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BULGARIA: L’ex Presidente Radev entra in politica, terremoto nei sondaggi

L’ex Presidente Radev scende in politica: è la fine dell’instabilità politica nel paese dopo otto elezioni dal 2021?

Le prossime elezioni in Bulgaria – le ottave dalla pandemia – potrebbero porre fine all’ormai proverbiale instabilità politica del paese. È arrivata infatti la tanto attesa discesa in campo dell’ormai ex presidente del paese, Rumen Radev. Radev si è dimesso dal ruolo che ha ricoperto per due mandati; a sostituirlo è la socialista Iliyana Yotova, prima donna a ricoprire il ruolo.

Nel suo ultimo discorso da presidente, Radev non ha esplicitamente detto che concorrerà alle prossime elezioni anticipate, previste per il 19 aprile, quattro mesi dopo la caduta del governo Željazkov sotto la pressione delle piazze. La sua candidatura è data tuttavia per scontata da anni, e la conferma è presto arrivata. I dettagli della piattaforma che guiderà sono ancora segretissimi, ma è possibile specularne.

Eletto da indipendente nel 2016 con il supporto del Partito Socialista Bulgaro, l’allora sconosciuto generale dell’Aereonautica Radev si è pian piano ritagliato il suo spazio politico nel paese: non tanto per le sue posizioni (oltre alla sua vicinanza al Cremlino e un certo euroscetticismo, ha raramente espresso opinioni chiare), quanto come personalità forte – sebbene, a detta di molti analisti, poco carismatica. La rottura con i socialisti dovuta al dissenso con l’ex leader del partito Kornelija Ninova lo ha reso una figura super partes, molto popolare tra i bulgari.

I sondaggi

I primi sondaggi offrono un’immagine chiara: un eventuale partito guidato da Radev arriverebbe largamente in testa (tra il 25% e il 32%). I risultati delle altre formazioni restituiscono un’immagine chiara di quale elettorato Radev intercetterebbe, e di conseguenza le probabili posizioni politiche che l’ex presidente adotterà: la sinistra e l’estrema destra collassano. Il Partito Socialista Bulgaro è dato sotto il 3%; l’estrema destra di Vazrazhdane tra il 4% e il 5%. Le due forze politiche, tra l’altro, rappresentano lo zoccolo duro della russofilia nel paese.

L’attuale silenzio di Radev non consente di parlare apertamente del suo futuro orientamento politico: i commenti si limitano a parlare del “prossimo Orbán bulgaro”, in riferimento alle conosciute posizioni illiberali dell’ex Presidente e alla sua vicinanza alla Russia. Più che il leader ungherese, però, Radev potrebbe realisticamente ricalcare l’immagine del premier slovacco Robert Fico, adottando un’agenda economica piuttosto a sinistra e posizioni socioculturali illiberali, sovrapponendosi completamente a socialisti ed estrema destra (da qui, il possibile crollo delle due forze).

Gli scenari

Le percentuali dei sondaggi sono da prendere con le pinze, considerato che solo il 30% dei bulgari si è recato alle urne nelle ultime tornate elettorali: un eventuale aumento dell’affluenza a seguito della discesa di Radev potrebbe stravolgere tutti gli equilibri. Tuttavia, sembra abbastanza certo il suo posizionamento in testa: fioccano dunque le speculazioni su chi governerebbe con l’ex Presidente. Tutti gli occhi sono puntati sul GERB dello storico premier Bojko Borisov. Il populismo e le tendenze autoritarie potrebbero spingere i due a collaborare, nonostante un’enorme differenza in ambito di politico estera. Borisov sposa in pieno l’atlantismo, tanto che l’UE ha sempre chiuso un occhio sulla scomoda figura dell’ex premier, al centro di numerosi scandali giudiziari.

Non è esclusa a priori una coalizione con i liberali di Continuiamo il Cambiamento – Bulgaria Democratica. In questo caso, le divergenze ideologiche sarebbero abissali, fatta eccezione per il comune rigetto della politica e dei partiti mainstream. Un fronte rosso-bruno alla slovacca, più ideologicamente compatto, non avrebbe i numeri per governare, se il collasso di sinistra ed estrema destra sarà effettivo.

Tanti gli scenari possibili, non resta che aspettare i prossimi annunci di Radev in vista delle elezioni.

Foto: dal profilo Facebook di Rumen Radev

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Chi è Gianmarco Bucci

Nato nel 1997 a Pescara, vive a Firenze. Al momento svolge un dottorato in Scienze Politiche e Sociologia alla Scuola Normale Superiore di Pisa sulle coalizioni rosso-brune in Europa centro-orientale. Scrive su East Journal dal dicembre 2021.

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