Tra film statunitensi con una regia ungherese come At the sea e film ambientati in Bulgaria con una regia canadese come Nina Roza, la competizione del festival di Berlino 2026 supera i tradizionali confini.

CINEMA: Berlinale, tra Est Europa e Nord America

Tra film statunitensi con una regia ungherese come At the sea e film ambientati in Bulgaria con una regia canadese come Nina Roza, la competizione del festival di Berlino 2026 supera i tradizionali confini.

Sempre più difficile, in ambito cinematografico, è compiere riflessioni isolando un solo paese di provenienza: quasi tutta l’industria europea si lega a coproduzioni francesi o tedesche, spesso un cineasta lavora al di fuori del paese di origine (com’è il caso di Teodora Ana Mihai). Per questa ragione non sorprende troppo rintracciare nel concorso principale della Berlinale due film che intrattengono un legame stretto con l’Europa centro-orientale, pur essendo produzioni a maggioranza canadesi o statunitensi.

At the sea, dir. Kornél Mundruczó

Il molto atteso film del regista ungherese di Quel Giorno tu Sarai e White God: Sinfonia per Hagen è il suo secondo lungometraggio nordamericano, dopo Pieces of a Woman (in Italia uscito su Netflix). Con Amy Adams nel ruolo principale e la presenza dei collaboratori abituali, come la co-sceneggiatrice Kata Wéber, At the sea poteva sembrare un successo garantito, eppure, nelle classifiche dei film della competizione della Berlinale, risulta uno dei più deboli. Il film segue Laura, ex alcolizzata appena uscita da un periodo di riabilitazione e che cerca di riallacciare i rapporti con la propria famiglia e i figli, presso la loro casa che dà sul mare. Sono molteplici i problemi che si evincono nell’esecuzione: nonostante le premesse, le difficoltà legate al ritorno in società sembrano cadere in secondo piano, con uno svolgimento che si dilunga molto sulle questioni finanziarie che toccano la famiglia e i colleghi della protagonista — alla guida di un’equipe di danza moderna, ereditata dal padre defunto, di fama internazionale. Forse la scelta di un’ambientazione di alta società rende difficile legare in modo significativo con i personaggi, nonostante il film, dopo i titoli di coda, apra su una sequenza nostalgica piuttosto intensa, o non manchino scene in cui Mundruczó adotta alcune delle sue consuete scelte particolari in materia di coerografia. At the sea resta unüopera indubbiamente minore per il regista, che in questo stesso anno ha in possibile uscita un altro film, Places to be, e sta già lavorando su un biopic dedicato agli anni giovanili di Stalin.

Nina Roza, dir. Geneviève Dulude-de Celles

Il film segue Mihail, curatore d’arte contemporanea in Canada che ritorna in Bulgaria dopo quasi trent’anni per valutare il talento di una potenziale bambina prodigio. Una premessa di trama che si rende particolarmente atta a problematicità, visto che la regista non ha origini bulgare, ma Nina Roza riesce ad evitare di cadere negli stereotipi e nei pregiudizi consueti: la Bulgaria, che Mihail all’inizio ricorda come un paese retrogrado, avendo internalizzato anni di pregiudizi occidentali, non è un luogo da cui è necessario fuggire, si pone in un rapporto di valori bilanciato con quell’Occidente che molto spesso la sfrutta. Uno degli elementi più interessanti è proprio la dimostrazione delle pratiche e tendenze che portano all’esoticizzazione dell’esperienza est europea, mentre il viaggio di Mihail assume connotati particolarmente nostalgici, attraverso una forma non banale. Un film sorprendente per come riesce a navigare in un tipo di soggetto narrativo già piuttosto frequentemente rappresentato e che fin troppo spesso porta a film che non riescono a cogliere le nuisances. Il film si compone per un cast principalmente bulgaro, ed utilizza la lingua bulgara quasi continuamente.

Chi è Viktor Toth

Critico cinematografico specializzato in cinema dell'Europa centro-orientale, collabora con East Journal dal 2022. Ha inoltre curato le riprese ed il montaggio per alcuni servizi dal confine ungherese-ucraino per il Telefriuli ed il TG Regionale RAI del Friuli-Venezia Giulia.

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