BALCANI

CROAZIA: Da piazza Tito a Jasenovac, la storia si riscrive ogni legislatura

Piazza Maresciallo Tito

Nel giro di pochi giorni, piazza Maresciallo Tito scompare dal centro di Zagabria e una targa recante il saluto ustascia "za dom spremni" viene spostata da Jasenovac, dove era stata provocatoriamente apposta nei pressi del luogo dove sorgeva il campo di concentramento collaborazionista. Cosa hanno in comune questi due eventi? Uno stato con una storia nazionale ancora da fissare, abusata da una classe politica che la usa come merce di scambio per accordi di coalizione.

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Arte o apologia del totalitarismo? Il controverso caso della Neue Slowenische Kunst

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In tempi in cui gli spettri del nazionalismo, della destra radicale e di muri fisici e mentali si aggirano per il mondo, le controverse performance artistico-musicali degli sloveni Leibach e i passaporti di uno stato senza territorio con cittadini in ogni parte del mondo mettono in guardia da pericolosi eterni ritorni. La Neue Slowenische Kunst a distanza di oltre trent’anni dalla sua creazione esorcizza ancora vecchi e nuovi totalitarismi.

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BALCANI: Dopo il summit di Trieste, qual è il destino del processo di Berlino?

summit di Trieste

Il 12 luglio, a Trieste, si è tenuto sotto presidenza italiana il quarto summit del processo di Berlino. L'iniziativa avviata nel 2014 dalla Germania per sostenere il cammino europeo degli stati dei Balcani occidentali. Al vertice tra i capi di stato sono stati affiancati del tempo diverse altre iniziative rendendo complicato cogliere i successi del vertice. Qui un approfondimento di quelle giornate.

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CROAZIA: Il dilemma della canonizzazione di Stepinac, il “santo” degli ustascia

Stepinac

Alojzije Stepinac è considerato un santo e "martire del comunismo" dal nazionalismo croato, un collaborazionista ustascia e "mandate di genocidio" per quello serbo. La commissione d'inchiesta mista istituita da Papa Francesco ha terminato i suoi lavori senza raggiungere un parere certo e condiviso. Beatificato in una celebrazione solenne nel 1998 da Papa Wojtyla, è ancora in attesa della canonizzazione a causa degli aspetti oscuri che circondano la sua figura.

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Spomenik, sulle orme dei monumenti di Tito alla ricerca della Jugoslavia che resta

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Parlare di Spomenik, per chi vive dall’altra parte dell’Adriatico, è un po’ parlare di una banalità. Spomenik in effetti è una parola serbo-croata dal significato apparentemente chiaro, “monumento”. Riferita al contesto post-jugoslavo essa però assume una sfumatura differente, dato che con questo termine si intendono i giganteschi monumenti alla memoria della guerra ...

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CROAZIA: In settemila festeggiano Tito, ma la destra non ci sta

Tito

Il 27 maggio scorso circa 7000 persone si sono recati a Kumrovec nella Croazia settentrionale, per celebrare i 125 anni dalla nascita di Tito. L'estrema destra croata però non ci sta e chiede a governo e polizia di impedire gli eventi in cui è presente la simbologia jugoslava. In Croazia il simbolismo legato a vecchi regimi non è certo una prerogativa dei nostalgici di Tito, anzi.

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BALCANI: Verso il vertice di Trieste. Un mercato comune aspettando l’Europa?

processo di Berlino

Il summit annuale del processo di Berlino che riunisce i maggiori attori europei, i governi e la società civile dei Balcani occidentali si terrà quest'anno a Trieste il 12 luglio sotto presidenza italiana. I sei paesi dei Balcani occidentali e i gli sponsor europei intendono rilanciare l'integrazione europea dei Balcani attraverso la creazione di un'area economica comune nella regione, così da favorire cooperazione, comunicazione trans-frontaliera e sviluppo economico.

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ALBANIA: L’importanza della “besa” e i precetti del Kanun

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La Besa è uno dei principi cardini del Kanun e ha sempre rivestito un ruolo importante nella società albanese. E' un termine che potrebbe essere tradotto in 'parola d'onore' o 'promessa' o 'parola data', ma resta strettamente legato al contesto all'interno del quale è nato e si è diffuso. La besa, insieme al principio della sacralità dell'ospite, alla rivendicazione di una vendetta di sangue in caso di omicidio e all'idea di famiglia clanica e patriarcale, rappresenta uno dei principi cardine del Kanun. Per gli albanesi ha un significato molto preciso: non si tratta di una semplice promessa, ma piuttosto di una garanzia di veridicità.

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BOSNIA: Il mito dei bogomili

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A fine 2016 è venuto a mancare Dubravko Lovrenović, professore di storia dell'università di Sarajevo. Lo ricordiamo con la traduzione di un suo saggio sulla questione dei bogomili, presunti eretici medievali divenuti a fino ottocento parte del mito fondativo della Bosnia moderna.

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Il razzismo slavofobo nella stampa italiana. Il Fatto quotidiano e gli altri

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Il caso del killer di Budrio ha scatenato la fantasia dei giornalisti sfociando, in alcuni casi, in un implicito e spesso inconsapevole razzismo antislavo. Un articolo apparso sul Fatto quotidiano, in cui si ritrovano teorie genetiche e razzistiche nei confronti degli slavi (e dei serbi, in particolare) offre l'occasione per una più ampia riflessione sulla qualità del nostro giornalismo.

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CINEMA: “Death in Sarajevo”. Chi ucciderebbe Gavrilo Princip, oggi?

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Arriva anche in Italia Death in Sarajevo, l’ultimo film di Denis Tanović, già Orso d’Argento e premio speciale della giuria al 66° festival internazionale di Berlino. Girato all’interno dell’iconico Holiday Inn di Sarajevo e ambientato in occasione del centenario dell’assassinio di Francesco Ferdinando, il film è un’allegoria che si concentra su “le paure esistenziali, ...

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KOSOVO: Uno stato senza nazione?

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Il 17 febbraio 2008 il parlamento di Pristina proclamava l'indipendenza kosovara. Nasceva così un nuovo stato, l'ultimo in Europa. Ma uno stato per quale nazione? Perché, laddove un'identità nazionale non c'è, essa va costruita - possibilmente in maniera inclusiva.

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CROAZIA: Il governo commissaria il colosso alimentare Agrokor

Agrokor

Il governo di Zagabria ha avviato il commissariamento straordinario del colosso alimentare Agrokor vicino al fallimento. Agrokor, che con un fatturato annuo di 6,5 miliardi di euro conta il 15% del PIL della Croazia, era a rischio insolvenza. Partite le indagini sulle possibili falsificazioni dei libri contabili, sembra che la situazione finanziaria dell'Agrokor non era adeguatamente monitorata. Intanto si defila l'ex-amministratore delegato, proprietario e uomo più ricco di Croazia Ivica Todorić.

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Sarajevo Rewind 2014>1914: sulla strada di Gavrilo Princip e Franz Ferdinand

Gavrilo Princip e Franz Ferdinand

L'episodio che costituì il pretesto per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale analizzato attraverso le origini dei due protagonisti. In "Sarajevo Rewind 2014>1914", Eric Gobetti e Simone Malavolti ripercorrono le tappe dell'irredentista serbo Gavrilo Princip e dell'erede al trono austro-ungarico, Francesco Ferdinando, prima dell'attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914 che cambiò il corso della storia.

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CROAZIA: Tra nazionalismo e riti jugoslavi

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Nonostante il capovolgimento dei riferimenti ideali dopo l'indipendenza dalla Jugoslavia, in Croazia sopravvivono alcuni riti dell'antico regime che la narrazione ufficiale fatica a sopprimere. L'importante per i circoli nazionalisti è che i bambini vengano tenuti lontani dalle celebrazioni della liberazione dal fascismo.

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SERBIA: La nazionalità contesa di Nikola Tesla

Nikola Tesla

Nikola Tesla è stato un geniale inventore serbo del ventesimo secolo, che ha ispirato il lavoro di scienziati e avuto un'importante influenza nella cultura di massa, che si è spesso dibattuta sulle sue invenzioni, sulla sua personalità e sulla sua nazionalità; quest'ultima è il tema principale del libro di Miroslav Ćosović

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In morte di Predrag Matvejevic

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Le reazioni alla morte di Predrag Matvejevic da parte di chi lo ha conosciuto, di chi lo ha letto, di chi ne ha apprezzato la lezione intellettuale. Giornalisti, blogger, scrittori, politici, persone comuni. Un'ultima voce per ricordarlo.

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Il gusto dei croati per il fascismo

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Un filo unisce la Croazia ustascia della Seconda guerra mondiale, e quella che si vuole democratica ed europea di oggi. E' il filo di un fascismo strisciante, alimentato dalla politica e diffuso nel paese. Molti gli esempi: dai pogrom contro i migranti alla censura di Anna Frank, fino alla placca nazionalista al campo di sterminio di Jasenovac

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Il senso dei serbi per l’idiozia

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"Siamo sull'orlo di una guerra" ha detto il presidente serbo Nikolic. A Belgrado rimonta il nazionalismo, dalla "Grande Serbia" alla questione del Kosovo, la classe politica del paese continua a essere irresponsabile, giocando col fuoco.

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ALBANIA: L’impatto sociale della migrazione di ritorno

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Negli ultimi cinque anni si è diffuso il fenomeno di migrazione di ritorno presso la comunità albanese residente in Italia. Si parla di più di 5000 immigrati che hanno deciso di rientrare in patria nel 2014; il numero dei rientri è cresciuto nel 2015 e i dati statistici parlano di un trend in continua evoluzione. Il fenomeno è particolarmente interessante se consideriamo che i migranti tornati in Albania non sono circoscrivibili all'interno di una sola classe socio-economica, ma si tratterebbe di un evento che coinvolge trasversalmente tutta la popolazione immigrata albanese. Ciò influisce profondamente all'interno del percorso di costruzione identitaria in atto nella società albanese; i migranti di ritorno propongono novità lavorative e sociali considerevoli e il loro contributo risulta essere fondamentale in questa fase di transizione per il paese.

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