Presentato originalmente al Sundance Film Festival, il film lituano How to Divorce During the War inizia la sua corsa presso i circuiti europei.
Al suo terzo lungometraggio, dopo una “pausa” di cinque anni, Andrius Blaževičius sceglie un dramma familiare: Marija decide di divorziare da Vytas, ma il giorno in cui fa il suo annuncio è il 23 Febbraio 2022, e l’invasione in larga scala nell’Ucraina sembra solo unirsi al trauma che causa la loro separazione, sopratttutto alla figlia. Il film ha tutti gli ingredienti per divenire una commedia degli errori, ma le scelte stilistiche, le atmosfere evocate sia nel sonoro che nel visivo la riplasmano come un’opera drammatica, in cui qualsiasi momento umoristico viene in qualche modo “attutito”. Evitando un cliché, il divorzio non si presenta come metafora degli eventi tragici che avvengono sullo sfondo, ma piuttosto rafforza un sentimento di insicurezza che si è diffuso in Lituania in quei mesi, soprattutto vista la prossimità geografica della Russia ed il passato storico simile che unisce Lituania ed Ucraina.
How to Divorce During the War, all’inizio, si caratterizza per un discorso che sembra piuttosto semplicistico, limitato ad un vacuo senso di solidarietà, ma è proprio questo il soggetto su cui il film intende puntare. Attraverso una serie di sottotrame che fungono da sfondo all’evoluzione dei due personaggi protagonisti, viene affrontato sia il sentimento piuttosto performativo per il supporto all’Ucraina, ma anche le ipocrisie legate alla russofobia, la presenza di aziende lituane con sedi in Russia, o la facilità con la quale i canali propagandistici russi sono riusciti a permeare in certi ceti sociali. Purtroppo l’operazione compiuta dal film resta piuttosto superficiale rispetto all’importanza dei temi, soprattutto in virtù del fatto che pochi film hanno tentato finora di rappresentare la dinamica, assai diffusa in Europa, di distanziamento dagli eventi.
Marija è interpretata da Žygimantė Elena Jakštaitė, che abbiamo recentemente visto in Renovation di Gabrielė Urbonaitė, film lituano che similmente si lega alla guerra in Ucraina. Al festival Crossing Europe di Linz, dove How to Divorce During the War è stato proiettato fuori concorso, si è scelto contemporaneamente di assegnare il premio al miglior film all’unaimità proprio a Renovation, insieme a The Visitor di Vytautas Katkus, ascrivendo entrambe le opere alla nascita di una possibile “nuova onda lituana” (questione che ci siamo posti all’anteprima di entrambi i film al Karlovy Vary Film Festival 2025). Blaževičius si inserisce in modo piuttosto tangente: appartiene ad una generazione diversa ed è al suo terzo lungometraggio, però le scelte stilistiche di How to Divorce During the War sono piuttosto compatibili con quelle di altri cineasti di questa neonata tendenza: la prevalenza di un unico piano per ciascuna scena, fisso e collocato in modo da sottolineare gli spazi vuoti, il senso di amarezza che si accosta ad un senso del humour sono elementi presenti anche in altre opere recenti lituane.
Attualmente non è stata ancora confermata l’uscita italiana del film.
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