LINGUAE: Scompare l’ultimo parlante madrelingua del dialetto di Bering

Lo scorso 7 marzo Jevgenij Golovko, direttore dell’Istituto di studi linguistici dell’Accademia russa delle scienze, ha annunciato la morte dell’ultimo parlante madrelingua di una variante dialettale della lingua aleutina, il cosiddetto dialetto di Bering.

Vera Timošenko è morta all’età di 93 anni nel suo villaggio natale di Nikols’koe, sull’isola di Bering, al largo della penisola della Kamčatka, nell’Estremo Oriente russo. Era un’esperta di lingua, cultura e storia aleutina e, fino a poco tempo fa, aiutava ricercatori russi, americani e stranieri a districarsi nei meandri di questo idioma particolare e semi-sconosciuto anche ai più famosi linguisti.

Caratteristiche della lingua aleutina

La lingua aleutina (Unangam Tunuu) appartiene alla famiglia linguistica eschimo-aleutina ed è parlata esclusivamente nello stato dell’Alaska (USA) e nel territorio della penisola della Kamčatka (Federazione russa). Il nome dell’idioma, Unangam Tunuu, deriva dal pronome dimostrativo una- che significa “lì, sulla riva bassa”.

La lingua aleutina è composta da tre dialetti: il dialetto orientale, principalmente parlato in Alaska e in alcune isole minori dello stato americano, il dialetto occidentale o Atkan e il dialetto di Bering. Quest’ultimo, ormai estinto, coincide quasi completamente con quello occidentale, ma differisce per il gran numero di prestiti dalla lingua russa. Fino alla metà del XX secolo esisteva anche il dialetto Attuan (sull’isola di Attu), anch’esso estintosi.

Tutti i dialetti si caratterizzano, quindi, per un’influenza lessicale russa ben marcata. In particolare, il maggior numero di prestiti linguistici si nota proprio nel dialetto di Bering, dove alcuni termini sono calchi provenienti dalla lingua russa: raanix̂ = rana/рана (ferita), prusaajil = prošat’sa/прощаться (congedarsi), misaajal = mešat’/мешать (interferire). Ci sono anche prestiti da altre lingue (come il coriaco o l’eschimese), ma il loro numero è insignificante.

La scrittura storica aleutina si basa sull’alfabeto cirillico e fu creata nel 1826 da due missionari russi,  Veniaminov e Netsvetov. Tuttavia, nel XX secolo, quando le isole Aleutine passarono sotto il controllo degli Stati Uniti, ci fu un tentativo di creare una lingua scritta basata sull’alfabeto latino (anni ‘70), ritornando poi a un sistema di scrittura basato sull’alfabeto cirillico dell’URSS negli anni ‘80 e arricchito da alcune lettere al fine di far corrispondere in maniera più adeguata i suoni aleutini. 

Il futuro della lingua aleutina

Il numero di parlanti nativi conta oggi a malapena 200 persone, di cui circa 150 nel territorio degli Stati Uniti: la lingua aleutina è una delle tante lingue in via di estinzione (di cui si è occupata anche la nostra rubrica Linguae). Attualmente i madrelingua di lingua aleutina parlano per la maggior parte il dialetto occidentale (Atka) e vivono sull’isola omonima, una delle isole Aleutine più occidentali.

La lingua aleutina viene insegnata nelle scuole locali, utilizzando una serie di libri di testo pubblicati tra gli anni Cinquanta e gli anni Novanta del XX secolo. Tuttavia, ogni anno ci sono sempre meno madrelingua e rimane attuale il tema della creazione di manuali e programmi per lo studio della lingua parlata, su cui negli ultimi anni stanno lavorando diversi linguisti in Alaska. E mentre i linguisti stanno registrando e documentando questa lingua in via di estinzione, i gruppi della comunità aleutina locale si sforzano di preservare il loro idioma e la loro cultura assistendo i linguisti e sensibilizzando la popolazione aleutina.

Qui una piattaforma web interattiva per saperne di più sulla lingua aleutina.

Foto: David Prasad /Exhibit on the Aleut language at the Museum of the Aleutians

Chi è Claudia Bettiol

Nata lo stesso giorno di Gorbačëv nell'anno della catastrofe di Chernobyl, per East Journal si occupa dell'area russofona. Linguista e grande appassionnata di architettura sovietica, dopo un anno di studio alla pari ad Astrakhan, un Erasmus a Tartu e un volontariato a Sumy, ha lasciato definitivamente l'Italia per l'Ucraina, dove attualmente abita e lavora.

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