Esce un numero speciale del magazine di East Journal. Un numero monografico sull’Asia centrale, area apparentemente distante dai rivolgimenti della politica internazionale e invece sempre più rilevante sia nelle strategie energetiche che per quelle militari. L’Asia centrale, con i suoi giacimenti di metano, è per la Russia di Gazprom una preda ambita e dittature come quelle del Turkmenistan si mantengono grazie al denaro proveniente dall’esportazione o dalla concessione dei giacimenti. Non solo Gazprom però, anche Eni è in prima fila nella regione, e gli interessi italiani sono molti e vanno dall’esportazione di armi all’impegno militare in quell’Afghanistan dove è in progetto la costruzione del gasdotto Tapi, destinato a passare dalla provincia di Herat. L’Asia centrale è strategica per la politica estera americana che, infatti, ha una base militare in Kirghizistan, necessaria per il rifornimento di aerei diretti in Afghanistan. E ancora: narcotraffico, fondamentalismo islamico, e inattesi sviluppi democratici. L’Asia centrale riserva molte soprese. Un dossier di Christian Eccher, docente di italianistica all’Università di Novi Sad, impreziosisce questo numero. Di seguito il sommario.
Introduzione
Dossier
Kirghizistan, la rivoluzione fragile di Christian Eccher
Strumenti
Cos’è la Shanghai Cooperation Organisation di Matteo Bartolini
Il nuovo patto di Varsavia, pardon: di Tashkent di Matteo Zola
Reportage
Tagikistan, la nuova via della droga di Massimiliano Ferraro
Italian Job
Turkmenistan, armi made in Italy per i giacimenti del Caspio di Massimiliano Ferraro
Turkmenistan, l’oro azzurro che piace all’Eni di Matteo Zola
Tapi, il gasdotto transafgano che vale una guerra italiana di Matteo Zola
Islam
La lunga marcia dei ribelli musulmani, l’Islam in Asia centrale di Massimiliano Ferraro
Gli autori: Christian Eccher, Matteo Bartolini, Massimiliano Ferraro, Matteo Zola












