incontro tra russia e iran

Come la guerra in Iran potrebbe avvantaggiare la Russia

Dopo il sequestro di Maduro, alleato chiave della Russia in Sud America, l’attacco congiunto degli Stati Uniti e di Israele all’Iran potrebbe determinare la caduta di un altro importante partner del Cremlino in una regione strategica come il Medio Oriente. Tuttavia, l’asse tra Mosca e Teheran nasconde complessità che vanno oltre le dichiarazioni formali di amicizia che si sono susseguite negli ultimi anni. Paradossalmente, la guerra in Iran potrebbe rivelarsi per la Russia più un’opportunità strategica che un danno geopolitico.

La partnership Russia-Iran dopo l’inizio della guerra in Ucraina

La partnership tra Russia e Iran ha registrato importanti passi in avanti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022. Le sanzioni imposte a Mosca, e il suo conseguente isolamento internazionale, hanno avvicinato i due paesi, i quali trovano nell’antioccidentalismo e nella sfida all’ordine internazionale liberale (o perlomeno quello che ne rimane) una causa comune da perseguire. Taheran rifornisce Mosca con droni Shahed e missili balistici da impiegare nel conflitto in Ucraina, offre consulenza nella gestione delle sanzioni e supporta la retorica antioccidentale e multipolarista del Cremlino. In cambio, Mosca fornisce aerei militari e sistemi di difesa missilistici, firma importanti accordi di investimento, tra cui un memorandum da 40 miliardi nel settore energetico, e favorisce l’integrazione di Teheran nei fora di cooperazione internazionali del cosiddetto “Sud Globale” (ad esempio, l’Iran fa ora parte dei Brics+).

La risposta di Mosca alla guerra in Iran

La risposta alle vicende iraniane è stata, inizialmente, affidata al Ministero degli Affari Esteri, il quale ha definito le azioni degli Stati Uniti e di Israele come un “atto di pianificata e non provocata aggressione contro un membro sovrano e indipendente delle Nazioni Unite”. Durante una chiamata col presidente iraniano Pezeshkian, Putin ha offerto le sue condoglianze per l’uccisione dell’Ayatollah Khamenei e ha invitato le parti a cessare le ostilità.

La notizia più importante, però, arriva dal Washington Post, poi rilanciata da vari media internazionali, secondo cui Mosca avrebbe fornito intelligence alle autorità iraniane sulla geolocalizzazione di potenziali obiettivi militari. Il Cremlino non ha ancora commentato la notizia.

Mosca starebbe quindi supportando gli sforzi bellici iraniani tramite la sua sofisticata costellazione di satelliti, fornendo immagini delle postazioni statunitensi e massimizzando l’efficacia degli attacchi iraniani.

Le opportunità create dalla guerra

Sebbene i rapporti tra Mosca e Teheran si siano consolidati di recente, l’attacco statunitense e israeliano contro l’Iran potrebbe paradossalmente favorire gli interessi russi. La relazione tra i due paesi, infatti, si regge su un delicato equilibrio tra cooperazione e rivalità, in cui una parte rimane sempre in attesa di poter capitalizzare sulle difficoltà dell’altra.

Iran e Russia sono in competizione per estendere la loro influenza in Medio Oriente e nel Caucaso. Una repubblica islamica indebolita potrebbe offrire alla Russia un maggiore spazio di manovra in queste regioni, sbilanciando ulteriormente il rapporto fra i due paesi a favore di Mosca.

La chiusura dello stretto di Hormuz ha causato un’impennata dei prezzi del gas e del petrolio, la più elevata dalla crisi energetica del 2022. Questo offre una boccata d’ossigeno alle finanze del Cremlino, messe recentemente in difficoltà dall’aumento delle spese militari e dal calo delle entrate da idrocarburi. A pesare sul bilancio russo era stato soprattutto l’inasprimento delle sanzioni secondarie, che aveva spinto partner commerciali chiave come l’India a ridurre drasticamente gli acquisti per evitare ritorsioni economiche dall’Occidente.

Inoltre, spostare l’attenzione e le risorse statunitensi verso un ennesimo conflitto in Medio Oriente potrebbe creare un vantaggio sul fronte ucraino. La stessa assistenza fornita da Mosca all’Iran sembrerebbe imitare il tipo di supporto di intelligence che gli Stati Uniti stanno continuando a fornire all’Ucraina nell’individuazione di obiettivi russi. La mossa, quindi, potrebbe conferire alla Russia un maggiore potere negoziale per ottenere un’ulteriore riduzione del sostegno di Washington a favore di Kiev.

Chi è Daniele Stracquadanio

Daniele Stracquadanio è dottorando in studi internazionali presso l’Università di Trento. Le sue ricerche si concentrano sui conflitti congelati, con un particolare interesse per l'Europa Orientale. Ha pubblicato articoli e analisi su testate italiane e internazionali come Will Ita, Jacobin e The Moscow Times.

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