SLOVENIA: Janša torna al governo, con il sostegno dell’estrema destra

Il nuovo primo ministro sloveno sarà Janez Janša, già tre volte premier e considerato molto vicino a Donald Trump. Il suo sarà un governo di minoranza in cui sarà decisivo il voto della formazione di estrema destra Resni.ca. Il candidato di centro sinistra e primo ministro uscente Robert Golob sarà invece all’opposizione pur avendo vinto, di pochissimi voti, le elezioni dello scorso 22 marzo.

Esattamente due mesi dopo il voto, venerdì 22 maggio, il Parlamento sloveno ha eletto Janez Janša primo ministro. Il leader storico del Partito Democratico Sloveno (SDS), principale partito di centrodestra del paese, ha ottenuto 51 voti su 90. Janša può ora nominare i ministri, che dovranno poi passare da un voto parlamentare.

Il governo di Janša è sostenuto da una coalizione di minoranza di cinque partiti di centro-destra, tra cui i Democratici, Focus, Nuova Slovenia e il Partito Popolare Sloveno. La coalizione, formatasi post voto, controlla 43 seggi su 90, ma può contare sull’appoggio esterno del partito populista di estrema destra Resni.ca (La Verità) che ha ottenuto 5 seggi parlamentari. Il leader di Resni.ca, Zoran Stevanović, noto nel paese per le sue posizioni NoVax oltre che a sostegno di Putin, Vučić e Dodik, è stato da poco eletto presidente del Parlamento. La sua nomina, con 48 voti, ha aperto la strada alla nuova coalizione.

Alle elezioni di marzo scorso l’SDS aveva ottenuto il 27,95% dei voti, arrivando subito dietro al movimento di Robert Golob, il primo ministro uscente di centrosinistra, che ha ottenuto invece il 28,62% delle preferenze. Avendo la maggioranza relativa in Parlamento Golob è stato il primo ad essere incaricato di formare il nuovo governo, ma il suo Movimento Libertà non è riuscito a formare in Parlamento una coalizione che lo sostenesse.

Atlantismo e sostegno all’Ucraina

Janša arriva al governo per la quarta volta, dopo le esperienze tra il 2004 e il 2008, tra il 2012 e il 2013 e dal 2020 al 2022. Durante il suo ultimo governo la Slovenia ha ricoperto  la presidenza di turno del Consiglio UE, non risparmiando però critiche verso Bruxelles.

Rispetto all’ex premier ungherese Viktor Orban, Janša è riuscito a mantenere una posizione di maggiore equilibrio nei rapporti con l’Europa: per esempio non ha mai messo in dubbio l’adesione di Lubiana all’UE e rispetto al conflitto in Ucraina il nuovo premier sloveno ha posizioni atlantiste e anti russe. Si capirà solo nei prossimi mesi se Resni.ca e Stevanović, forti del loro ruolo all’interno del neonato governo Janša, lasceranno che la posizione pro-Ucraina del governo si mantenga o non vorranno invece iniziare quella lotta politica, fatta di veti e ostruzionismo, portata avanti negli ultimi anni in sede UE da Orban.

Per quanto riguarda la politica interna, nei suoi precedenti governi Janša ha spesso attaccato i media sloveni con accuse di vario genere e alle parole sono spesso seguiti i fatti, come nel 2017 quando Sandi Frelih, redattore radiofonico, venne esonerato dall’incarico, tramite una lettera, per un approfondimento politico fatto in radio e soprattutto il giorno seguente un duro attacco da parte di Janša. Nel 2021 questa intolleranza di Janša verso le critiche a mezzo stampa si è ripresentata con vari tweet contro i giornalisti e soprattutto importanti tagli ai fondi per l’editoria. In quell’occasione l’agenzia di stampa pubblica slovena, Sta, che lo stesso primo ministro definiva come una “disgrazia nazionale”, rischiò di dover chiudere per mancanza di fondi.

Cambio di rotta su Israele

Sempre in tema di politica estera il leader SDS è molto vicino a Israele e ciò rappresenterebbe un cambiamento nella politica estera della Slovenia, finora tra i paesi UE più critici verso l’operato del governo Netanyahu. Tra i politici che si sono complimentati con Janša, non a caso, ci sono il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sar e anche lo stesso Netanyahu, che ha dichiarato: «Abbiamo concordato di lavorare insieme per riportare i nostri Paesi sulla via dell’amicizia e della cooperazione».

Secondo quanto emerso dall’inchiesta di Mladina, riportata anche da The European Correspondent, l’interesse sarebbe reciproco. Nei mesi precedenti alle elezioni di marzo, alcuni agenti di Black Cube, un’azienda britannica, fingendosi rappresentanti di un fondo di investimento inesistente hanno ottenuto due incontri con alcuni esponenti dell’allora governo sloveno di Golob. Durante questi incontri gli agenti hanno filmato di nascosto i funzionari che parlavano di corruzione, lobbying illegale e finanziamenti occulti. I video sono poi apparsi su un sito anonimo, 12 giorni prima delle elezioni, e allo scopo di screditare il governo di centrosinistra. Il successivo incontro tra il CEO Dan Zorella, alcuni esponenti dell’intelligence israeliana e Janša, provato dall’esistenza dei biglietti aerei per Lubiana, suggerirebbe che Black Cube stava lavorando per l’opposizione e in accordo con il governo di Israele. Come riferisce il giornalista sloveno Borut Mekina, «La Slovenia è stata in passato una grande critica del comportamento di Israele e quest’ultimo aveva interesse ad influenzare le elezioni a favore del leader dell’opposizione».

Politiche anti-migranti e relazioni con la Croazia

Oltre che su Israele le più grandi differenze rispetto all’immediato passato ci potrebbero essere in tema di gestione delle migrazioni, argomento su cui Janša in campagna elettorale ha promesso un netto cambiamento perché «il cittadino sloveno deve essere al centro, non la Palestina o i migranti irregolari».

Resta da capire se su questi temi il nuovo primo ministro sloveno riuscirà ad agire in modo efficace, pur governando in minoranza e in una situazione economica non delle più floride. Decisiva potrebbe inoltre essere la collaborazione con la vicina Croazia di Andrej Plenković, paese chiave sia sul piano energetico (passa dal rigassificatore di Krk il gas che rifornisce gran parte della regione), sia per quanto riguarda la gestione della rotta balcanica.

Foto: Vecer

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Chi è Andrea Mercurio

Ho 26 anni, sono laureato in Scienze Politiche, amo scrivere in ogni modo e in ogni forma. Sono appassionato di Storia e Attualità, da qualche anno mi sono interessato in particolare ai Balcani.

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