GEORGIA: Il Paese è sotto shock, scopre la sua Abu Ghraib di violenza e tortura

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La Georgia è sotto shock dopo che le televisioni dell’opposizione hanno trasmesso alcuni video che mostrano le violenze e gli abusi che pare, quotidianamente, avvengono nelle carceri georgiane. I video trasmessi dalle televisioni sono stati girati nella prigione numero 8 che si trova nella periferia della capitale, Tbilisi, e mostrano le violenze, le torture, gli abusi sessuali che le guardie carcerarie infliggono ai detenuti. Le immagini sono crude, si vedono le guardie pestare selvaggiamente i detenuti inermi con sfollagente e bastoni, inoltre i detenuti sono umiliati, denudati e picchiati; in un altro video si vedono guardie violentare con manici di scopa alcuni giovanissimi detenuti. Altre foto e immagini sono state mostrate in Tv e nei giornali e riportano le torture e gli stupri perpetrati su detenuti minorenni.

Dopo la messa in onda di questi video durante il telegiornale della sera del 18 settembre, migliaia di persone si sono spontaneamente raccolte nelle strade principali per protestare contro il presidente e gridare la loro rabbia. Il giorno 19 settembre la città di Tbilisi è stata completamente paralizzata da numerose dimostrazioni e proteste organizzate sia da movimenti politici di opposizione sia da studenti delle università, nonché da organizzazioni umanitarie. Pare che numerosi altri video altrettanto sconcertanti saranno presto trasmessi. Altra cosa che sconvolge la popolazione è l’alto numero di guardie presenti nei video, non si tratterebbe quindi di casi isolati ma di una alquanto sconcertante prassi, probabilmente non circoscritta a qualche penitenziario ma diffusa in tutto il sistema carcerario.

Nel passato numerose denunce sono state fatte da parte di detenuti, ma è stato tutto tenuto nascosto e molto raramente queste denunce sono state fatte trapelare alla popolazione. Ora, però, ci sono prove documentate, ed i georgiani chiedono a gran voce non solo la testa di tutti i funzionari del ministero delle carceri (in Georgia esiste un ministero che si dedica esclusivamente al sistema penitenziario), ma anche, e finalmente, delle indagini serie e libere. Il presidente ha immediatamente dichiarato che farà piena luce sul caso, e numerose guardie sono state arrestate mentre funzionari degli alti ranghi sono stati rimossi.

Da sottolineare è la tempistica con cui questi video sono usciti, proprio a 2 settimane dalle elezioni parlamentari che vedono l’opposizione in grande difficoltà. Pare dietro tutto questo ci sia la mano di  Tamazashvili, ex capo della polizia della regione del Kakheti, rimosso ed arrestato nel 2011 con false accuse di corruzione in seguito al suo appoggio al candidato di opposizione Ivanishvili. Secondo alcune fonti pare che questi abbia pagato alcune guardie affinché riprendessero gli abusi nelle carceri. Il governo ha subito puntato il dito contro Tamazashvili e contro l’opposizione che vuole gettare discredito nel sistema penitenziario georgiano, e quindi sul governo  stesso, quando si tratterebbe, sempre secondo fonti governative, di casi isolati portati avanti da poche mele marce.

Il Paese è in subbuglio, la situazione era già molto tesa a causa delle imminenti elezioni parlamentari nelle quali il principale partito di opposizione, Georgian Dream, è stato boicottato in tutti modi, tanto da proibirgli l’affissione di manifesti e l’organizzazione di manifestazioni, ed ora la tensione è salita ulteriormente. Numerose manifestazioni sono già state organizzate per i prossimi giorni, e la polizia potrebbe usare le maniere forti come è già stato fatto nel 2008. Non si sa cosa può succedere e fino a dove arriveranno queste manifestazioni ma l’aria è pesante, ed una escalation delle violenze non si può escludere.

14 Comments

  1. enzo nicolòenzo nicolò09-21-2012

    Relativamente!
    Ma di cosa ci stupiamo scusate??!
    Anche noi nella nostra bella italietta abbiamo le nostre “piccole Abu Graib”! Ma cosa raccontiamo ??
    Che dite? Parliamo un pò delle carceri italiane, o del sistema penitenziario del “Belpaese” fatiscente e schifosamente da terzo , quarto, o quinto mondo ??!
    Vi risulta dalle cronache, che spesso, nelle carceri italiane sono accaduti fenomeni di tortura e/o di violenza tali, da sfociare in atti conclusisi persino con la morte del detenuto ?! Avete mai sentito parlare ad esempio di STEFANO CUCCHI, uno dei tanti…pestato ed ucciso in carcere?? !!!
    Ci stupiamo della “misura della democrazia” di un paese caucasico (perchè naturalmente dobbiamo misurarlo nel suo grado di “Europeità”…e chissà sta Europa dove sfocerà…dato che a momenti verrano prese in considerazioni le candidature del Laos o del Benin”!)….e naturalmente non ci stupiamo del nostro grado di Democrazia, nel tanto tollerante paese di Beccaria !!!
    La Giustizia italiana è: il più delle volte indulgente con le misure “premiali”, tanto da farti fare anche un semi-carcere soft (entra ed esci); in misura minore, è invece crudelmente punitiva, “QUANDO” decide di farti scontare tutta la pena, in condizioni disumane, tipo otto detenuti in dieci metri quadri !!!
    Ma naturalmente, siccome qui si parla di Georgia…è giusto meravigliarsi della democrazia brutta e cattiva del Paese dei guerrieri danzanti !!!

    • MIchael BiasinMIchael Biasin09-22-2012

      Caro Enzo,
      il problema degli abusi nelle carceri è diffuso in tutto il mondo, ma le persone tendono a dimenticarlo e spesso ad ignorarlo volutamente fino a quando quegli abusi non vengono mostrati in tutta la sua crudeltà. i georgiani sono effettivamente sotto shock, anche se già da molti anni si sa quello che accade nelle carceri, grazie anche a numerose denunce, che non hanno mai portato a niente, ed alcune ONG che cercano di portare alla luce queste violenze, ma nessuno tra la popolazione, ad eccezione di pochi elementi, si è mai mai sognato di scendere in piazza o alzare qualche critica. Il problema è che dietro a queste violenze e questi abusi, c’è una regia politica che porta direttamente al presidente. l’altro problema è il fatto che dietro alla messa in onda di questi video c’è il lavoro dell’opposizione e probabilmente della Russia che cercano di influenzare il voto in vista delle imminenti elezioni parlamentari.
      Per quanto riguarda la tua accusa di visione ideologica europeistica, e quindi la mia miopia nell’osservare e capire realtà diverse, mi pare infondata. Nei miei articoli ho spessissimo criticato l’Europa e la sua incapacità di vedere al di là dei propri confini, di capire Paesi, culture e tradizioni diverse dalle proprie. Ho sempre sottolineato la cecità dell’Europa e dei suoi rappresentanti quando devono affrontare civiltà con valori che si discostano dai nostri e quindi sono considerati inaccettabili, in quanto l’Europa considera inaccettabile qualunque Paese che non condivida le sue idee sociali, politiche ed economiche.
      Per quanto riguarda il problema della democrazia il discorso sarebbe troppo lungo. Noi europei costantemente ci ergiamo a paladini della democrazia, della libertà e dei diritti umani e civili però poi, come hai fatto notare tu nel tuo commento, la condizione delle nostre carceri è inumana, l’Europa è governata da persone non elette, appoggia e partecipa ad azioni di guerra senza essere attaccata e senza l’appoggio della popolazione, lecca il sedere alla Cina e chiude gli occhi riguardo la costante violazione dei diritti umani e la presenza di veri e propri lager nel Paese, lo stesso fa con Putin “vero liberale” soltanto perchè abbiamo bisogno del suo gas e poi ci accaniamo contro quei Paesi dittatoriali troppo piccoli ed economicamente e politicamente insignificanti (come la Bielorussia, diventato l’unico nemico dell’Europa) che non hanno le spalle coperte da cina o Russia altrimenti non alzeremmo nemmeno una critica.
      Per quanto riguardi i diritti umani, anche questo argomento richiederebbe un lungo approfondimento. Nei miei articoli ho cercato di spiegare le peculiarità della cultura georgiana, della sua storia, dei suoi valori e tradizioni e del suo modo di vedere il mondo, rimanendo il più possibile neutrale, senza distinguere tra buoni e cattivi, giusto o sbagliato. l’idea dei diritti universali dell’uomo non si può applicare alla società georgiana, almeno per ora, perchè prevalgono altri valori, altre idee dei diritti umani di derivazione clanica e tribale.

      • Davide DentiDavide Denti09-23-2012

        Ciao Michael, una precisazione sulla tua ultima frase (“l’idea dei diritti universali dell’uomo non si può applicare alla società georgiana, almeno per ora, perchè prevalgono altri valori, altre idee dei diritti umani di derivazione clanica e tribale”) : se così fosse cosa aspetta la Georgia a ritirarsi dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani? Nessuno ha obbligato i georgiani a far richiesta e firmarla nel 2001. Ma dal momento in cui l’han fatto, hanno dichiarato di sentirsi legati dallo stesso “ius publicum europaeum” degli altri 46 stati del Consiglio d’Europa

  2. MIchael BiasinMIchael Biasin09-23-2012

    Caro Davide,
    La Georgia vuole entrare a far parte della NATO ed avere rapporti sempre più stretti con l’Europa per far questo deve modernizzare ed occidentalizzare il suo sistema politico, economico, sociale e legislativo. sono state create diverse strutture il cui compito era quello di portare avanti questi obiettivi. Saakashvili vuole dare all’Europa e agli Stati Uniti l’immagine di un Paese che sta lavorando alacremente per raggiungere gli standard europei in tutti i campi sopra descritti. In realtà Saakahsvili ha bloccato tutti quei processi di modernizzazione e democratizzazione che lui stesso aveva cominciato. Numerose ONG hanno più volte evidenziato queste cose, e la costante violazione dei diritti umani ma nè l’Europa nè gli Stati Uniti si sono mai mostrati veramente interessati allo sviluppo sociale e democratico della Georgia. tutti sanno come vanno le cose ma nessuno fa niente.
    comunque nel 2001 c’era Shevarnadze e con la firma della Convenzione dei Diritti Umani cercava il riconoscimento della Georgia da parte dell’Europa, quindi aveva solo una motivazione politica in quanto nei suoi 8 anni come presidente ha violato costantemente i diritti umani.

    • Davide DentiDavide Denti09-24-2012

      Siamo d’accordo sull’analisi di fondo. Tuttavia io trovo che strumenti come la CEDU, benché firmati solo per fini di legittimazione del regime, sono strumenti importanti per dare a ciascun singolo cittadino la consapevolezza che “esiste ancora un giudice a Berlino [Strasburgo]“.

  3. enzo nicolòenzo nicolò09-26-2012

    Salve a Te, gentile Michael:
    Beh… premetto che io amo la Georgia, amo “Il gigantesco Orso” i popoli suoi “satelliti” ( e quindi un pò tutti i paesi slavi o slavizzati) , amo i paesi dei Balcani, quelli del Caucaso e quasi tutti i paesi dell’Europa Orientale.
    Premetto che ho scritto vari articoli qui, per EJ, nella sezione Caucaso e che momentaneamente per impegni vari e per questioni personali, mi trovo ancora impossiblitato nel redigere altri articoli…., tutto ciò premesso, ti voglio sottolineare, un particolare …Michael, ossia: secondo me, la Georgia non è un paese Europeo, e fondamentalmente non ci tiene ad esserlo!!! eviterò discorsi etno-antropologici, storico-culturali e quant’altro !!! Sarei lungo, schematico e noiosamente enciclopedico!
    La tesi da me esposta sopra, può risultarti paradossale, e stranamente potrebbe farti pensare addirittura ad un discorso preconfezionato da qualche buon – Nazionalista “sak’art’velos” post-Sovietico – ma non è affatto così ( non fosse altro che per la mia totale italianità !) .
    Posso garantirti, che molti, anzi moltissimi georgiani, sostengono ” la non NECESSARIA appartenenza alla Buona Europa, ammantata da “faro della Civiltà”, in un miscuglio di mega fratellanza illuminista, bancario-petrolifera!
    Non occorre essere Europei a tutti i costi. Infatti, gli euro-fobici, gli euroscettici e gli indifferenti, serpeggiano dappertutto e cosituiscono un sottostrato silenzioso e dubbioso ,ben consistente, nella/della società georgiana.
    Di questi tempi poi, far parte degli “Stati Uniti d’Europa”, non è affatto così cool!
    Mi spiace: non “TUTTI” amano l’Europa e non tutti la vogliono. Georgiani compresi!

  4. MIchael BiasinMIchael Biasin09-27-2012

    Gentile Enzo,
    Non condivido la tua opinione. La stragrande maggioranza della popolazione, a parte gli anziani che sognano i bei tempi sovietici andati, vedono l’Europa come una grandissima opportunità. un ingresso in Europa o comunque un incremento dei rapporti, soprattutto economici, tra Georgia ed Europa è ampiamente auspicato in quanto rappresenterebbe la possibilità di un miglioramento delle condizioni di vita. La popolazione più giovane sente di non avere futuro in Georgia, a causa del fortissimo clientelismo e nepotismo che blocca ogni aspirazione di miglioramento. Si trova lavoro solo se si è amici di qualcuno, si fa affari solo se si conosce qualcuno, le capacità delle persona, la sua preparazione non vengono prese in considerazione. Vedono l’Europa e gli Stati Uniti come Paesi dove si può sperare in un futuro migliore. l’American Dream in Georgia resiste ancora.
    Dal punto di vista culturale il mondo occidentale affascina i georgiani, ne sono attratti anche se rimangono ancora fortemente legati alla loro storia, tradizioni, radici. I georgiani presentano fortissime contraddizioni al loro interno, vogliono il mondo occidentale ma sono legati al loro passato, criticano l’immoralità dell’occidente ma i loro comportamenti sono in contraddizione con le loro parole, urlano, soprattutto dopo qualche bicchiere di vino o chacha, la loro superiorità culturale e sociale ma lo fanno per mascherare le loro incertezze e paure, criticano aspramente Misha ma lui è lo specchio fedele della società.

  5. enzo nicolòenzo nicolò09-28-2012

    Gentile Michael,
    mi chiedo, quale studio o ricerca sociologica, dimostri la tendenza del popolo georgiano ad aderire al sentimento di appartenenza all’ europeismo o alla voglia d’Europa, rispetto ad un decennio fa! Statistiche a parte, sarei curioso di capire quale metodo di indagine è stato condotto nel rilevare tale tendenza europeista (sempre che tutto ciò sia vero). In un paese compromesso come la Georgia, il risultato è scontato! Tutti vogliono essere europei: figuriamoci!
    - Anche noi italiani siamo attratti dal lusso degli sceicchi di Dubai, ma non per questo ci consideriamo arabi !!!
    Anche i maghrebini “credono di sentirsi europei “. Lo credono, alternando tra esse varie fasi di ingarbugliamento socio-culturale ! Ma gentile Michael, essi non sono europei, e in fondo in fondo credono tutto a metà !!!
    Con questo, io non voglio dire che i georgiani non vogliono aderire a forme di cooperazione o di collaborazione socio-economica con l’Europa, ma ripeto, non per forza si sentono a tutti i costi Europei!
    Se essere europei voglia dire desiderare “lo stare in Europa” (come volgarmente sentiamo nei Tg) o significhi anche “il farsi desiderare dagli altri popoli “europoidi” , per essere poi tenuti in considerazione dalla cultura mittleuropea o britannica, o se essere europei voglia dire anche perlomeno, avere un minimo di collegamento storico con Berlino o Kiev, beh allora a questo punto, europei lo sono anche: Azeri, Armeni, Persiani, Kazhaki, Kirghisi e persino Mongoli (che hanno al medesima radice linguistica con i Turchi Osmanli, ahimè anch’ essi europei! ).
    Ma cos’è questa Europa?? Se tutto ciò è un bellissimo scherzo, e allora… vabbè!
    Anche in Italia, soprattutto nelle regioni meridionali, alla fine della II guerra si comnciò a pensare di “essere americani” !!! In Sicilia nacque per un certo periodo, il Mito dell’appartenenza all’ America, che sfociò addirittura in un farneticante proclama di annessione agli States! Le cronache del tempo riportano una certa euforia ed isteria collettiva, che la gente iniziò a manifestare con urla di gioia, strepiti e chiasso, che per un bel pò fece il giro della Trinacria e del Mediterraneo per intero. Ben presto, quest’idea venne dradicata dalla disillusione degli eventi reali!
    - Se essere europei voglia dire poi per i georgiani, aderire geograficamente all’ appartenenza “tettonica” del “Vecchio Mondo”, beh non saprei nemmeno come controbattere, dato che il Transcaucaso è oggetto di un controverso dibattito geo-cartografico, tanto irrisolto quanto inutile, che in questa sede sarebbe anche inopportuno.
    Ma, se essere europei significa invece, avere una storia o un percorso comune tra popoli atlantici e mediterranei, o tra est ed ovest , beh i georgiani in tutto questo gioco ne resterebbero esclusi, in quanto quasi del tutto estranei.
    Personalmente i georgiani vorrei continuare a descriverli, come li descrisse una volta Marco Polo, ma con qualche aggiunta : si orgogliosi e fieri; dai nomi complicati e dall’elegante alfabeto; poveri e speranzosi; malinconici del “mancato sogno marxista”; generosi sino alla faida; splendidi ballerini di “lezginka in splendidi chokas”; abili montanari devotamente cristiani-ortodossi e alla fine irriducibilmente “diversi dagli altri caucasici”!
    L’Europa si fa, tanto per fare!

  6. MIchael BiasinMIchael Biasin09-28-2012

    Gentile Enzo,
    Mi pare tu abbia un’idea un po’ troppo tradizionalistica e folkloristica dei georgiani, che è quello che viene mostrato ai turisti. Sfortunatamente la globalizzazione culturale ha intaccato anche questo Paese.Anche all’interno della stessa Georgia ci sono fortissime differenza e divisioni. La Georgia si è sempre sentita il Paese, nonostante le enormi differenze, più europeo della zona, grazie anche la Russia zarista che ha trasformato Tbilisi da città prevalentemente persiana abitata in maggioranza da armeni, iraniani ed arabi, in una città dallo stile europeo francesizzante. Le elite culturali del Paese nell’ ’800 guardavano alla Francia, anche se il resto della popolazione, naturalmente, se ne fregava avendo ben altri problemi di tipo pratico da affrontare. é un Paese dalle tradizioni millenarie, da una cultura e letteratura di altissimo livello, ma ora il potere della televisione e di internet e della capacità di propaganda dell’Europa e degli Stati Uniti stanno sortendo i propri frutti. Ora in Georgia, soprattutto a Tbilisi, non contano più orgoglio, tradizioni, lealtà (questo solo a parole) ma gli status symbol occidentali, ovvero il telefonino (ed il ricercatissimo I-Phone), la macchina, l’abbigliamento di marca la frequentazione di locali e ristoranti alla moda. Adesso la cultura che prevale è quella dell’apparenza, il mostrare di essere ricchi e non quello che si possiede veramente, tanto che si arriva a spendere tutto per avere la borsa firmata, il nuovo aggeggio tecnologico che fa tanto fighi; insomma importante è l’avere e non l’essere. Questo provoca rabbia nella gran parte della popolazione che vorrebbe avere quelle cose, condurre quella vita ma non ne ha la possibilità economica, e questo sfocia nell’abuso di alcol. é come quei georgiani che vengono dalle regioni per qualche giorno a Tbilisi e la criticano, dicendo che il loro paesello sperduto tra le campagne è molto meglio solo perchè non possono trasferirsi nella capitale.
    Anch’io sogno la Georgia che vedi tu, ma sfortunatamente le cose stanno cambiando, molto velocemente.

  7. enzo nicolòenzo nicolò09-28-2012

    Gentile Michael,
    non capisco come mi possa far dire cose che io non ho mai detto! Preciso alcuni punti:
    1) io non ho alcuna visione turistico-bucolica del paese Asiatico chiamato Sakartvelo, o quant’altro ! Attribuirmi ciò, verrebbe percepito da me, come un offesa !!!
    2) conosco a fondo ed in modo molto approfondito (per non dire enormemente e visceralmente assai bene) il paese Caucasico chiamato Gruzija ecc ecc.
    3) riguardo ai possibili mutamenti sociali che accadono in Georgia (e pressochè ovunque), questi, non mi stupiscono affatto; poichè questi fenomeni di trasformazione culturale e sociale accadono…. in misura diversa, in ogni stato ed in ogni società del Pianeta Terra!
    So bene che i giovani, stanno dalla mattina alla sera su Facebook, e si disperano appresso agli ‘i-Phone e alle T-Shirt D-Squared da 100 euro: ma questo vale sia per i ragazzi di Tiflis, sia per quelli di Ulan Bator, sia per quelli di Nairobi (dato che in tema di scambi culturali il Kenya, ha forse lo stesso numero di telefonini di uqlaisais altro apese dell’Est!).
    SE CIO’ NON FOSSE COSì anche in GEORGIA, MI STUPIREI!
    4) Non credo che i Georgiani siano stati i più europeizzati della zona: non lo credo per vari motivi, e comparando i loro ex fratelli e vicini Armeni e Azeri, mi pare molto difficile ciò!
    In Ultimo:
    Gentile Michael, non vado in giro…per il mondo, facendo l’europeo londinese in cerca di scatti o di trofei, nè l’americano annoiato pronto a sganciare quattrini, per vedere due danzatori coi coltelli e con le pelli di capra che si dimenano nei loro vibranti balli di montagna !!!!
    Non ho (e ripeto, e concludo) alcuna visione di tal fatta!
    Non sogno più il paese visitato allora dai Polo; nè sogno la vecchia Georgia inglobata nella gigantesca Unione, nè sogno la Grande Georgia medioevale, nè sogno una Georgia moderna ed europeista!
    Non mi occorre restare fermo a stereotipi che dipingono la Georgia, con un ritratto simile ad una cartolina da bazaar, nè a schematiche definizioni “FOLKLORISTICHE” del paese !!!
    Ma la mia osservazione iniziale è rimasta inevasa: sarei curioso di leggere numeri, sondaggi e quant’altro !!!
    Anche noi italiani stiamo diventando EuroFobici, grazie a metodi da schiavitù bancaria, anti-cristiana, islamofila e quant’altro, quasi da scenario fantapolitico di Orwelliana memoria. La quale sembra essere giorno dopo giorno, un dato di fatto! Altrochè!
    Che la Georgia si salvi….
    Mi spiace: ….l’ avere tendenze occidentali , non credo significhi per molti , appartenere ad ogni costo alla sovranità di sua maesta Mario Draghi! Spero profondamente, che la Georgia un giorno, non aderisca al nuovo “Impero del Male!
    “Più sottile…, più raffinato…e come dire: alla lunga, e per certi versi, forse più brutale!
    Amichevolmente, a presto.

  8. MIchael BiasinMIchael Biasin09-28-2012

    Caro Enzo,
    non capisco il tuo pensiero e quali sono le idee che vuoi esprimere. La Georgia vorresti vederla come la tradizione impone (balli, fierezza, orgoglio, khachapuri, supra e lobiani) ma poi concordi nel processo di europeizzazione ed occidentalizzazione della Georgia, dici che i georgiani guardano con sospetto l’Europa ma poi vorrebbero aderirvi per lo meno economicamente, non vogliono unirsi all’Unione Europea (la qual cosa sarebbe assurda) ma vogliono maggiori rapporti e relazioni tra Georgia ed Europa.

    I georgiani non si sentono asiatici, anche se spesso nelle enciclopedia la Georgia viene considerata un Paese asiatico, e non si sentono nemmeno europei ma hanno una fortissima propensione europeistica anche se sono fieri della loro cultura che non è asiatica, non è europea e non è caucasica (o transcaucasica) ma georgiana e solo georgiana. Infatti cercano sempre di distinguersi da tutti gli altri.

    Tutto ciò che scrivo è frutto di lunghe discussioni con georgiani e con chi, straniero, vive e lavoro in questo Paese per un motivo o per l’altro, di quello che vedo, sento e leggo. per questo motivo non esistono basi scientifiche ma si tratta di una mia elaborazione personale di tutto questo. Cerco sempre di sentire e approfondire i vari punti di vista mantenendomi il più oggettivo possibile.

  9. enzo nicolòenzo nicolò09-29-2012

    Gentile Michael,
    continui a leggere nelle mie parole, frasi da carta stampata, modello Digesto Enciclopedico Treccani! (sol perchè sopra ho riportato la frase * sarei noiosamente enciclopedico * !) Mah!
    Hai detto tu stesso, che i georgiani non sono nè europei, nè asiatici, ma sono forse sui generis !!!
    Posso anche concordare con Te, ritenendo questa affermazione, forse essa stessa “la” verità!
    Eppure essi sono più simili ai loro fratelli armeni, che ai loro ex fratelli di Kiev o di Chisinau!
    E’ qui, il punto: non so bene quanto credano di essere europei! Vorrei capire i risultati degli studi statistici!!!
    Detto ciò, si potrebbe anche affermare che: alla fine l’ Economia ti fa appartenere a qualsiasi continente !!!
    Ma l’idea di appartenenza (e quindi dell”ETNICITA’ ” di una nazione) è qualcosa di intimamente connesso al passato storico di un popolo! Il loro passato, è un passato lontano dalla Persia, lontano dall’Arabia e lontano persino dalla “vicina Turchia: forse sarebbe meglio dire, che il passato georgiano è stato un passato EQUIDiSTANTE da tutti !!!
    La Georgia ha una storia tutta a sè, e lo sappiamo!
    Il Termine “asiatico” viene ancora percepito dai più, come un qualcosa che attiene “s o l t a n to ” all’India o alla Cina, o tutt’ al più ad un macrocosmo steppico, fatto di tappeti, spezie e riso!
    Il processo di europeizzazione in atto in quasi tutti i paesi limitrofi all’area di influenza europea, mi pare che sia un dato di fatto! E’ innegebile che l’Europa emani un fascino sublime e accattivante nel “farsi desiderare” e che spinga molti popoli ad essere attratti da questo miraggio desertico da “fata morgana bancaria”! Ma dire che i georgiani vorrebbero sentirsi parte dell’Europa, solo perchè – ” si sentono di appartenere all’Europa ” – mi sembra una forzatura.
    Purttroppo allo stato attuale, non vi sono criteri adeguati per valutare la genuinità democratica, sulla genuina volontà del popolo georgiano di entrare a far parte dell’ “Unione delle Repubbliche e delle Monarchie delle Banche Europee” !!!!!!!!!

  10. MIchael BiasinMIchael Biasin09-29-2012

    Caro Enzo,
    Non sto continuando a leggere nelle tue parole “frasi da carta stampata, modello Digesto Enciclopedico Treccani! (sol perchè sopra ho riportato la frase * sarei noiosamente enciclopedico * !) Mah” ma riporto solamente quello che scrivi.
    dire che il passato georgiano sia lontano dalla Persia e dalla Turchia mi sembra assurdo, per secoli queste due nazioni si sono spartite il territorio georgiano con lasciti culturali importanti, soprattutto persiani. Poi dire che i georgiani sono culturalmente lontani dalla Persia e vicini agli armeni (popolo fortemente persianizzato) mi sembra un controsenso. L’influenza della Turchia nella zona dell’Adjara è ancora fortissima visto che per secoli questa zona è stata governata dalla Turchia. il caucaso è un crogiolo di razze, storie, culture unico al mondo. La spinta europeista dei georgiani è data dal loro desiderio di distinguersi dai propri vicini e di sottolineare la loro superiorità, ma si vogliono distinguere anche dall’Europa rivendicando la loro unicità storico-culturale. un certo passato comune esiste anche se non è preponderante tra Europa e Georgia, risale agli antichi greci e passa per i romani e poi nell’800 col desiderio della Russia di europeizzare la Georgia, con forti influssi francesi ed italiani, chiudendo con i legami culturali con Persia, Turchia, Armenia e in piccolissima parte Arabia.
    come ti ho già detto tutto quello che dico, a parte le cose qui sopra, non hanno base scientifica in quanto si basano sulla mia personale analisi di quello che sento, vedo, leggo e approfondisco attraverso vari canali.
    Comunque questa corrispondenza mi pare sterile quindi non credo sia il caso di continuarla per non annoiare ulteriormente i lettori di EJ.

  11. enzo nicolòenzo nicolò09-29-2012

    Gentile Michael,
    nel riportare le cose, da me sopra esposte, hai attribuito qualsiasi senso conveniente alle tue tesi, che dimostrano a momenti, quasi quasi, che i miei argomenti siano un insieme di contraddizioni!
    Dapprima, mi hai preso per un americano in vacanza che viaggia magari su un fuoristrada in Tushezia, scattando foto da mostrare al proprio ritorno in patria. Poi come un “nostalgico” Manzoni caucasico, che vede cose che non esitono più; a momenti quasi come un triste lettore di Marco Polo… che legge riviste specializzate!
    Poi forse, come un povero politologo, che non capisce bene gli scenari geopolitici del Caspio o del Mar Nero!
    Non capisco cosa vi sia di così strano, nei punti da me analizzati qui sopra!?
    A me risulta difficile trovare un solo paese al mondo, che non sia stato influenzato dal vicino : ma la frase conclusiva da me sopra esposta (cit.) – “forse sarebbe meglio dire, che il passato georgiano è stato un passato EQUIDiSTANTE da tutti !!!” – per TE, riesce difficile da accettare !!! Evvabbè pazienza !!!
    I georgiani hanno subito l’influsso di Turchia, Persia, Russia e persino della Grande Armenia…ma rispetto ad altri popoli, hanno mantenuto delle loro particolari peculiarità, complici l’ isolamento geografico ed altro, che ne hanno permesso la salvaguardia territoriale della “Georgia Nazione” !!!
    Equidistante vuol dire infatti: “alla medesima distanza” !
    Ed un popolo come quello Georgiano, che ha subito l’influsso culturale e politico, di “Mastodontici Imperi”, quali l’Ottomano ed il Persiano e l’impero Zarista( numericamente e geograficamente imponenti nell’influenzare nel corso della storia metà asia e metà Europa) RESTANDO pur sempre, – non turco, non-arabo, non-persiano, mi sembra che possa essere definito come perfettamente equidistante da questi !!!!
    Ma ripeto ancora la questione iniziale: non so fino a che punto un popolo come quello georgiano, si “voglia e si possa sentire pienamente parte”, di un insieme culturale (che poi è solo banca) come quello europeo”!
    TUTTO QUI !
    Concludo con due specificazioni, che spero portino ad alcune riflessioni:
    1) ci sono popoli che sono stati letteralmente fagocitati, dalla cultura di popoli assai più grandi di loro, per consistenza, durata e dimensioni: la Georgia No! …Es. Nel Nord Caucaso, la Circassia, dapprima cristiana poi diventata islamica, possedeva un antico alfabeto. Sostituito nell’islamizzazione volontaria e non forzata, dapprima e solo in minima parte da arabo e persiano, in seguito e in modo più significativo dal cirillico (alfabeto di un popolo cristiano!).
    2) ho parlato tanto del Maghreb, il quale sta trattando proposte di adesione nell’UE!
    Secondo Te….i Marocchini sono europei? E comunque, TU, credi davvero che si “sentano Europei ” ???
    Poichè tale discussione risulta sterile, come hai ben detto Tu, lasciamola morire.
    Continueremo a parlare di Caucaso ( io qui ed anche altrove) in modo differente.
    A presto

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