UNGHERIA: Letture obbligatorie di autori antisemiti e fascisti nelle scuole

L’ingerenza governativa ha raggiunto un livello preoccupante in Ungheria. Non solo nel campo della cultura, dove si assiste alla censura e all’emarginazione degli autori non allineati, ma anche nei campi dell’editoria e della scuola. Dal 2012 è attiva la Biblioteca nazionale (Nemzeti könyvtár), casa editrice statale che ha riesumato diversi autori fascisti e che ha assorbito nella sua struttura l’Istituto per la storia della rivoluzione ungherese, organo cruciale per lo studio della storia contemporanea del paese. Nello stesso anno sono state inserite nelle scuole medie letture obbligatorie di autori antisemiti e fascisti come Albert Wass e József Nyíró.

Revisionismo e nazionalismo

Il processo di riabilitazione di un certo canone letterario è stato complementare ad una revisione che riguarda la storia nazionale, rivisitata in chiave nazionalista e vittimistico-rancorosa. In questo senso, Fidesz ha portato avanti un’opera chirurgica di “messa in ombra” di personalità storiche ostili all’ideologia nazionalista. A fare le spese di questa operazione sono stati, fra gli altri, la statua di Karl Marx, che si trovava nella sede centrale dell’Università Corvinus di Budapest, e quella del grande filosofo e sociologo ungherese György Lukács, “colpevole” di essere marxista ed ebreo.

Oltre alla rimozione della statua dal parco István (avvenuta nel 2017) è stato chiuso l’archivio dove venivano conservate le opere e alcuni scritti inediti del filosofo. Negli anni, l’archivio era stato un importante luogo di ricerca per molti accademici e con la sua chiusura l’Ungheria ha perso un importante punto di riferimento (soprattutto per la comunità di studiosi di storia del pensiero politico occidentale). Nella piazza dove si affaccia il parlamento ungherese, Kossuth tér, ad essere coinvolta nel processo di “pulizia” di personalità storiche “scomode” è stata la statua del conte socialista Mihály Károlyi, primo ministro nel 1918 di un governo liberale di sinistra e poi presidente della Repubblica Democratica di Ungheria dal novembre 1918 al marzo 1919.

Un gioco pericoloso

Il tentativo di Fidesz di plasmare la storia e la cultura per adattarle alle necessità della retorica nazionalista è un esercizio estremamente pericoloso, poiché ha come obiettivo quello di utilizzare il passato come strumento di propaganda e non come spazio critico di confronto e riflessione. Non solo: evitare di crescere generazioni di studenti con letture riesumate dal passato fascista e antisemita del paese è necessario per garantire un futuro democratico al paese.

 

Chi è Stefano Cacciotti

Stefano Cacciotti
Nato a Colleferro (RM) nel 1991. Laureato in Sociologia e in Interdisciplinary research and studies on Eastern Europe. Ha vissuto a Varsavia (2013) e a Budapest (2016), dove ha approfondito i suoi studi sulla storia contemporanea e sociale dell'Europa centro-orientale. Twitter: @StefanoCacciot1

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Un commento

  1. Io invece dopo aver letto molti revisionisti ho cominciato a leggere sistematicamente le opere di KMarx. Dubbio, dialettica e critica non si possono fermare. W la “veralibertà” gemella siamese della “liberaverità”.

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