BALCANI: Tra i paesi al mondo con più armi tra i civili

Lo scorso 18 giugno è stato pubblicato uno studio della “Small Arms Survey” secondo il quale Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia risulterebbero tra le prime 25 nazioni per numero di armi leggere ogni cento abitanti nel mondo.

Dopo un primo posto ottenuto senza troppa difficoltà dagli Stati Uniti (120,5 armi da fuoco ogni cento abitanti) e un secondo ottenuto dallo Yemen (staccato di ben il doppio, 52,8), a piazzarsi al terzo posto sono al pari Montenegro e Serbia, con un valore di 39,1 armi da fuoco ogni cento abitanti.

Scorrendo ancora la lista si arriva all’undicesimo posto della Bosnia-Erzegovina (31,2), al tredicesimo della Macedonia (29,8) e al diciottesimo del Kosovo (23,8).

La “Small Arms Survey” è un’organizzazione con sede a Ginevra che, secondo quanto riportato nella descrizione sul sito web, cerca di raccogliere “dati veritieri e in maniera più neutrale possibile su tutti gli aspetti relativi alle armi leggere e alla violenza armata”.

Lo studio rivela che “ci sono più di un miliardo di armi da fuoco in circolazione nel mondo nel 2017”. Si stima che 857 milioni di pezzi, l’85% del totale, siano in mano a civili; 133 milioni, ovvero il 13%, siano contenute negli arsenali militari; e che i restanti 23 milioni di pezzi siano di proprietà delle forze dell’ordine.

Si afferma inoltre che “il nuovo studio suggerisce che la scorta globale sia cresciuta nell’ultimo decennio soprattutto a causa di un aumento del possesso da parte di civili, che è cresciuto dai 650 milioni di pezzi nel 2006 agli 857 del 2017”.

Concentrandosi sulla sezione del report sulle stime riguardanti il possesso da parte di quest’ultima categoria, si può osservare come a comparire nell’elenco siano appunto la maggior parte dei paesi della regione balcanica.

Nelle conclusioni del report si sottolinea come, pur nella loro massima accuratezza, i numeri siano da valutare solo in quanto stime, poiché la propensione dei governi a fornire questo tipo di dati sensibili non è mai stata alta. Va sottolineato inoltre che i numeri includono sia le armi regolari che quelle irregolari e che i numeri sono significativi anche in altri paesi dell’area balcanica.

Foto: The Sofia Globe

Chi è Leonardo Scanavino

Leonardo Scanavino
Studente di Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione presso l'Università degli Studi di Torino, fortemente appassionato di politica e sviluppo economico nello spazio post-sovietico. Vice-Segretario di MSOI Torino (sezione torinese del network delle UN Youth Associations) si occupa anche di coordinare la sezione "Russia e Balcani" di "MSOIthePost" (settimanale di affari internazionali di MSOI). Parla inglese, francese e studia russo. Ha frequentato un semestre di studio presso la Latvijas Universitāte (Riga, Lettonia), ed in precedenza ha frequentato un corso di Russo presso МГЛУ (Università Statale Linguistica di Minsk).

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