CULTURA

E’ vero, siamo putiniani

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È bene ammetterlo ormai: è vero, siamo putiniani. Tutti putiniani. Anche prima che Vladimir Putin (dio l'abbia in gloria) nascesse, noi lo eravamo già, pur non essendo ancora nati noi. Perché Putin è grande e East Journal è il suo profeta.

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CULTURA: Trionfo agli Oscar per i White Helmets siriani e Il Cliente di Farhadi

LTURA: Trionfo agli Oscar per i White Helmets siriani e Il Cliente di Farhadi

The White Helmets è il miglior cortometraggio documentario degli Oscar 2017. Racconta la storia dei caschi bianchi, organizzazione umanitaria che dal 2013 svolge un importante ruolo di soccorso in Siria. In concorso anche Watani: my homeland, l'epopea in breve di una fuga dalla guerra siriana fino in Germania. Anche l'Iran viene premiato a Los Angeles: il film di Asghar Farhadi, Il Cliente, vince il premio come miglior film straniero.

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ROMANIA: Due poeti bohémienne e le sirene del Mar Nero

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Agli inizi del Novecento, due amici e poeti romeni, appena tornati in Romania dalla Francia, cercano rifugio a Costanza, sul mar Nero. Porto in rapida crescita, in quegli anni Costanza è un luogo di contatto tra Oriente e Occidente. Il mare affascina e seduce Ion Minulescu e Dimitrie Anghel, poeti simbolisti e decadenti, tanto da essere reso protagonista di alcune loro poesie.

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Transnistria: parabola di convivenza nel documentario di Steffi Wurster

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Il documentario "Posto di guardia N. 6" della scenografa e videomaker Steffi Wurster racconta la quotidinità a Molovata Noua, la zona cuscinetto tra il piccolo stato de facto della Transnistria e la Moldavia. Soldati russi, moldavi e della repubblica indipendentista compongono la missione di peacekeeping in loco. Situazione modello di convivenza pacifica?

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CULTURA: Il mondo in bianco e nero di Pamuk

CULTURA: Il mondo in bianco e nero di Pamuk

È uscito in libreria per i tipi di Einaudi l'ultimo romanzo del premio Nobel per la Letteratura Orhan Pamuk: La donna dai capelli rossi. Una storia di amore, morte e gelosia. Di luci e ombre, ma soprattutto di bianchi e neri. Un solo colore sopravvive alla malinconia e alla mestizia della trama: il rosso dei capelli della bella attrice incontrata in un teatro di periferia

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La fine dell’URSS e la tradizione malinconica della sinistra

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Il 25 dicembre di venticinque anni fa, in sordina e senza rimpianti, veniva ammainata dal pennone del Cremlino la bandiera rossa con la falce ed il martello. Oggi della sinistra - anticapitalista, antiburocratica, anticoloniale - resta solo la malinconia, segno della sconfitta. Ma è nella sconfitta "che l’esperienza rivoluzionaria si trasmette da una generazione all’altra”.

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CROAZIA: La Costituzione di Natale

Costituzione di Natale

Il Natale secondo East Journal. Nel dicembre del 1990 venne promulgata la Costituzione di Natale croata: con essa Franjo Tuđman istituzionalizzò lo scontro con la minoranza serba, aprì le porte alla guerra in Croazia, e, infine, permise alla leadership nazionalista dell'HDZ di raggiungere l'indipendenza e di assicurarsi a lungo il potere.

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Fantasmi e diavolerie natalizie di Pëtr Il’ič Čajkovskij

By A. Benois - http://www.nga.gov/content/dam/ngaweb/features/slideshows/Diaghilev/3413-272_ppt.jpg, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=27672705

A causa delle fama dei suoi balletti la musica di Čajkovskij viene troppo spesso banalizzata e resa innocua da messe in scene rassicuranti per il grande pubblico. Artista tormentato e complesso, Čajkovskij ci regala due lavori, l'opera Gli stivaletti e il balletto Lo schiaccianoci, immersi in un'atmosfera natalizia misteriosa, gotica e fantastica: in particolare nello Schiaccianoci, l'ultimo balletto del compositore russo, il pessimismo e il potenziale angoscioso dell'autore si insinuano in modo sottile in quella che sembrerebbe una fiaba natalizia per bambini.

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POLONIA: Il magico panorama di Racławice

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Nel 1794 le truppe polacche del generale Kościuszko sconfiggono gli invasori russi. Una vittoria improbabile, che, diventando subito leggendaria, viene celebrata da un dipinto eccezionale: il Panorama di Racławice. Storia di una tela che, dopo varie peripezie, è arrivata a Wrocław, capitale della cultura europea 2016.

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REPORTAGE: Pankisi, la valle di mujaheddin

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In versione e-book, il nostro lavoro sulla Valle dei Pankisi realizzato con il contributo dei lettori di East Journal. Un racconto che affronta i nodi del fondamentalismo islamico - che dal Pankisi si allunga alla Siria, all'ISIS, e al terrorismo internazionale - e che coniuga diversi linguaggi e approcci: storia, reportage, geopolitica e fotografia. Un testo breve e agile per sapere tutto quel che c'è da sapere sul Pankisi e sui ceceni del Caucaso.

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Il Donbass spiegato dallo scrittore Serhij Žadan

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Dal 14 al 18 settembre si è tenuto a Pordenone il festival letterario “Pordenonelegge”. Come ogni anno tra gli autori stranieri invitati hanno presenziato personaggi importanti, rappresentanti di realtà legate all'attualità politica, sociale ed economica mondiale. Per East Journal abbiamo incontrato l'ucraino Serhij Žadan e il turco Burhan Sönmez.

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SIRIA: La guerra e l’ibis eremita. Intervista al biologo Gianluca Serra

SIRIA: La guerra e l'ibis eremita. Intervista a Gianluca Serra

Palmira, Siria. Lì nidificava l'ultima colonia di ibis eremita di tutto il Medio Oriente. Per 10 anni il biologo conservazionista Gianluca Serra ha tentato di salvare i 7 esemplari che restavano. Poi la guerra, la sua squadra divisa tra regime e ribelli, le difficoltà di proseguire. Tanti i fili che si intrecciano. Serra li racconta in "Salam è tornata", in uscita a settembre per Exòrma

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STORIA: I dimenticati ad est. L’Olocausto in Transnistria degli ebrei di Romania troppe volte negato.

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Durante la Seconda guerra mondiale, circa 300.000 ebrei vennero uccisi dalle autorità romene, la maggior parte di loro trovarono la morte nei campi di sterminio di Bogdanovka, in Transnistria, una regione a est del Nistro, all’epoca sotto amministrazione romena. Il Comunismo per quarant’anni ha negato le responsabilità dei romeni nel genocidio degli ebrei, accusando delle deportazioni in Transnistria gli invasori tedeschi e ungheresi. Solo negli ultimi quindici anni, grazie alla Commissione sull’Olocausto in Romania, istituita da Elie Wiesel, il governo romeno ha intrapreso il cammino della responsabilità storica nei confronti degli ebrei e dell’Olocausto.

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Addio al regista iraniano Kiarostami. Niente più sapore di ciliegia

Addio a Kiarostami. Niente più sapore di ciliegia

«Un’opera d’arte non esiste al di là della percezione del pubblico»: era uno dei mantra di Abbas Kiarostami, regista e poeta iraniano, spentosi il 4 luglio scorso a Parigi. Di certo, però, un’opera d’arte continua a vivere anche quando il suo creatore non c’è più. È quello che accade anche all’enorme eredità cinematografica e poetica del maestro iraniano

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RECENSIONE: Il bambino nella neve

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Il bambino nella neve di Włodek Goldkorn fotografie di Neige De Benedetti Feltrinelli, Milano 2016 pp. 202, euro 16.00 Chi sia il bambino nella neve del titolo lo si comprende fin dalla prima mezza pagina, capitolo numero zero, esergo necessario quanto spiazzante del densissimo libro di memorie di Włodek Goldkorn, ...

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TURCICA: Il mondo turco all’alba del terzo millennio

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Ultimo appuntamento con TURCICA. Nonostante le numerose difficoltà di ordine politico ed economico, la situazione del mondo turco all'inizio del XXI secolo è molto più positiva di quanto si potesse immaginare un secolo prima. Oggi esistono sei stati turchi indipendenti, le lingue di ceppo turco sono parlate da 200 milioni di persone e la cultura turca è più vitale che mai.

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TURCICA: La Turchia repubblicana nel ‘900

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Appuntamento settimanale con TURCICA. La Turchia repubblicana riuscì nel '900 a consolidare le riforme di Atatürk e mantenere la propria unità e indipendenza. La democrazia turca ebbe però una storia difficile e travagliata, segnata da quattro colpi di stato in mezzo secolo e da una cronica instabilità politica ed economica.

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TURCICA: I turchi d’Eurasia dallo zarismo all’età sovietica

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Nuovo appuntamento con TURCICA. Tra il XVII e il XIX secolo, le popolazioni turcofone dell'Europa orientale e dell'Asia centrale furono tutte progressivamente assorbite dall'impero russo. La vita dei turchi nell'età zarista non fu facile, benché nell'800 una parte della loro classe dirigente e intellettuale riuscisse ad emanciparsi e inserirsi nell'alta società russa. L'era sovietica, malgrado le speranze iniziali, vide la loro situazione peggiorare ulteriormente.

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SIRIA: L’architettura secondo Khaled Malas, atto di resistenza creativa

L'architettura secondo Khaled Malas: atto di resistenza creativa

Qual è il ruolo di un architetto in tempo di guerra? Se lo domanda il giovane siriano Khaled Malas che vive il proprio mestiere come una missione civile. Le sue opere, presentate nell'ambito di manifestazioni artistiche interazionali quali la Biennale di Venezia di architettura e la Biennale di Marrakesh, uniscono azione diretta, stretta collaborazione con la comunità locale e accurata ricerca storica. Per sopperire da un lato a bisogni primari, e per raccontare dall'altro le dinamiche di potere nel mondo arabo contemporaneo.

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TURCICA: La Turchia da impero a nazione

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Appuntamento settimanale con TURCICA: La disfatta subita dai Giovani Turchi nella Prima Guerra Mondiale lasciò l'impero ottomano in una situazione di caos e di umiliante subordinazione alle draconiane imposizioni dei vincitori. Mustafa Kemal - il futuro Atatürk - si pose alla testa di un movimento nazionalista che riscattò l'onore del paese e fondò la moderna Turchia sulle ceneri del defunto impero.

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TURCICA: Crisi e riforme nel tardo impero ottomano

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Nuovo appuntamento con TURCICA. Il XIX secolo ottomano può essere riassunto in un complicato e contraddittorio processo di modernizzazione – che di fatto consistette in un’occidentalizzazione – e nelle resistenze che questo processo inevitabilmente suscitò. Tutto il secolo fu caraterizzato da una lunga guerra sotterranea tra la due contrapposte fazioni dei progressisti e dei conservatori, dietro alle quali si celavano spesso concreti interessi politici ed economici.

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TURCICA: Il mondo turco tra stagnazione e declino

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Appuntamento settimanale con TURCICA. A metà del XVI secolo la civiltà turca aveva raggiunto il suo massimo splendore. Le dinastie turche governavano su gran parte dell’Europa e dell'Asia. Eppure già allora cominciavano a palesarsi le prime crepe. Nei 150 anni successivi si manifestarono i segni di un inarrestabile declino che investì in modo sempre più evidente tutti gli imperi fondati dai turchi.

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PARTIZANI – La Resistenza italiana in Montenegro

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Ventimila soldati dell'esercito italiano d'occupazione si unirono, tra il 1943 e il 1945, alla resistenza jugoslava sulle montagne del Montenegro. Più della metà di loro morirono da partigiani. Di questo sacrificio dimenticato della nostra Resistenza oltreconfine si occupa il docufilm “PARTIZANI – La Resistenza italiana in Montenegro”, presentato dall'autore Eric Gobetti questa settimana a Roma

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TURCICA: I safavidi d’Iran

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Nuovo appuntamento con TURCICA. I safavidi, a differenza delle altre dinastie di origine turca, non erano espressione di una tribù, ma di un movimento religioso. Agli inizi del XVI secolo conquistarono l'Iran e lo convertirono allo sciismo, con conseguenze molto importanti sulla storia di tutto il mondo islamico. Originariamente fondato su una base sociale e politica turcomanna, il loro impero si iranizzò progressivamente fino a diventare più persiano che turco.

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L’Eurasia di Slavs and Tatars. Arte, umorismo e laboratorio di ricerca

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Il collettivo artistico Slavs and Tatars nasce con l'obiettivo di raccontare “l'area ad est dell'ex Muro di Berlino e ad ovest della Grande Muraglia cinese, conosciuta come Eurasia”. Un approccio multidisciplinare, sincretico e connotato da grande umorismo, mette in luce trasformazioni politiche e transizioni di popoli, culture ed epoche diverse. Una selezione di opere per guidarci nel loro mondo.

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TURCICA: L’apogeo degli ottomani

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Nuovo appuntamento con TURCICA. Tra il XV e il XVII secolo l'impero ottomano raggiunse l'apice della sua potenza, arrivando a rappresentare la prima potenza mondiale per quasi tutta la prima età moderna. Gli ottomani rappresentarono probabilmente l'apogeo della civiltà turca, che mai aveva espresso un sistema politico così efficiente e una cultura tanto splendida.

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TURCICA: L’età di Tamerlano

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Nuovo appuntamento con TURCICA. Tamerlano è stato probabilmente l’ultimo grande condottiero del mondo pre-moderno. La sua irruzione nella storia mondiale fu un vero e proprio terremoto, che sconvolse l’ordine geo-politico dell’Eurasia e lasciò in eredità un mondo trasformato. L’impero che egli creò fu in verità effimero, ma per tutti i paesi coinvolti nelle sue campagne militari e nelle sue strategie politiche – dalla Russia fino alle Indie e dalla Georgia fino all'Afghanistan – la storia si divide in un prima e un dopo rispetto alla passaggio di Tamerlano.

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RESISTENZE: Eusebio Giambone, tornitore torinese

Lettere dei condannati a morte

Con Eusebio Giambone, tornitore, concludiamo la rubrica "Resistenze". Abbiamo scelto un italiano, un piemontese, malgrado scopo della rubrica fosse pubblicare le lettere dei condannati a morte dell'est Europa. La lettera alla figlia è una lettera a noi tutti, figli di quei caduti polacchi, jugoslavi, albanesi, cecoslovacchi, e -naturalmente - italiani. Questi ultimi possiamo andarli a trovare il prossimo 25 aprile. Eusebio Giambone è stato fucilato alle carceri Nuove di Torino, se vorrete passare a salutarlo lo troverete ancora lì, insieme a tutti gli altri morti perché viva l'Italia, per la giustizia e per la libertà

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RESISTENZE: Leone Ginzburg, professore universitario

Lettere dei condannati a morte

Leone Ginzburg, professore e intellettuale, nasce a Odessa (Ucraina) il 4 aprile 1909. Trasferitosi in Italia è tra i fondatori della casa editrice Einaudi. Aderisce a Giustizia e Libertà. Arrestato per attività antifascista nella Roma occupata dai tedeschi, muore per le torture naziste nel carcere di Regina Coeli.

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TURCICA: I primi ottomani

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In Anatolia, il collasso dell’impero selgiuchide portò alla formazione di svariate signorie turcomanne, a cui ci si riferisce con il termine di “beilicati” (da beylik, che in turco significa appunto “signoria”). Nella situazione di caos che si era venuta a creare, il sultano di Rum – che era rimasto formalmente ...

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RESISTENZE: Partigiano ignoto sovietico

Lettere dei condannati a morte

La presenza di partigiani sovietici in Italia settentrionale fu cospicua. Si trattava perlopiù di prigionieri di guerra evasi dopo l'otto settembre 1943. Partigiani ignoti, caduti lontano da casa, che non hanno lasciato lettere. Pubblichiamo allora i pochi nomi - o parte di essi - tra quelli noti. Un elenco che va letto come una poesia.

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TURCICA: L’età dei “tartari”

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Nuovo appuntamento con TURCICA. Il periodo storico cominciato con la fondazione dell'impero selgiuchide, e culminato con le grandi invasioni mongole del XIII secolo, segnò l'apogeo dei nomadi eurasiatici. In Anatolia e nel Caucaso i turcomanni si scrollarono di dosso l'egemonia delle élites persianizzate e diedero inizio a una nuova stagione culturale e politica.

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TURCICA: I selgiuchidi

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Appuntamento settimanale con TURCICA. I selgiuchidi furono il primo grande impero turco-islamico. Conquistarono la Persia e occuparono l'Anatolia, per ergersi ad arbitri del mondo musulmano come difensori del sunnismo e del Califfato. Cambiarono per sempre la storia dei turchi e dell'Islam.

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Amo gli albanesi

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E' ora di fare coming out, lo dico e lo confermo, io amo gli albanesi. Perché sono come noi, ma meglio di noi. Sono coraggiosi, tenaci, intelligenti, e sono i migliori italiani che abbia mai conosciuto. Italiani sì, ma non solo italiani. Sono qualcosa di più, e ci hanno insegnato che l'immigrazione non è un male.

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Bernard Crusell, il clarinettista del Baltico

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Crusell non è stato soltanto il primo grande musicista finlandese, ma anche un uomo dotato di una profonda cultura cosmopolita nella Stoccolma dei primi dell'Ottocento. Pur fedele alle sue radici etniche finniche, Crusell ha contribuito alla creazione di una tradizione di musica classica svedese componendo concerti, opere e traducendo in svedese i libretti d'opera italiana. Una figura tipica della sua epoca in un'Europa in cui il risveglio delle coscienze nazionali si unisce a un profondo dialogo inter-europeo.

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TURCICA: Oghuz e cumani, stirpi predestinate

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Gli oghuz e i cumani, gruppi turcofoni marginali e minori fino a all'anno mille, erano destinati a imporsi come i principali protagonisti della storia turca nel basso Medioevo. Nella cultura di questi due popoli affondarono le proproprie radici alcuni dei maggiori imperi dei secoli seguenti, come gli ottomani e l'Orda d'Oro. Ancora oggi, gran parte dei popoli turcofoni sono gli eredi più o meno diretti dei cumani e degli oghuz.

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