Le domande sulla finta morte di Babchenko

Arkadij Babčenko è vivo. Questa è una delle poche certezze che possiamo ritenere di avere il giorno dopo la conferenza stampa dei servizi di sicurezza ucraini (SBU), in cui è stata svelata la verità sull’inscenamento della sua morte. Tuttavia, sono molte le domande a cui, tutt’ora, non si trova risposta.

Cosa sappiamo

Le informazioni sul “finto omicidio” di Babčenko provengono esclusivamente dalle parole dei servizi segreti ucraini e del giornalista stesso.

Durante la conferenza stampa di mercoledì 30 maggio, la SBU ha dichiarato di essere venuta a conoscenza del piano per uccidere il giornalista all’incirca due mesi fa. L’organizzatore dell’omicidio, un uomo ucraino, sarebbe stato sotto controllo dei servizi segreti ucraini e avrebbe avuto in programma diversi altri omicidi e atti terroristici, oltre all’esecuzione di Babčenko. I servizi segreti sarebbero dunque entrati in contatto con il giornalista russo allo scopo di proteggerlo e metterlo in guardia. Alla notizia che l’organizzatore fosse in possesso della foto presente sul suo passaporto, Babčenko avrebbe dunque intuito che si trattasse di un piano organizzato dall’alto e avrebbe ipotizzato la partecipazione dei servizi segreti russi (FSB). Babčenko, infatti, ritiene che la foto presente sul suo documento non potesse che essere in possesso di una cerchia ristretta di persone, appartenenti a qualche ufficio statale.

La SBU avrebbe quindi coinvolto il giornalista in un’operazione speciale, iniziata circa un mese fa, atta a smascherare coloro che volevano ucciderlo, a cui erano state promesse svariate migliaia di dollari. La SBU ha inoltre comunicato di aver arrestato – poco prima della conferenza stampa – l’organizzatore dell’omicidio. L’azione è stata ripresa in un video, che ha fatto rapidamente il giro dei social. L’organizzatore, tuttavia, non sarebbe anche il sicario incaricato, di cui al momento non si hanno notizie.

Domande irrisolte

Questa versione dei fatti suscita più domande che risposte. Innanzitutto, non è chiaro come i servizi segreti ucraini siano venuti a conoscenza di un piano per uccidere Arkadij Babčenko. Si è brevemente parlato di un informatore: l’uomo in questione sarebbe stato contattato per l’omicidio, ma avrebbe rifiutato e successivamente avrebbe riportato l’informazione alla polizia. Questo scenario implica un’ovvia riservatezza sull’identità e sull’attuale posizione dell’informatore.

Nulla è stato riferito riguardo all’identità e all’ubicazione attuale di quello che sarebbe dovuto essere il killer. Tuttavia, il canale YouTube della SBU ha pubblicato un video del presunto dialogo tra l’organizzatore dell’omicidio e il sicario ingaggiato. Il video è breve: la scena sembra svolgersi all’interno di un’automobile e tra i due avviene uno scambio di denaro. Tuttavia, non viene fatto nessun riferimento al giornalista.

Dubbi emergono anche riguardo al presunto coinvolgimento dei servizi segreti russi, ai quali è stato attribuito il ruolo di mandanti dell’omicidio. L’unica prova portata a suffragio di questa tesi è la convinzione di Babčenko, che lo avrebbe dedotto dai documenti in possesso dell’organizzatore (oltre alla foto, pare ci fossero alcuni dossier). A questo dubbio si potrebbe rispondere con un quesito sul perché i servizi segreti ucraini avrebbero dovuto mentire, a cui diverse propagande, a loro volta, risponderebbero in maniera diversa. In questa sede e in questo momento, tuttavia, possiamo dare solamente l’unica versione dei fatti conosciuta.

Infine, una domanda, forse la più ovvia, che sarà sorta nella testa di molti: c’era davvero bisogno di inscenare una finta morte, per smascherare un vero piano di omicidio? Il futuro destino del giornalista e l’effettiva condizione di sicurezza in cui si trova adesso sono, inoltre, oggetto di ulteriori domande e curiosità.

Ricordiamo inoltre come – stando alla versione ufficiale della SBU – nessuno fosse a conoscenza dell’operazione speciale, a parte Babčenko e i servizi segreti stessi. Questo particolare implica che non necessariamente tutti i dubbi qui esposti saranno sopiti. Questa vicenda potrebbe aggiungersi a una fila di molti altri casi rimasti insoluti, tuttavia con l’insolito titolo di “finto omicidio irrisolto”.

Chi è Maria Baldovin

Maria Baldovin
Nata a Ivrea (TO) nel 1991, ha studiato lingue e letterature straniere all’università di Torino e ha poi deciso di improvvisarsi scienziata politica, con una magistrale in studi sull’Est Europa. Al momento cerca di fare la pendolare tra Torino e Bruxelles, con grande gioia delle compagnie aeree. Per East Journal scrive prevalentemente di Russia, ma ha anche una passione per la Germania (ex orientale, s’intende).

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3 commenti

  1. “A questo dubbio si potrebbe rispondere con un quesito sul perché i servizi segreti ucraini avrebbero dovuto mentire, a cui diverse propagande, a loro volta, risponderebbero in maniera diversa”.

    Guardi, che i servizi segreti non sono creati per dire la verità. Inoltre le opinioni non sono propagande, ma ragionamenti. Altrimenti tutti le vostre posizioni dovrebbero a loro volta essere definite propaganda.

    È una propaganda ritenere falsa la storia della foto del passaporto di Babchenko ritrovata in possesso del presunto reclutatore che sarebbe stato assoldato dai servizi segreti russi? Ma le pare possibile che con tutte le foto disponibili su internet di Babchenko, si servirebbero proprio della foto del suo passaporto, cosi, che ritrovata, si sarebbe risalito ai corpi dello stato russo? Ma come si fa a credere ad una tale storia.

    Comunque rilevo con disappunto che non fate rilievi sulle “debolezze” (chiamiamole così) dello stato ucraino. È sconcertante che il primo ministro abbia fatto dichiarazioni di fuoco contro la Russia, accusandola del delitto, senza alcuna prova. Era all’oscuro della farsa? E in tal caso, come è possibile che il capo del governo sia rimasto all’oscuro di una trama ordita da ben un mese, e lasciato nella posizione di lanciare tali accuse?

    Il governo ucraino deve chiarire tale oscura vicenda. Qui è in gioco la credibilità della nostra Europa.

  2. effettivamente, viene da porsi queste domande. Ormai è noto che è meglio screditare una persona che ucciderla, altrimenti si trasforma in un martire.

    Forse è stato un modo per attirare l’attenzione… in vista dei mondiali di calcio

  3. Come volevasi dimostrare, è già stato messo il silenziatore al tutto. Il caso è di una gravità inaudita. Esponenti del governo ucraino si sono lanciati in accuse esplicite contro la Russia, accusandoli di un delitto che loro sapevano non essere mai avvenuto e ingannando il mondo intero. E tutto tace. Non se ne parla più.

    Una domanda: si è sicuri che Babchenko non sia un agente dei servizi segreti? Quale è la parte della Cia in tutta la vicenda, visto lo stretto controllo degli Usa sull’attuale Ucraina?

    Dove sono le indagini giornalistiche? Dovremmo aspettare mesi e mesi prima che ci venga detta un pò di verità su quest’oscura vicenda, come è stato nel caso del massacro di Raqqa?

    Mio Dio, è veramente così degradato il giornalismo in occidente?

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