TURCHIA: Nuova stretta contro l’opposizione. Özel destituito dalla guida del CHP

Il 21 maggio scorso la Corte regionale di giustizia di Ankara ha disposto l’annullamento del 38° Congresso del CHP (Partito Popolare Repubblicano), tenutosi nel novembre 2023, invalidando la leadership di Özgur Özel, che in quel congresso era stato eletto quale segretario della formazione politica, ottenendo più voti dell’uscente Kemal Kılıçdaroğlu, il grande sconfitto delle elezioni presidenziali del maggio dello stesso anno.

Human Rights Watch ha denunciato la decisione, descrivendola come l’ennesimo attacco alla democrazia e allo stato di diritto in Turchia, inserito all’interno di un piano atto a marginalizzare gradualmente le voci di dissenso al governo.

Il giorno dopo, in una mossa che è apparsa come un diversivo per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica, è seguita la chiusura dell’Università Bilgi di Istanbul. L’ateneo privato vicino a posizioni liberali, la cui proprietà, Can Holding, sarebbe stata coinvolta in un presunto scandalo legato a riciclaggio di denaro ed evasione fiscale, è stato riaperto solo tre giorni dopo in seguito ad ampie proteste da parte della società civile.

“Nullità assoluta”

La sentenza dei giudici di Ankara ha privato di legittimazione il segretario del partito Özel e l’intero suo apparato esecutivo, reintegrando alla guida del CHP l’ex segretario Kılıçdaroğlu. Nel farlo, la Corte si è appellata al concetto giuridico di “nullità assoluta” (mutlak butlan) che cancella automaticamente tutti i cambiamenti strutturali, come l’introduzione di nuovi organi partitici durante il mandato di Özel, in attesa dei successivi gradi di giudizio.

La sentenza ha ribaltato la decisione adottata dal 42° Tribunale civile di primo grado di Ankara che, nell’ottobre 2025, aveva respinto le accuse di irregolarità durante le procedure di voto del novembre 2023. In seguito al congresso, infatti, una corrente interna vicina a Kılıçdaroğlu, guidata dall’ex sindaco di Hatay Lütfü Savaş, aveva intentato una causa contro i vertici del CHP, denunciando favoritismi e interferenze nel voto dei delegati al congresso. Un procedimento penale parallelo, portato avanti dalla 26° Corte penale di prima istanza di Ankara, sta esaminando le accuse di compravendita di voti rivolte a 12 esponenti del partito, tra i quali spicca la figura dell’ex sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu, rimosso dall’incarico nel marzo dello scorso anno, e ora in carcere con l’accusa di corruzione.

Mentre la distanza tra le due maggiori correnti del principale partito di opposizione si approfondisce, dopo la sentenza Özel ha convocato il Consiglio Esecutivo Centrale del CHP in una sessione straordinaria di emergenza e ha invitato tutti i membri del partito a riunirsi presso la sede centrale ad Ankara, promettendo di resistere alla illegittima decisione, paragonata ad un “colpo di stato giudiziario“, rimanendo “giorno e notte” asserragliato nei suoi uffici.

Il 24 maggio, le forze di polizia antisommossa hanno fatto irruzione nella sede CHP di Ankara, dopo aver sparato gas lacrimogeni e proiettili di gomma verso la folla radunata all’esterno, replicando le stesse dinamiche avvenute presso la sede di Istanbul nel settembre 2025, in seguito all’estromissione dalla carica del capo provinciale Özgür Çelik e di altri 196 delegati. Özel, costretto ad uscire dai suoi uffici, si è unito alla marcia dei sostenitori nelle strade della capitale, rimarcando la necessità di convocare un nuovo congresso entro 40 giorni.

Un “partito controllato”

All’indomani della sentenza, Kılıçdaroğlu ha invocato l’unità del partito, affermando che la decisione della Corte dovrebbe essere vista come “un’opportunità di coesione e non una causa di divisione”. Dopo un iniziale silenzio, il nuovo-vecchio segretario avrebbe telefonato a Özel, mostrando l’intenzione di traghettare il partito verso un nuovo congresso “al momento opportuno”, generando preoccupazioni diffuse sulle sue reali intenzioni.

Indebolito da forze esterne ed interne, il CHP appare profondamente diviso tra la componente riunitasi attorno a Kılıçdaroğlu, e la fazione del “cambiamento” vicina ad Özel, ormai giuridicamente delegittimata, che dal 2023 ha gestito le strutture interne, le basi locali e le finanze del partito, godendo di una notevole lealtà politica e conducendo il CHP ad un’inedita vittoria nel contesto delle elezioni municipali del marzo 2024.

Nonostante questo Kılıçdaroğlu, ex segretario dal 2010 al 2023, si troverebbe a dirigere una macchina partitica che, negli ultimi anni, ha subito importanti modifiche. Alcune figure che in passato ne avevano accompagnato l’ascesa sono diventate sindaci, altre sono fuoriuscite dal partito, altre ancora si sono schierate con Özel. Non appare possibile, al momento, stabilire se la leadership reintegrata potrebbe contare su un sostegno partitico e popolare sufficiente per controllare il processo decisionale. La lotta per il controllo del CHP e il ritorno alla situazione precedente all’elezione di Özel del 2023 sembrano questioni tutt’altro che scontate.

Secondo il politologo Berk Esen, professore presso l’Università Sabancı di Istanbul, se confermata, la decisione “aprirebbe la strada alla possibilità per i tribunali di determinare la leadership del partito, un precedente inedito nel sistema elettorale turco dal 1946″, anno delle prime elezioni multipartitiche. Il CHP rischia di diventare un “partito controllato” dall’esterno, soggetto alle decisioni di un potere giudiziario sempre più asservito all’esecutivo, in un contesto di progressivo scivolamento del panorama politico nazionale verso una forma di autoritarismo egemonico, connotata dallo svolgimento di regolari elezioni, dominate tramite vari stratagemmi dai partiti di governo, senza la presenza di una reale competizione tra forze politiche.

Foto: Kılıçdaroğlu e Özel nel 2025 – Gazete Oksijen 

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Chi è Vanni Rosini

Nato a Firenze nel 1999, studente magistrale in Storia all’Università degli Studi di Firenze, dove ha approfondito la conoscenza della lingua turca. Si interessa di Medio Oriente, con particolare attenzione verso la Turchia. Nel 2022 ha trascorso un periodo di studio presso la Bilgi Üniversitesi di Istanbul. Scrive anche per Limes Club Firenze.

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