Storia

CROAZIA: La Costituzione di Natale

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Il Natale secondo East Journal. Nel dicembre del 1990 venne promulgata la Costituzione di Natale croata: con essa Franjo Tuđman istituzionalizzò lo scontro con la minoranza serba, aprì le porte alla guerra in Croazia, e, infine, permise alla leadership nazionalista dell'HDZ di raggiungere l'indipendenza e di assicurarsi a lungo il potere.

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STORIA: I dimenticati ad est. L’Olocausto in Transnistria degli ebrei di Romania troppe volte negato.

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Durante la Seconda guerra mondiale, circa 300.000 ebrei vennero uccisi dalle autorità romene, la maggior parte di loro trovarono la morte nei campi di sterminio di Bogdanovka, in Transnistria, una regione a est del Nistro, all’epoca sotto amministrazione romena. Il Comunismo per quarant’anni ha negato le responsabilità dei romeni nel genocidio degli ebrei, accusando delle deportazioni in Transnistria gli invasori tedeschi e ungheresi. Solo negli ultimi quindici anni, grazie alla Commissione sull’Olocausto in Romania, istituita da Elie Wiesel, il governo romeno ha intrapreso il cammino della responsabilità storica nei confronti degli ebrei e dell’Olocausto.

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TURCICA: Il mondo turco all’alba del terzo millennio

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Ultimo appuntamento con TURCICA. Nonostante le numerose difficoltà di ordine politico ed economico, la situazione del mondo turco all'inizio del XXI secolo è molto più positiva di quanto si potesse immaginare un secolo prima. Oggi esistono sei stati turchi indipendenti, le lingue di ceppo turco sono parlate da 200 milioni di persone e la cultura turca è più vitale che mai.

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TURCICA: La Turchia repubblicana nel ‘900

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Appuntamento settimanale con TURCICA. La Turchia repubblicana riuscì nel '900 a consolidare le riforme di Atatürk e mantenere la propria unità e indipendenza. La democrazia turca ebbe però una storia difficile e travagliata, segnata da quattro colpi di stato in mezzo secolo e da una cronica instabilità politica ed economica.

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TURCICA: I turchi d’Eurasia dallo zarismo all’età sovietica

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Nuovo appuntamento con TURCICA. Tra il XVII e il XIX secolo, le popolazioni turcofone dell'Europa orientale e dell'Asia centrale furono tutte progressivamente assorbite dall'impero russo. La vita dei turchi nell'età zarista non fu facile, benché nell'800 una parte della loro classe dirigente e intellettuale riuscisse ad emanciparsi e inserirsi nell'alta società russa. L'era sovietica, malgrado le speranze iniziali, vide la loro situazione peggiorare ulteriormente.

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TURCICA: La Turchia da impero a nazione

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Appuntamento settimanale con TURCICA: La disfatta subita dai Giovani Turchi nella Prima Guerra Mondiale lasciò l'impero ottomano in una situazione di caos e di umiliante subordinazione alle draconiane imposizioni dei vincitori. Mustafa Kemal - il futuro Atatürk - si pose alla testa di un movimento nazionalista che riscattò l'onore del paese e fondò la moderna Turchia sulle ceneri del defunto impero.

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TURCICA: Crisi e riforme nel tardo impero ottomano

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Nuovo appuntamento con TURCICA. Il XIX secolo ottomano può essere riassunto in un complicato e contraddittorio processo di modernizzazione – che di fatto consistette in un’occidentalizzazione – e nelle resistenze che questo processo inevitabilmente suscitò. Tutto il secolo fu caraterizzato da una lunga guerra sotterranea tra la due contrapposte fazioni dei progressisti e dei conservatori, dietro alle quali si celavano spesso concreti interessi politici ed economici.

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TURCICA: Il mondo turco tra stagnazione e declino

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Appuntamento settimanale con TURCICA. A metà del XVI secolo la civiltà turca aveva raggiunto il suo massimo splendore. Le dinastie turche governavano su gran parte dell’Europa e dell'Asia. Eppure già allora cominciavano a palesarsi le prime crepe. Nei 150 anni successivi si manifestarono i segni di un inarrestabile declino che investì in modo sempre più evidente tutti gli imperi fondati dai turchi.

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PARTIZANI – La Resistenza italiana in Montenegro

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Ventimila soldati dell'esercito italiano d'occupazione si unirono, tra il 1943 e il 1945, alla resistenza jugoslava sulle montagne del Montenegro. Più della metà di loro morirono da partigiani. Di questo sacrificio dimenticato della nostra Resistenza oltreconfine si occupa il docufilm “PARTIZANI – La Resistenza italiana in Montenegro”, presentato dall'autore Eric Gobetti questa settimana a Roma

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TURCICA: I safavidi d’Iran

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Nuovo appuntamento con TURCICA. I safavidi, a differenza delle altre dinastie di origine turca, non erano espressione di una tribù, ma di un movimento religioso. Agli inizi del XVI secolo conquistarono l'Iran e lo convertirono allo sciismo, con conseguenze molto importanti sulla storia di tutto il mondo islamico. Originariamente fondato su una base sociale e politica turcomanna, il loro impero si iranizzò progressivamente fino a diventare più persiano che turco.

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TURCICA: L’apogeo degli ottomani

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Nuovo appuntamento con TURCICA. Tra il XV e il XVII secolo l'impero ottomano raggiunse l'apice della sua potenza, arrivando a rappresentare la prima potenza mondiale per quasi tutta la prima età moderna. Gli ottomani rappresentarono probabilmente l'apogeo della civiltà turca, che mai aveva espresso un sistema politico così efficiente e una cultura tanto splendida.

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TURCICA: L’età di Tamerlano

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Nuovo appuntamento con TURCICA. Tamerlano è stato probabilmente l’ultimo grande condottiero del mondo pre-moderno. La sua irruzione nella storia mondiale fu un vero e proprio terremoto, che sconvolse l’ordine geo-politico dell’Eurasia e lasciò in eredità un mondo trasformato. L’impero che egli creò fu in verità effimero, ma per tutti i paesi coinvolti nelle sue campagne militari e nelle sue strategie politiche – dalla Russia fino alle Indie e dalla Georgia fino all'Afghanistan – la storia si divide in un prima e un dopo rispetto alla passaggio di Tamerlano.

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RESISTENZE: Eusebio Giambone, tornitore torinese

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Con Eusebio Giambone, tornitore, concludiamo la rubrica "Resistenze". Abbiamo scelto un italiano, un piemontese, malgrado scopo della rubrica fosse pubblicare le lettere dei condannati a morte dell'est Europa. La lettera alla figlia è una lettera a noi tutti, figli di quei caduti polacchi, jugoslavi, albanesi, cecoslovacchi, e -naturalmente - italiani. Questi ultimi possiamo andarli a trovare il prossimo 25 aprile. Eusebio Giambone è stato fucilato alle carceri Nuove di Torino, se vorrete passare a salutarlo lo troverete ancora lì, insieme a tutti gli altri morti perché viva l'Italia, per la giustizia e per la libertà

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RESISTENZE: Leone Ginzburg, professore universitario

Lettere dei condannati a morte

Leone Ginzburg, professore e intellettuale, nasce a Odessa (Ucraina) il 4 aprile 1909. Trasferitosi in Italia è tra i fondatori della casa editrice Einaudi. Aderisce a Giustizia e Libertà. Arrestato per attività antifascista nella Roma occupata dai tedeschi, muore per le torture naziste nel carcere di Regina Coeli.

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TURCICA: I primi ottomani

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In Anatolia, il collasso dell’impero selgiuchide portò alla formazione di svariate signorie turcomanne, a cui ci si riferisce con il termine di “beilicati” (da beylik, che in turco significa appunto “signoria”). Nella situazione di caos che si era venuta a creare, il sultano di Rum – che era rimasto formalmente ...

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RESISTENZE: Partigiano ignoto sovietico

Lettere dei condannati a morte

La presenza di partigiani sovietici in Italia settentrionale fu cospicua. Si trattava perlopiù di prigionieri di guerra evasi dopo l'otto settembre 1943. Partigiani ignoti, caduti lontano da casa, che non hanno lasciato lettere. Pubblichiamo allora i pochi nomi - o parte di essi - tra quelli noti. Un elenco che va letto come una poesia.

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TURCICA: L’età dei “tartari”

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Nuovo appuntamento con TURCICA. Il periodo storico cominciato con la fondazione dell'impero selgiuchide, e culminato con le grandi invasioni mongole del XIII secolo, segnò l'apogeo dei nomadi eurasiatici. In Anatolia e nel Caucaso i turcomanni si scrollarono di dosso l'egemonia delle élites persianizzate e diedero inizio a una nuova stagione culturale e politica.

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TURCICA: I selgiuchidi

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Appuntamento settimanale con TURCICA. I selgiuchidi furono il primo grande impero turco-islamico. Conquistarono la Persia e occuparono l'Anatolia, per ergersi ad arbitri del mondo musulmano come difensori del sunnismo e del Califfato. Cambiarono per sempre la storia dei turchi e dell'Islam.

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TURCICA: Oghuz e cumani, stirpi predestinate

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Gli oghuz e i cumani, gruppi turcofoni marginali e minori fino a all'anno mille, erano destinati a imporsi come i principali protagonisti della storia turca nel basso Medioevo. Nella cultura di questi due popoli affondarono le proproprie radici alcuni dei maggiori imperi dei secoli seguenti, come gli ottomani e l'Orda d'Oro. Ancora oggi, gran parte dei popoli turcofoni sono gli eredi più o meno diretti dei cumani e degli oghuz.

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TURCICA: I turchi d’Europa nell’Alto Medioevo

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Appuntamento settimanale con TURCICA. Le popolazioni turcofone della steppa furono una presenza costante per tutta la storia dell'Europa medievale. Nelle pianure dell’Europa centro-orientale l’eredità nomade degli unni fu accolta dagli àvari e dai bulgari. Più a est, tra il Caucaso e la steppa russa, i cazari diedero vita a una civiltà sviluppata e a un impero potente, la cui classe dirigente abbracciava l'ebraismo.

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RESISTENZE: Manesh Alimani, studente albanese

Lettere dei condannati a morte

Nuovo appuntamento con la rubrica "Resistenze", nella quale si pubblicano le lettere dei condannati a morte della resistenza est-europea al nazifascismo. Oggi si parlerà di Manesh Alimani, uno studente albanese morto a 20 anni a seguito delle continue e violente torture praticategli dalla Gestapo.

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TURCICA: Gli uiguri, filosofi della steppa

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Appuntamento settimanale con TURCICA. Caso singolare tra gli antichi popoli della steppa, gli uiguri non furono grandi conquistatori e guerrieri implacabili. La loro grande importanza storica è di ordine culturale. Nell’altopiano mongolo e nelle oasi della Cina nord-occidentale essi svilupparono infatti una splendida e raffinatissima civiltà, capace di assimilare le più varie influenze culturali e religiose.

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RESISTENZE: Frank Mernik, contadino jugoslavo

Lettere dei condannati a morte

"Resistenze", la rubrica che ci propone le lettere dei condannati a morte della resistenza dell'est Europa, ci racconta oggi di Frank Mernik, contadino di 36 anni. Arrestato nel marzo del 1944 per aver dato assistenza a dei partigiani, fu tenuto prigioniero nelle carceri di Maribor, in Slovenia, torturato e fucilato il 16 giugno del 1944.

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RESISTENZE: Ignoto sudeto

Lettere dei condannati a morte

La rubrica "Resistenze", che vi proporrà settimanalmente le lettere dei condannati a morte della resistenza dell'est Europa, oggi vi mostra il messaggio di un ignoto sudeto, scritto in tedesco. Un inno alla pace e all'antinazismo proprio da quelle persone che Hitler sosteneva di difendere in nome del pangermanesimo.

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TURCICA: L’impero dei “turchi celesti”

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All'inizio del Medioevo le popolazioni turcofone, malgrado la loro grande vitalità, mancavano ancora di un nome e di un'identità comune in cui riconoscersi. Attorno alle metà del VI sec. la confederazione tribale chiamata "türk" riuscì a unificare la maggioranza delle genti turche e a creare il più grande impero che le steppe avessero visto fino a quel momento. Fu così che tutte le genti di lingua e cultura turca presero il loro nome. I loro imperatori credevano di avere un'origine divina e si facevano chiamare "turchi celesti".

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RESISTENZE: Kostantinos Sirbas, barbiere greco

Lettere dei condannati a morte

Si torna in Grecia con la rubrica "Resistenze", che ci racconterà fino al 25 aprile le lettere dei condannati a morte della resistenza nell'Est Europa. Oggi si parlerà del triste epilogo di Kostantinos Sirbas, impiccato a 22 anni, la cui condanna è stata ripetuta più volte a causa della rottura del cavo. Viene fatto prigioniero durante uno scontro armato con un gruppo di tedeschi, dove 8 soldati nazisti furono uccisi.

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TURCICA: Gli unni tra storia e leggenda

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Secondo appuntamento con TURCICA. Attorno alla metà del IV sec. d.C. un popolo di guerrieri nomadi irruppe improvvisamente nella storia europea. Il mondo li avrebbe conosciuti con il nome di unni. Attila, il loro più importante condottiero, è uno dei personaggi più famosi nella storia dell'umanità. Eppure molti aspetti di questo popolo rimangono avvolti nel mistero. Da dove provenivano gli unni? Erano davvero proto-turchi? La leggenda nera che li avvolge ha un reale fondamento storico?

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RESISTENZE: Vojo Rajnatović, studente jugoslavo

Lettere dei condannati a morte

Nuovo appuntamento con la rubrica "Resistenze", nella quale si pubblicano le lettere dei condannati a morte della resistenza est-europea al nazifascismo. Oggi è la volta di Vojo Rajnatović, montenegrino di 26 anni e membro del Partito Comunista. Fatto prigioniero nel'aprile del 1942 a Cetinje a seguito di delazione, è stato fucilato il 18 giugno dello stesso anno a Humce.

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La tragedia delle foibe e il nazionalismo italico. Una memoria selettiva?

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E' di nuovo tempo di parlar di foibe, ma agli italiani non viene raccontata tutta la verità. La retorica nazionalista oblitera e omette di narrare la vicenda per intero, mancando di inserirla nel suo contesto storico. Così la tragedia delle foibe diventa oggetto del dibattito politico, piegata dalle opposte ideologie, e la verità storica si perde. Tentiamo allora di ricostruire i fatti sotto una piena luce, senza piegarci alle verità di parte ...

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TURCICA: Gli xiongnu e le origini della civiltà turca

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Primo appuntamento con TURCICA, la rubrica di EJ dedicata alla storia dei turchi. Le origini della civiltà turca sono antichissime e in gran parte avvolte nella leggenda. L'unico dato certo è che, attorno alla metà del primo millennio a.C., misteriose tribù provenienti dalla foreste siberiane cominciarono a formare grandi confederazioni nomadi a nord della Cina.

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TURCICA: I turchi nella storia. Una nuova rubrica di East Journal

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Nuovo appuntamento settimanale con TURCICA, la rubrica dedicata alla storia dei turchi. Il nostro Carlo Pallard ci accompagnerà in una storia scritta attraverso i secoli da guerrieri e mercanti, e i cui protagonisti portano nomi altisonanti che appartengono alla leggenda – Attila, Tamerlano, Solimano... – e hanno segnato indelebilmente la storia dell’Europa e dell’Asia.

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STORIA: Cantori e cantici della Grande Guerra

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La Grande guerra non si svolse solo sui campi di battaglia. Altrettanto importanti furono le redazioni dei giornali, le scrivanie degli intellettuali, gli appelli. Tutte le nazioni belligeranti arruolarono i propri intellettuali in quella che è stata ugualmente chiamata nelle diverse lingue “guerra degli intelletti”.

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RESISTENZE: Lidija Šuput, impiegata di banca jugoslava

Lettere dei condannati a morte

Inizia con gli ultimi momenti di vita di Lidija Šuput, impegata bancaria jugoslava, la rubrica "Resistenze". Lidija, giovane donna, incinta, staffetta partigiana, viene arrestata a Belgrado il 19 febbraio 1943, torturata e condannata a morte. La fucilazione avverrà dopo la nascita della bambina, Vesna. Una toccante testimonianza della forza dei deboli.

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“Resistenze”, fino al 25 aprile una nuova rubrica sulla resistenza europea

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East Journal inaugura una nuova rubrica nella quale si pubblicheranno alcune delle lettere dei condannati a morte della resistenza europea, in particolare dell'Europa centro-orientale, e che accompagnerà i lettori fino al 25 aprile, giorno della Liberazione. Un percorso anti-retorico ed anti-eroico, senza agiografie, all'interno della lotta di resistenza. Un modo per specchiarci nella storia e vedere cosa eravamo e cosa siamo.

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Il silenzio apparente dei luoghi. Scatti da Tannenberg

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Quale memoria è legata ad un luogo? È quello che si è chiesto il fotografo Eric Pawlitzky con il suo ultimo progetto “E tutto è scomparso – Luoghi della Prima Guerra Mondiale in Polonia”. Armato di mappe, documenti storici, macchina fotografica e testimonianze ha intrapreso un viaggio temporale nell'ex Prussia Orientale, ricostruendo le tappe della famosa battaglia di Tannenberg del 1914, la prima grande battaglia di movimento sul fronte orientale. La vittoria delle truppe di von Hindenburg su quelle zariste ha fatto inneggiare ad una “rivincita” sulla storia, formando parte della mitologia miltirare tedesca pre-nazionalsocialismo.

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TURCHIA: Le origini storiche della “questione curda”

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Le radici della questione curda, di grande attualità negli ultimi mesi, vanno rintracciate nel complicato contesto in cui lo stato nazionale turco sorse dalle ceneri dell'impero ottomano. Alla base del rapporto conflittuale tra la minoranza curda e il resto del paese vi è una profonda alterità culturale, mai del tutto affrontata e spesso volutamente occultata.

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La cortina e l’antenna. La televisione nell’Europa socialista

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Che ruolo ha avuto la televisione durante i regimi comunisti dell’Europa orientale? Quali sono state le sue caratteristiche principali in termini di contenuti, linguaggi, flussi di distribuzione? E quali le affinità e le differenze all’interno dei singoli Paesi? Ricostruire la vicenda storica della televisione nei Paesi (ex) socialisti è un’operazione che può contribuire a superare alcuni equivoci di fondo che hanno accompagnato l’analisi e la rappresentazione del blocco sovietico da parte dell’Occidente nel corso degli anni.

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LETTONIA: Quando i lettoni si presero Riga

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Il 28 giugno del 1873 dalla Rīgas Latviešu Biedrība partiva il corteo del concerto finale del I Dziesmu svētki, che si svolse in Viesturdārzs, all’epoca Ķeizardārzs, il primo parco pubblico di Riga. Per i baltici tedeschi iniziava il lento declino della loro supremazia in città.

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STORIA: Il secondo dopoguerra e la sovietizzazione in Europa centro-orientale

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Nella storiografia contemporanea è ancora molto acceso il dibattito sui caratteri della politica estera sovietica, soprattutto per quando riguarda il periodo immediatamente precedente l’inizio e quello immediatamente successivo la fine della Seconda guerra mondiale. Il famoso patto Molotov-Ribbentrop fu molto di più di quello che i sovietici ammettevano. Nei protocolli ...

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STORIA: L'eccidio di Porzûs, la Resistenza spezzata

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Diciassette partigiani, membri delle Brigate Osoppo, furono fucilati da altri partigiani, in prevalenza garibaldini, nei pressi dell’alpeggio di Porzûs, in Friuli. E’ forse l’evento più controverso di tutta la guerra partigiana combattuta sul suolo italiano e, ancora oggi, è motivo di scontro e strumentalizzazioni politiche. La guerra partigiana ha visto tragedie ...

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Il ricordo diviso in due. Di foibe ed altre memorie

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Ogni anno a febbraio finisco per far parte di quella minuscola schiera di specialisti di “confine orientale, foibe, esodo” richiesti in varie parti d’Italia per lezioni, incontri, conferenze. La sensazione che ne traggo è sempre più sconfortante, per molte ragioni. Dieci anni fa, quando venne celebrato per la prima volta ...

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Il novecento e la nascita delle dittature

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Tra i fattori che condussero i totalitarismi al centro della scena politica e culturale europea dei primi decenni del Novecento troviamo il radicalismo anti-borghese degli intellettuali e il successivo ruolo dei reduci. Gli intellettuali svolsero una quotidiana azione di delegittimazione delle istituzioni della società: Stato di diritto, democrazia parlamentare, economia ...

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STORIA: Il Novecento e lo splendore delle masse

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Una delle caratteristiche peculiari che gli storici riconoscono alla Prima guerra mondiale è di essere l’espressione della massificazione della società. Oltre che una guerra industriale, nella quale si fronteggiavano come mai prima le risorse produttive e tecnologiche delle potenze belligeranti, essa fu una guerra fordista, che mise al centro delle ...

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Era un giorno di novembre. La nascita della Jugoslavia socialista, il "paradiso" dei popoli

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Nel cuore della Bosnia-Erzegovina, arroccata tra le montagne, sorge una piccola cittadina di nome Jajce. Questa città, il cui nome significa letteralmente “ovetto”, ed è storicamente conosciuta anche come “la Dubrovnik continentale”, è stata teatro di uno dei più rilevanti momenti storici della penisola balcanica. Il 29 novembre di 71 anni ...

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Gavrilo Princip, storia di un "eroe europeo"

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«Le nostre ombre cammineranno per Vienna, vagheranno per la corte, spaventeranno la signoria» Queste parole vennero ritrovate incise nelle pareti della cella di Terezin, Repubblica Ceca, dove Gavrilo Princip stava scontando la pena per l’assassinio dell’erede al trono austro-ungarico Francesco Ferdinando e di sua moglie Sofia. Quella stessa cella diventerà ...

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La guerrà che cambio l’Europa

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Il 28 giugno di cento anni fa non iniziò la Prima guerra mondiale, nonostante questa data segni per convenzione l’avvio del conflitto, in quel giorno iniziò la fine dell’Europa sino ad allora conosciuta. Un’Europa che si considerava, più o meno oggettivamente, il centro del mondo ma soprattutto della cultura e ...

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La Russia sovietica vista dall'Italia fascista

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Il fascismo italiano ha avuto diverse anime e diversi nemici dichiarati. Contrariamente a quanto si possa pensare, il principale fu indubbiamente l’americanismo e non invece il bolscevismo. Nel corso degli anni i lavori dello storico Giorgio Petracchi ci hanno fornito importanti informazioni e accurate ricostruzioni di quella particolare vicenda costituita dai ...

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STORIA: Slobodan Milošević cercò di rivitalizzare il socialismo reale attraverso il nazionalpopulismo

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Una versione in inglese dello stesso articolo è stata pubblicata qui Nel corso degli ultimi venti anni circa, la letteratura accademica e non solo, ci ha spiegato come le guerre jugoslave, negli anni ’90 del secolo scorso, furono il prodotto delle scelte dell’élite politica serba che, all’improvviso, da socialista divenne ...

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Futurismo italiano e futurismo russo

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È un fatto incontrovertibile. Quando il 20 febbraio 1909 il quotidiano parigino Le Figaro pubblicò in prima pagina il manifesto di fondazione del futurismo, il panorama dell’arte cambiò drasticamente. Certo vi erano già stati segnali “forti” di cambiamento, come l’espressionismo e il cubismo, ma niente che avesse a che vedere con ...

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L'avanguardia russa contro l'anima dell'Occidente

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Я совсем не европеец. Эврика” [Io non sono per niente europea. Evrika] Così diceva Natal’ya Goncharova nel 1911, celebrando la sua non-europeità e, implicitamente la sua russità. Il suo atteggiamento verso l’Occidente è ben noto. Il 12 febbraio del 1912, parlando del cubismo, nel dibattito organizzato al Museo Politecnico (esattamente ...

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Ricordando Jan Palach

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di Gianluca Ruotolo Il giorno 16 gennaio 1969, in piazza San Venceslao a Praga, lo studente ventenne Jan Palach si diede fuoco per protestare contro l’invasione sovietica della Cecoslovacchia e contro la repressione. La sua agonia atroce durò per tre giorni, fino al 19 gennaio quando morì. Il suo gesto ebbe una risonanza ...

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CIPRO: A cinquant’anni dal Natale di sangue

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di Loucas Charalambous (trad. Davide Denti) Pubblichiamo la traduzione dell’editoriale del Cyprus Mail del 23 dicembre 2013, intitolato “Cinquant’anni dopo, ancora non accettiamo ciò che abbiamo fatto nel 1963”. Il 21-22 dicembre 1963, fino a 133 turco-ciprioti vennero uccisi dai greco-ciprioti in quello che divenne noto come il Natale di sangue. Circa 25.000 turco-ciprioti, un ...

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