultimi anni grazie al rientro nel partito dell’ex Presidente Vjosa Osmani. Tuttavia, il 17% equivale sostanzialmente al risultato delle votazioni di febbraio 2025, mostrando come Osmani non abbia dato quella svolta che il partito si aspettava. Anche l’Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK), che si era presentata con una nuova leadership dopo il passo indietro di Ramush Haradinaj, migliora il proprio risultato, superando il 7%.

Al netto dei voti percentuali, il dato più rilevante e’ quello della bassa affluenza, con un vistoso calo dal 47% di dicembre al 37%. Si tratta di un evidente segnale politico dell’elettorato, stanco di questa impasse, e un messaggio chiaro ai partiti: tutti, difatti, hanno perso in termini di numero di voti.

Per quanto riguarda i partiti che rappresentano la minoranza serba, la suddivisione dei seggi sembra non essere cambiata, con la Lista Serba che si aggiudicherà 9 dei 10 seggi disponibili, mentre il partito del ministro Nenad Rašić, vicino a VV, riuscirà molto probabilmente a mantenere un seggio. Questo e gli altri 10 seggi assegnati alle altre minoranze saranno decisivi per formare un governo.

Uscire dallo stallo

Nonostante il netto primato, Kurti si trova nella stessa situazione che aveva portato alla crisi. Se anche riuscisse a formare un governo con solo le minoranze, per eleggere il presidente della Repubblica servirebbe l’accordo con le opposizioni. E’ stato lo stesso premier uscente a riconoscere la necessità di avviare consultazioni con le altre forze politiche, anche per la formazione di un governo.

Le reazioni delle istituzioni europee dopo il voto hanno evidenziato come Bruxelles guardi soprattutto alla capacità del Kosovo di uscire dall’attuale stallo istituzionale. La commissaria europea per l’Allargamento, Marta Kos, si è congratulata con Kurti per la vittoria e per il regolare svolgimento delle elezioni, sottolineando però che il progresso del Kosovo verso l’adesione all’Unione europea dipenderà dalla capacità delle forze politiche di costruire una stabilità istituzionale duratura. Un messaggio analogo è arrivato dall’Alta rappresentante dell’UE per gli Affari esteri, Kaja Kallas, che, nel sottolineare come le elezioni siano state libere e democratiche, ha ribadito come la normalizzazione delle relazioni con la Serbia resti una priorità fondamentale per l’avanzamento del percorso europeo del Paese.

Le prossime settimane saranno decisive per capire il futuro del Kosovo e se il paese riuscirà finalmente ad uscire da questa lunga crisi politica.

Foto: profilo X di Albin Kurti

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