Pubblichiamo questo articolo convinti, come sempre, che tutte le opinioni e valutazioni espresse senza violenza e senza mistificazione meritino rispetto e ascolto. Le opinioni espresse in questo articolo si discostano sensibilmente da quelle fin qui proposte da questo giornale nei riguardi della Bielorussia.
In Europa si parla molto di Lukashenko e della Bielorussia “l’ultima dittatura europea” come la definì Codoleeza Rice. Sono stati analizzati da questo giornale i vari problemi che affliggono il Paese in termine di libertà di pensiero e parola. L’Europa si sta comportando molto duramente contro questo Paese, inasprendo le sanzioni già attive e mettendone altre, ritirando gli ambasciatori e chiudendo praticamente le relazioni, tutto questo in protesta contro i comportamenti totalitari del presidente.
Ancora una volta l’Europa dimostra tutta la sua ipocrisia e ignoranza di ogni realtà estranea ai canoni socio culturali europei. L’Europa, infatti, non si sognerebbe mai di intraprendere azioni così dure contro la Russia e la Cina, Paesi altrettanto totalitari, dove oltre all’uccisione e l’incarcerazione di dissidenti ed oppositori praticano veri e propri genocidi che l’Europa preferisce ignorare. Questo diverso atteggiamento è da attribuire forse alla presenza di grandi giacimenti di gas in Russia ma soprattutto, forse, perchè entrambe queste nazioni hanno ormai intrapreso un percorso verso una società capitalistica e globalizzata. In nome del Dio denaro, l’Europa e il mondo occidentale mettono da parte ogni remora morale, ogni discorso sui diritti umani, sulla libertà e sulla democrazia.
La Bielorussia è un Paese che non è ancorato alla logica e all’economia sovietica, ma un Paese che è riuscito a modernizzare ed umanizzare il cosiddetto socialismo reale. La società è fortemente egualitaria, non esistono ricchi e non esistono poveri, a tutti è garantito il minimo per poter portare avanti una vita dignitosa. A pochi chilometri di distanza abbiamo una nazione, la Russia, dove accanto a pochi ricchi la maggior parte della popolazione vive nella miseria grazie anche alle riforme di Putin che hanno smantellato lo stato sociale e il welfare. In Bielorussia il sistema sanitario è completamente gratuito e di buon livello come il sistema educativo.
Minsk, la capitale, è estremamente affascinante, pulitissima, funzionale, a misura d’uomo, ricca di parchi tutti tenuti in modo esemplare. Recentemente sono stati introdotti elementi di capitalismo, sono nati alcuni centri commerciali e sono stati aperti negozi di varie marche internazionali ma nonostante tutto questo l’economia rimane quasi totalmente statale. Insomma il livello di vita è buono, privo di quelle differenze sociali che prevalgono soprattutto nelle nuove economie emergenti e quelle appena affermate. L’Europa non accetta un sistema socio economico che si discosti da quello occidentale, capitalista e globalizzato che attualmente mostra tutte le sue crepe e contraddizioni. Con questo atteggiamento l’Europa sta solo irrigidendo la dittatura di Lukashenko gettando il Paese nelle mani della grande madre Russia.
Quindi sta lavorando per porre fine all’indipendenza di un Paese che per secoli ha combattuto per poter essere libero dai giochi imperialisti di Russia, Polonia e Germania. Se l’Europa avesse un atteggiamento più conciliante nei confronti della Bielorussia ed un atteggiamento più deciso contro le mire espansionistiche di Mosca anche Lukashenko allenterebbe le corde del suo potere. Solo una Bielorussia sicura della propria indipendenza che non deve più temere ingerenze straniere (anche europee) può avviare riforme per rendere il Paese più libero e democratico pur mantenendo il proprio sistema economico-sociale.













Trovo i contenuti qui espressi assai distanti dalla mia sensibilità. Comprendo il discorso di Micheal: in Bielorussia la libertà sarà pure limitata ma lo Stato funziona, certi diritti (come quello alla salute o all’istruzione) sono più tutelati che altrove. E’ un discorso che ho sentito fare anche nei confronti di Chavez o di Castro. Per me la libertà individuale è un valore più alto degli altri. E credo che una società di uomini liberi possa raddrizzare le storture che una siffatta società inevitabilmente produce. Quel che temo più di tutto è la sudditanza: un popolo che accetta la sudditanza in nome della tranquillità non imparerà mai a camminare con le proprie gambe, emancipandosi da sé, ma avrà sempre bisogno del capo. Detto questo, se i bielorussi sono contenti così, nessuno ha diritto (a mio avviso) di imporre loro il contrario. Quel che dubito è che i bielorussi siano davvero contenti così.
Matteo Z.
Sottoscrivo, e aggiungerei Gheddafi al novero dei regimi per i quali ho sentito lo stesso discorso.
Una differenza fondamentale tra Russia e Bielorussia, che tuttavia l’articolo di Biasin non tratta, è che Minsk si sottrae alla giurisdizione della Corte Europea dei Diritti Umani, a differenza di Mosca. Si può dire peste e corna di Putin, ma contro i crimini di guerra e le violazioni dei diritti umani in Russia (Cecenia in testa) c’è un giudice a Strasburgo, e qualche risultato si intravede (ad esempio la riforma del sistema carcerario).
Contro l’arbitrarietà del regime di Lukashenka, invece, non c’è rimedio.
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Speravo di leggere almeno una provocazione intelligente, mentre mi sembra un discorso tanto strampalato quanto mal argomentato.
Direi che anche Biasini a “ipocrisia e ignoranza” non scherza affatto.
JN
sono totalmente d’accordo con l’autore dell’articolo. a chi dice che le libertà individuali devono avere la priorità, ribatto che, senza diritti sociali, non esistono neppure le libertà individuali, se non per i ricchi. qual’ è la libertà individuale di un operaio schiavizzato e minacciato continuamente di licenziamento? e qual’ è la liberta individuale di un pensionato che non riesce ad arrivare alla terza settimana del mese? o di un giovane che non trova lavoro? o di chi è costretto a sottomettersi alla protzione della mafia?
o di chi non può permettersi di pagarsi una visita specialistica ed ècostretto ad attenere un anno per una tac? e potrei continuare a lungo. chi parla di libertà individuali in astratto non ha evidentemente mai vissuto la vita reale di chi ha poco più di nulla.
Caro Claudio,
le due dimensioni sono inestricabili: ma anche l’altro estremo non tiene (diritti sociali senza alcun tipo di libertà individuale e protezione dall’arbitrio del potere).
Consiglierei la lettura di un libretto di Roberto Toscano, “The Soviet Human Rights Policy and the Perestrojka” (1991); sono una trentina di pagine, se interessa le posso spedire gli scan.
volentieri, ti ringrazio.
# buttazzo
Infatti c’è la fila per andare a vivere in Bielorussia e non la fila dei Bielorussi che vorrebbero lasciare il Paese…
Conosco personalmente un ragazzo – ormai un uomo – bielorusso da oltre 15 anni, che ho ospitato anche varie volte a casa mia. Ti assicuro che dalla Bielorussia te ne puoi andare come e quando vuoi. E tutta questa fila all’aeroporto di Minsk io non l’ho mai vista.
Dalla Bielorussia puoi andartene come e quando vuoi. Non è il governo bielorusso, ma le ambasciate occidentali che non rilasciano i visti per l’espatrio. Però per gli oppositori di Lukasenko i visti ci sono, eccome, e anche i soldi a palate. Qui a Praga ci sono degli universitari bielorussi che studiano a Praga gratuitamente con borse di studio generosamente elargite dalla Nato. I titoli richiesti per ottenerla sono il sostegno alla Nato, la disponibilità ad arruolarsi nelle “rivoluzioni colorate” e, soprattutto, a collaborare con la Cia. Quant’ è generoso l’Occidente!!!
Seguo dall’esterno la situazione di quel Paese, non mi risulta che te nè puoi andare come e quando vuoi. Soltanto per invitare una ragazza nelle vacanze di natale abbiamo dovuto fare diverse dichiarazioni (ed era maggiorenne).
Sono state a Minsk moltissime volte………il sistemza di trasporti pubblici (autobus) funziona benissimo…..la metropolitana è meglio di quella di Roma (entrambi con pressi simbolici…0,15 cent. di euro)……i parchi pubblici sono pulitissimi….non c’è criminalità, nè senza tetto…o mendicanti…….nè disocuppati. Il tenore di vita non è certo come quello italiano (lo stipendio medio è di 300 dollari) ma, ad ogni modo, dignitoso. A volte atterrando a Fiumicino e prendendo il treno FS (da 15 euro) e poi la metropolitana di roma (dove se riesci ad entrare nelle ore di punta) ti ritrovi schiaciato come una sardina (tra mendicanti, suonatori ambulanti) ho speso desiderato di rimanere a Minsk.
I bielorussi sono un popolo mite e dignitoso ……
Che dire di Lukashenko ? la mia impressione è che (ad onta di quello che si legge in italia) abbia un certo consenso…….I bielorussi non vogliono diventare l’ultima delle repubbliche della federazione russa, nè essere trattati come gli ospiti sgraditi al tavolo europeo….. amamo la loro indipendeza e difficilmente la svenderanno per un tozzo di pane
Apprezzo l’apertuta a diverse letture della questione “bielorussa”.
Grazie, comunque, per il Vostro lavoro
Valentino Lo Curto
Mi sembra un articolo molto poco obiettivo. Pur essendo d’accordo con il professor Biasin su alcuni punti, mi sembra si faccia una valutazione oggettivamente troppo celebrativa della Bielorussia ed egualmente troppo denigratoria della Russia di Putin.
posso dire che in bielorussia si respira grande civiltà e dignità…il paese ha conservato un’atmosfera un pò d’altri tempi, non essendo sottoposto all’accelerazione capitalista e consumista che hanno subito russia e ucraina…e si vede nella gentilezza e bonomia delle persone…in bielorussia non si ha la sensazione che i soldi siano tutto, come avviene in altri stati ex sovietici…e questo conta…
condivido appieno
credo di aver visto – a Minsk – anche alcune marmotte che confezionavano della cioccolata.
Non sono solito, commentare gli articoli degli altri miei “colleghi” qui di EJ o di articoli che non siano attinenti al Caucaso, sul quale scrivo…
Leggo spesso in ogni articolo un tema ricorrente, che è quello di imputare alla Russia, in modo omnicomprensivo un atteggiamento: tiranneggiante, fagocitante, che uccide le libertà altrui; che non ha sensibilità sociale; che smantella l’assistenza pubblica; guerrafondaia all’inverosimile; persino in grado…a momenti di dichiarare guerra alle proprie repubbliche (un pò come Roma che dichiara guerra al Trentino!) e se non lo ha ancora fatto, è pronta a farlo!
Mi sembra di leggere un misto di accuse internazional-radicaliste, ormai latenti nel pensiero massificato d’Europa, di quella bella, fascinosa e mittleuropea, buona e salutista (che vuol epurare il” Grande Mostro Cosacco” dalle mille ed una lingua) con un misto di fiabesche descrizioni dell’Orso Russo, ri-mescolate ancora una volta con definizioni quasi da “Impero del Male, di Reaganiana Memoria!”
La Bielorussia isola felice (e per certi versi lo è davvero!) circondata però, dall’influenza malefica e malvagia della sorella maggiore “Strega dell’EST”, che come lei porta il cognome “RUS”!
giustissimo. condivido. per ora le uniche vere guerre che abbiamo visto (con uso di gas, mercurio, fosforo e altre sostanze proibite di annientamento di massa) sono quelle di Israele e della Nato, con tanto di campi di concentamento e di tortura, come Guananamo, Abu Ghraib e gli altri disseminate nel mondo, compresi alcuni paesi della Ue, come Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Bulgaria e non escluderei l’Italia.
Mah, forse si dimentica della Cecenia? Suvvia, i crimini non stanno mai da una parte sola.
Comunque, anche nel caso ceceno, la Corte Europea dei Diritti Umani ha potuto dire la sua: cosa che invece la Bielorussia non permette. In questo, la Russia è messa meglio della Bielorussia (anche se Putin ne farebbe volentieri a meno).
Io non dimentico nulla, dato che scrivo sul Caucaso e so ampiamente bene quel che succede li !
Il Problema non è questo! Posto in altri termini sarebbe sensato e coerente fare un discorso serissimo, sul ricorso alle armi della Russia, così, come delle sue ex sorelle dell’ex CCCP, o di tutti quegli stati satellitari ad essa post-sovietici, euro-asiatici!
Da un punto di vista italiano, sembra scontato poter dire che il ricorso alle armi, dei varii governi russi, georgiani, tagiki, turckmeni, turcki ecc ecc non sia “giustificabile”, ma questi popoli che endemicamente vivono nella quotidiana semi-belligeranza (termine che ripeto ormai meccanicamente! sic!), lontani dall’essere normali, hanno come punto di riferimento, lo spiegamento della forza come rimedio suppletivo alla diplomazia( la guerra in Cecenia della quale, a breve spero poter pubblicare un pezzo che ahime per sintesi dovrò ben sistemare)….è un dei tanti esempi, su come l’opinione dei più, possa su tale “situazione caucasica” ricamare sopra essa ” luoghi assai diffamatori nei confronti di Mosca o al contrario di come si possa assolvere l’operato putiniano, su un continuo inasprimento, non di un conflitto, ma di una tensione etnica, che vive di escalations violente ormai da decenni!”
Per finire: lasciamo tutto ciò che è “normale per la nostra visione occidentale, ai confini dell’Est”…. forse davvero come diceva qualcuno…”li funziona tutto alla rovescia!”!
Caro Enzo, il mio commento era piuttosto per Claudio, spero tu non te la prenda
Robert Cooper sostiene che l’Europa sia un continente ‘post-moderno’ che si confronta con un mondo ancora ‘moderno’ (Turchia, Russia, USA) quando non ‘pre-moderno’ (Africa) [Robert Cooper, La Fine delle Nazioni, Lindau, ]
Ravviso nel tuo pensiero un’eco di Cooper, misto ad una sorta di ‘orientalismo’, per cui ciò che avviene “ad est” non sarebbe giudicabile con le nostre categorie “occidentali”.
Da una parte posso essere d’accordo che le situazioni di contesto vadano tenute in considerazione; dall’altra, ciò non può portare a giustificare violazioni sistematiche di diritti che tali stessi governi hanno riconosciuto come applicabili (Russia e Turchia tramite la CEDU, i governi dell’Asia centrale tramite l’OSCE e i patti ONU del ’66).
Ma forse siamo ormai fuori tema rispetto alla discussione iniziale
Caro Davide, non sono assolutamente turbato dalla diversità di vedute su di un argomento, e non ho alcun motivo per esserlo, dato che qui ci troviamo in uno spazio dedicato al confronto opinionistico. Quindi ti prego di pensare,davvero, che non ho alcun motivo per essere offeso (poi…non so nemmeno per cosa!) e vorrei che tu sappia, che io non sono per nulla una “penna permalosa”!
Solitamente, non commento quasi mai i post degli “altri colleghi” di EJ, perchè cerco di mantenermi, distaccato e neutrale, limitandomi a lavorare nel mio spazio di intervento, in modo da muovermi con molto equilibrio ed oggettività nel narrare o raccontare fatti o situzioni (storiche o attuali), rinviando le mie considerazioni personali o ” di sensazione” ad altri contesti. Pertanto cerco (anche se spesso non ci riesco) di mantenermi ” meccanicamente robotico, nel dire o nel raccontare le molte o le possibili verità” !
*_- a presto!
Ok, nessun fraintendimento allora
Spero invece che commenterai ancora, è sempre bello poter discutere con persone di diverse visioni.
A presto!
d.
Tutte le volte che sono stato in BLR ed ho parlato con persone del posto non sono stato travolto da esternazioni di gioia e soddisfazione per come il paese e’ gestito, ma l’esatto opposto. Cio’ significa che il bielorussi non sono affatto sudditi ma attenti osservatori, coscienza critica e civile che e’ l’unica che puo’ cambiare le cose. Oggi attraverso la rete possono vedere cosa succede fuori della Bielorussia e fare quel confronto con il resto del mondo che una volta non era possibile per cui, chiusi nella campana di vetro, ogni scartoffia di propaganda rappresentava la (apparente) verita’. Quando in Bielorussia si lamentano per la mancanza di democrazia o per la difficolta’ di ottenere visti di uscita dal paese dimenticano che dove c’e’ democrazia l’istruzione si paga e anche cara, mentre in BLR no. E questo e’ solo un esempio, si potrebbe parlare anche della questione sicurezza; dove c’e’ piu’ democrazia ci sono piu’ garanzie ma anche piu’ delinquenti in liberta’. Non si puo’ avere tutto ma e’ normale che ognuno guardi piu’ alle cose che non ha rispetto a quelle che ha e che da’ per scontate. Di Putin e di Obama non si puo’ parlare male perche’ ne abbiamo bisogno, mentre del grano di Lukashenko non abbiamo bisogno quindi e’ il male assoluto. Questo mi pare fosse il senso dell’articolo di Biasin: solo un po’ piu’ di oggettivita’ e onesta’ intellettuale nei giudizi. Pertsonalmente mi trovo d’accordo.
Sottoscrivo appieno.
Sinceramente, qualcuno ha mai conosciuto un popolo che non si lamenti od un paese che visto dall’esterno veda i commentatori allineati sulla stessa posizione, positiva o negativa che sia? Sono profondamente dubbioso riguardo al passaggio dalla descrizione dei fatti all’analisi dei fatti. Anche se da laureato in storia sono profodamente consapevole che l’oggettivita’ non esiste e la scelta delle fonti e’ di per se’ una scelta soggettiva.
Diffido dei cambiamenti “si discostano sensibilmente da quelle fin qui…” cos’é un complesso di colpa o una logica materialista (visto il fatto compiuto).