Debutta oggi la nuova rassegna che metterà in dialogo il nostro paese con il mondo ungherese, tra passato comune e legami da ricostruire.
No, L’Ungheria di ieri non era solo Viktor Orban, così come da oggi non sarà solo Peter Magyar. Sì, italiani e ungheresi sono sempre stati più vicini di quanto non dicano gli attuali confini nazionali. I trascorsi plurisecolari sotto la corona imperiale d’Asburgo hanno creato infatti connessioni profonde, che continuano ad esistere. E se East Journal rimane in prima linea sui grandi fatti politici, come le elezioni dello scorso 12 aprile, allo stesso modo si impegna a segnalare le occasioni (o a crearle) per guardare oltre la cortina di ferro con gli occhi dell’appassionato, perchè in fin dei conti sono anche i nostri.
Ecco a voi allora la prima edizione del TriBu.City Fest, organizzato in una delle capitali della Mitteleuropa e con un programma extra-large distribuito su sei giornate. Da martedì 21 fino a domenica 26 aprile Trieste ospiterà incontri, mostre ed eventi sui temi più disparati, con l’obiettivo di rivitalizzare quel ponte italo-ungherese logorato dalla distanza fisica e dagli stereotipi.
La genesi del festival
l’origine della rassegna è nel suo nome e risale alla fine del 2024, anno di nascita del progetto TriBu.City, un movimento che lega le città di Trieste e Budapest attraverso reti, iniziative e scambi culturali, ma che si propone anche come traino per il dialogo ad ampio raggio tra i due paesi. In poco tempo il coinvolgimento diretto di nuovi partner ha reso possibile la realizzazione del primo grande evento in presenza. Nel capoluogo giuliano interverranno, fra gli altri, esponenti dell’Accademia ungherese di Roma, del comune di Debrecen e della Società Dante Alighieri di Budapest.
La data d’inizio richiama invece Giorgio Pressburger (1937-2017), l’intellettuale italo-ungherese a cui il festival è dedicato. Nato proprio il 21 aprile da genitori slovacchi di religione ebraica, Pressburger visse a Budapest fino all’invasione sovietica del 1956, che lo costrinse alla fuga in Italia. Qui si affermò come autore poliedrico fra teatro, letteratura, giornalismo e non solo, ma mantenendo sempre una spiccata attitudine “di frontiera”, testimoniata ancora oggi dal Mittelfest di Cividale del Friuli, l’evento transnazionale da lui ideato che il prossimo luglio celebrerà la sua 35esima edizione.
Il programma
Il TriBu.City Fest entrerà in sedi prestigiose del centro storico triestino, quel borgo teresiano così chiamato in onore di Maria Teresa d’Austria che ne favorì la costruzione, e dell’epoca d’oro in cui la città si sviluppò grazie alla decisione al predecessore Carlo VI (1719) di farne il porto franco dell’impero. Il Museo LETS (letteratura Trieste) ospiterà “Un ringraziamento al destino” la mostra permanente sulla vita e le opere di Giorgio Pressburger; la Galleria Tergesteo sarà la casa della serie “Dialoghi mitteleuropei”, un’occasione per far riemergere le connessioni storiche fra il Danubio e il Mare Adriatico attraverso le vicende del Regno medievale di Ungheria (prima) e della casa d’Asburgo (poi). Presso il Conservatorio Giuseppe Tartini, infine, si terrà un ciclo di eventi musicali.
Ma il programma del festival non è esclusiva della cultura accademica, molte iniziative sono rivolte ad appassionati e curiosi di ogni genere. Ci sarà spazio per la lettura, grazie all’esposizione dedicata all’interno della libreria Ubik; per il folklore, come nei costumi del Gran Ballo Mitteleuropeo previsto in Piazza Verdi; per lo sport, con un’ampia offerta che permetterà di rivivere il mito di Ferenc Puskas, di scoprire il calcio dilettantistico ungherese, ma anche di assistere ad un torneo internazionale di scacchi. Ultima, ma non certo per importanza, la gastronomia, retaggio amatissimo in tutti gli ex domini dell’Impero, presente con una cena a tema presso l’Antico Ristorante Tommaseo, simbolo della Trieste austriaca.
La rassegna avrà poi una coda editoriale, il TriBu.City Magazine, nuovo podcast concepito con l’obiettivo di ampliare lo sguardo e le future potenzialità del progetto fino a Vienna, il vertice di un triangolo sempre ricco di fascino, inscritto nel cuore dell’Europa.
Fotografia di Veronica Capaldo
East Journal Quotidiano di politica internazionale