Il film belga Heysel 85 diretto da Teodora Ana Mihai (di origini rumene) tra le proiezioni speciali della Berlinale.

CINEMA: Berlinale – Heysel 85

Il film belga Heysel 85 diretto da Teodora Ana Mihai (di origini rumene) tra le proiezioni speciali della Berlinale.

La strage dello stadio Heysel di Bruxelles del 29 Maggio 1985 tocca l’Italia da vicino: all’inizio della partita Juventus-Liverpool, in uno stadio già acceso per l’antagonismo degli ultras, un cedimento strutturale ed il conseguente panico causarono la morte di 39 persone, insieme ad oltre 600 feriti, per la maggior parte italiani. Curiosamente, è l’argomento del terzo lungometraggio di Teodora Ana Mihai, nata in Romania, cresciuta nel Belgio, nota anche per un suo precedente lungometraggio sceneggiato da nientemeno che Cristian Mungiu, Traffic.

Per cercare di descrivere sia le dinamiche che le conseguenze della strage, il film utilizza unicamente immagini d’archivio, qualora vengano inquadrati gli spalti dello stadio, mentre lo svolgimento si sviluppa interamente tra i corridoi, lounge e interni dello stadio. Sono due i protagonisti che vengono presentati: Marie (Violet Braeckman), figlia del sindaco e sua attaché, e Luca (Matteo Simoni), giornalista radiofonico della RAI, entrambi finzionali, come molti degli altri nomi di personaggi indicati nel film. Attraverso la loro prospettiva, sempre tangente e parziale rispetto all’incidente, il film tenta di ricostruire non solo la catena degli eventi, ma anche le sue cause, conseguenze e responsabilità: non mancano accuse nei confronti di un municipato che, nel giudizio del film, ha sottovalutato la gravità della situazione, con un sindaco decisamente senile, interpretato da Josse De Pauw. In alcune scene, Paolo Calabresi (notissimo per il ruolo di Biascica in Boris, ma sempre più presente in ruoli drammatici) interpreta un (anch’esso fittizio) ministro italiano che, con alcuni monologhi, evidenzia l’ipocrisia con la quale il governo belga sminuisce la ben radicata comunità italiana in Belgio.

Heysel 85 è un film che riesce a mantenere la propria tensione per tutti i novanta minuti di durata e che delinea molto bene la catastrofe rappresentata, ma proprio l’eccessivo didascalismo rischia di essere un’arma a doppio taglio: si percepisce l’artificio di alcuni dialoghi, posti per informare lo spettatore o per ragioni legate alla messinscena e la scelta di non ricostruire in alcun modo gli eventi sugli spalti. Considerando che la tesi suggerita dal film contraddice o comunque non condivide pienamente le sentenze giudiziarie emesse negli anni successivi, non giova il fatto che alcuni aspetti della tragedia vengano eccessivamente enfatizzati, mentre altri meno — per fare un esempio viene appena citata e sporadicamente l’organizzazione violenta della tifoseria degli hooligans della Liverpool. Dalle scene in lingua italiana si percepisce la mancanza di un riferimento o un dialogue coachi di supporto per alcuni aspetti registici-recitativi, e di conseguenza le performance risultano piuttosto eterogenee, con Calabresi che dà il meglio di sè, ma personaggi minori che (presentati come madrelingua italiani) hanno una cadenza o un accento piuttosto francofono.

Nonostante le sue mancanze, Heysel 85 è attualmente uno dei film più forti della selezione della Berlinale: Marius Panduru (direttore della fotografia dei film di Radu Jude) cura una fotografia in celluloide che accompagna magistralmente le immagini archivistiche, laddove un altro film dalla tematica simile si sarebbe dilungato, il film di Teodora Ana Mihai non abusa dell’attenzione dello spettatore. Forse non è il film definitivo sulla strage dell’Heysel, ma è sicuramente un film che eleva la filmografia di Teodora Ana Mihai rispetto alle sue opere precedenti.

Attualmente il film non ha una data di distribuzione italiana.

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Chi è Viktor Toth

Critico cinematografico specializzato in cinema dell'Europa centro-orientale, collabora con East Journal dal 2022. Ha inoltre curato le riprese ed il montaggio per alcuni servizi dal confine ungherese-ucraino per il Telefriuli ed il TG Regionale RAI del Friuli-Venezia Giulia.

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