GEORGIA: Da protettorato americano a colonia russo-cinese. Ora Tbilisi guarda ad est

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La politica estera del piccolo Paese caucasico sta cambiando rapidamente. Da quando sono arrivati al potere i bidzinisti (supporter del miliardario Bidzina Ivanishvili, trionfatore dell’attuale partito di maggioranza relativa) del Georgian Dream la politica estera ha fatto un netto cambio di rotta, dopo che per 8 anni il Paese ha goduto di ingenti finanziamenti americani , in cambio di un appoggio totale alle politiche ed ai desideri degli Stati Uniti ora guarda verso nord ed est.

Quando a governare era Saakshvili e il suo National Movement, la politica georgiana è stata fortemente filo-americana, con una americanizzazione culturale ed economica che ha radicalmente trasformato il Paese, almeno superficialmente. La Georgia ora guarda all’ex invasore russo, ed ai suoi rubli, e al dragone cinese che continua il suo processo di fagocitamento del globo, alla disperata ricerca di materie prime e nuovi partner commerciali. La Russia, che aveva chiuso i rapporti diplomatici con Tbilisi, ora, dopo aver finanziato alacremente ed aver organizzato dietro le quinte la vittoriosa campagna elettorale di Ivanishvili ed il suo Georgian Dream, vuole rimettere le mani nel riottoso Paese caucasico che aveva sempre combattuto l’invasore russo. La cosa interessante è l’arrivo prepotente della Cina, col consenso della Russia, che sta cominciando ad investire in modo ingente e comincia a comprare ampie zone del Paese. In più vuole invadere la Georgia di giovani volontari da inserire nelle scuole pubbliche di Tbilisi per insegnare il mandarino prendendo il posto dei numerosissimi insegnanti americani che erano arrivati negli ultimi anni.

La gente, però, pare non essere particolarmente interessata a questo cambio di rotta, ha votato Ivanishvili per avere una vita migliore, più lavoro, salari più alti, più opportunità per i giovani, una migliore e gratuita assistenza per gli anziani ed è molto impaziente, a dimostrazione di questo gli scioperi che sono scoppiati recentemente nel Paese e che hanno coinvolti i dipendenti di trasporti pubblici. Per mantenere tutte le promesse della campagna elettorale, Ivanishvili ha bisogni di soldi, di molti soldi che il Paese non ha, visto anche il calo degli aiuti provenienti dagli Stati Uniti. Pare che Russia e Cina stiano lavorando per sopperire alla mancanza di liquidità, ma a che prezzo?

I primi passi del nuovo governo sono alquanto incerti, tutti sembrano brancolare nel buio e non sapere che fare, intanto continuano a fare promesse ma le uniche cose fatte fino ad ora sono state la liberazione di un alto  numero di delinquenti e criminali (passati per “prigionieri politici”), la spartizione dei posti di potere e la persecuzione portata avanti contro gli avversari del National Movement. Molti individui legati al vecchio regime sono stati arrestati con accuse inventate e chi poteva è scappato all’estero e naturalmente un buon numero di figure di basso profilo nell’ex partito di maggioranza ha preferito cambiare casacca e diventare supporter del Georgian Dream di Ivanishvili. Anche la televisione sta diventando monocolore, ossequiosa del nuovo monarca, il “democratico” e “liberale” Bidzina Ivanishvili.

1 Comment

  1. louise tabeshadzelouise tabeshadze01-02-2013

    rogor moaxerxet aranormalurebo es ambavi ….exla cinuris swavla gvaklia da meti agaraperi amowyden mageni ert dgessssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssss

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