BALCANI

ALBANIA: L’impatto sociale della migrazione di ritorno

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Negli ultimi cinque anni si è diffuso il fenomeno di migrazione di ritorno presso la comunità albanese residente in Italia. Si parla di più di 5000 immigrati che hanno deciso di rientrare in patria nel 2014; il numero dei rientri è cresciuto nel 2015 e i dati statistici parlano di un trend in continua evoluzione. Il fenomeno è particolarmente interessante se consideriamo che i migranti tornati in Albania non sono circoscrivibili all'interno di una sola classe socio-economica, ma si tratterebbe di un evento che coinvolge trasversalmente tutta la popolazione immigrata albanese. Ciò influisce profondamente all'interno del percorso di costruzione identitaria in atto nella società albanese; i migranti di ritorno propongono novità lavorative e sociali considerevoli e il loro contributo risulta essere fondamentale in questa fase di transizione per il paese.

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KUMANOVO, UNA STORIA SBAGLIATA

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Kumanovo, seconda città della Macedonia, il 9 maggio 2015 è stata teatro di violenti scontri armati tra tra sedicenti milizie dell’Uck, l’esercito di liberazione del Kosovo, e le forze dell’ordine macedoni. Tali scontri, che hanno devastato parte della città, sono una pagina oscura della recente storia del paese. La versione ufficiale - secondo la quale terroristi albanesi sarebbero giunti in città per compiere attentati - non convince anche perché i fatti di Kumanovo si inseriscono nella complessa crisi politica che la Macedonia ha attraversato tra il 2015 e il 2016, e che ha fatto emergere trame criminali riguardanti governo e servizi segreti macedoni, con sullo sfondo imponenti proteste di piazza. Secondo alcuni, gli scontri di Kumanovo sarebbero stati un diversivo organizzato proprio dal governo, grazie all'intervento di Sašo Mijalkov, cugino del premier e capo dei servizi segreti, al fine di riaccendere le mai sopite tensioni etniche tra slavo-macedoni e minoranza albanese.

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CROAZIA: La Costituzione di Natale

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Il Natale secondo East Journal. Nel dicembre del 1990 venne promulgata la Costituzione di Natale croata: con essa Franjo Tuđman istituzionalizzò lo scontro con la minoranza serba, aprì le porte alla guerra in Croazia, e, infine, permise alla leadership nazionalista dell'HDZ di raggiungere l'indipendenza e di assicurarsi a lungo il potere.

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BALCANI: Allargamento, il passo falso dell’UE

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Per la prima volta, nel 2016, il Consiglio UE non ha trovato l'accordo sul testo delle annuali Conclusioni sulla politica d'allargamento. Complice la testardaggine austriaca sulla questione della Turchia, ma anche varie questioni aperte dalla Croazia. Che ora può strumentalizzare per i suoi interessi in Bosnia un testo pubblicato, con poca attenzione, dalla presidenza slovacca. Cronaca di un Consiglio tumultuoso.

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EVENTI. Proteste in nero. La difesa dei diritti civili in Polonia e Croazia

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Sabato alle 19, al Polski Kot di Torino. Nei nostri "Discorsi da bar", questa volta parleremo di diritti civili in Polonia e Croazia: le ingerenze clericali, le tendenze verso la "democrazia illiberale", i movimenti di opposizione. Con Donatella Sasso e Francesca Rolandi. Prima dell'incontro, ripresenteremo il nostro corso di politica internazionale PARS ORIENTALIS 2017, che sarà proprio dedicato allo studio delle "democrazie illiberali" e delle tendenze neoconservatrici in Europa Orientale.

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SERBIA: Migranti, la rotta balcanica esiste ancora

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Lo scorso marzo veniva ufficialmente chiusa la rotta balcanica. Ma migliaia di migranti continuano ancora ad attraversare i Balcani per raggiungere l'Unione Europea. Uno dei paesi più coinvolti è la Serbia, il cui sistema di accoglienza rischia di collassare, anche a causa delle politiche irresponsabili dei paesi confinanti.

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EVENTI: “Hidden photos”, un dialogo su fotografia e identità. Lunedì 5 a Torino

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Hidden Photos, il ruolo della fotografia in paesi post-conflitto. Con Kim Hak, fotografo cambogiano, Žarko Zekić e Bekir Halilović, attivisti di Adopt Srebrenica. Nel corso dell’incontro verrà proiettato il documentario “Hidden Photos” di Davide Grotta. Lunedì 5 dicembre alle 18, alla Camera Centro Italiano Per la Fotografia (Via delle Rosine 18, Torino).

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KOSOVO: Trepca, i serbi boicottano le istituzioni

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Gli esponenti serbi del governo del Kosovo minacciano dimissioni dopo l'approvazione di una nuova legge, che prevede la riorganizzazione come società per azioni della miniera di Trepca (80% al governo, 20% ai lavoratori). Il leader dell'opposizione serba ha duramente attaccato il provvedimento: a suo avviso, e' una "minaccia per la popolazione serba e per i lavoratori serbi in Kosovo".

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CROAZIA: Il HDZ vince le elezioni, batosta SDP

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La Croazia è tornata alle urne, dopo che la scorsa legislatura è durata soli 7 mesi. Vincitore relativo delle elezioni è ancora una volta l'Unione Democratica Croata guidata dal suo nuovo leader Andrej Plenković. Il Partito Social-Democratico dato come vincitore alla vigilia delle elezioni subisce una pesante sconfitta e Milanovic annuncia le dimissioni

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CROAZIA: Domani si vota per il rinnovo del parlamento

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Dopo la fine drammatica della scorsa legislatura, domenica si vota in Croazia. Al termine della campagna elettorale, nessuna delle due forze principali, né i nazional-conservatori dell'HDZ né il Partito Social-Democratico, sembrano in grado di raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi. Saranno perciò determinanti i partiti minori, tra loro il partito Most potrebbe confermarsi l'arbitro della politica croata. Staremo a vedere.

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SERBIA: Un paese senza governo

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Dopo oltre due mesi dalle elezioni parlamentari anticipate, la Serbia non ha ancora un esecutivo. Mentre Aleksandar Vucic continua a rimandare la formazione del governo, ci si chiede se questa dipenda da questioni interne o da "pressioni esterne"

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CROAZIA: Il fallimento del disegno illiberale di Karamarko

Zagreb, 17.06.2015 - Obilježavanje 26. obljetnice osnivanja HDZ-a na igralištu NK Jarun. Na fotografiji Tomislav Karamarko. 
foto HINA/ Daniel KASAP / dk

Karamarko si è dimesso da presidente dell'Unione Democratica Croata. Il suo progetto per ritornare al potere attraverso il richiamo alla purezza originaria dell'HDZ e alla retorica degl'anni '90 é fallito. L'HDZ ora sembrerebbe ambire a posizioni più moderate, ma il ruolo del ministro revisionista Hasanbegović, il più apprezzato dalla base del partito, non é in discussione.

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CROAZIA: Sciolto il parlamento. Si torna alle urne

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Si torna alle urne in Croazia. Dopo la caduta del governo, la maggioranza dei parlamentari croati ha deciso oggi di sciogliere il parlamento e di tornare alle urne. La Presidente della Repubblica, constatata l'impossibilità di una nuova maggioranza governativa, ha invitato il Presidente del Parlamento a discutere al più presto lo scioglimento del Sabor.

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CROAZIA: Oresković “dittatore”, il partito HDZ annuncia la sfiducia al premier

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Le ragioni della Crisi del governo croato. Dopo le mancate nomine ai vertici dei servizi di sicurezza, Karamarko minacciando la caduta del governo, ha recapitato un ultimatum ai partner di governo di Most facendo tre richieste ben precise. A quel primo ultimatum, è seguito lo scandalo MOL-Karamarko, il contro-ultimatum di Most, e la mozione di sfiducia dell'HDZ nei confronti del Premier Oresković.

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CROAZIA: Crisi di governo. Ultimatum e sfiducie reciproche

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Il governo croato è in crisi nera. Il Primo Vice-Premier dell'HDZ Karamarko è sospettato di aver celato un conflitto di interessi sull'arbitrato internazionale sul controllo dell'INA, di cui caldeggiava l'uscita. Il Vice-Premier di Most Petrov dichiara che il suo partito voterà la sfiducia proposta dall'opposizione contro il partner di governo. Infine, Karamarko decide di giocare d'anticipo: l'HDZ ha depositato ieri in parlamento una mozione di sfiducia contro il Presidente del Consiglio Oresković.

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CROAZIA: Oltre 40.000 persone in piazza in difesa della riforma dell’istruzione

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Mercoledì 1 giugno più di 40.000 persone si sono radunate a Zagabria in piazza Ban Jelačić per sostenere con forza la riforma dell'istruzione. La manifestazione è stata la più numerosa della recente storia della Croazia, è si è pronunciata contro il tentativo del governo di intromettersi (e forse di affondare) una riforma dell'istruzione alla quale da 16 mesi partecipano esperti, istituzioni scolastiche, sindacati ed associazioni di insegnanti, genitori e studenti.

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BOSNIA: Censimento in bilico, tra le paure dei serbi e l’attesa dell’UE

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Da due settimane il dibattito pubblico in Bosnia ed Erzegovina ruota attorno alla questione della pubblicazione dei dati del censimento, tenutosi nel 2013 per la prima volta dal 1991. A poco più di un mese dalla scadenza legale del 1° luglio, le tre agenzie statistiche del paese (quella statale e quelle delle due entità) non sono ancora riuscite ad accordarsi su cosa fare di 196.000 questionari contestati.

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MACEDONIA: Quando si terranno le elezioni?

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In Macedonia non si ha ancora certezza su quando si terranno le elezioni. Teoricamente, la data ci sarebbe ma mancano le condizioni affinché queste siano considerate regolari. E mentre il partito di governo minaccia di correre da solo (ma in coalizione) l'opposizione continua a condurre il dibattito politico dalle strade.

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CROAZIA: La Liberazione di Zagabria, tra revisionismo e tradizione

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In data 8 maggio, una Zagabria divisa ha festeggiato la Liberazione dal regime collaborazionista Ustaša. Preoccupa il silenzio mediatico e l'assenza delle maggiori cariche istituzionali alla celebrazione ufficiale della Lega dei Combattenti Antifascisti. Nel mentre, associazioni vicine all'HDZ, coperte dalle maggiori testate, chiedono di cambiare il nome di Piazza Maresciallo Tito, la condanna del "totalitarismo" jugoslavo e la rimozione di tutte le sue tracce. Più lontano, sulle rive della Sava, i giovani recuperano una tradizione caduta in declino dal '91.

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