LINGUAE: No, ucraino e russo non sono la stessa cosa

“Studi l’ucraino? E a cosa ti serve visto che lì parlano russo?”, “L’ucraino? Ma è una lingua vera? Non era un dialetto del russo?“, “Tanto a Kiev parlano tutti russo, che problemi ti fai?!”. Queste sono solo alcune delle numerose domande che mi sento ripetere di continuo da quando abito in Ucraina. Trovare una risposta breve e concisa che soddisfi i miei interlocutori, senza intavolare discussioni linguistiche infinite, sembra più complicato che mai. Solitamente, lascio correre, ma è venuto il momento di mettere i puntini sulle “i”.

Nonostante sia uno stato indipendente dal 1991, l’Ucraina rimane, per moltissimi italiani e occidentali, un paese di influenza russa o, meglio ancora, sovietica. Quindi, automaticamente, si parla russo. E l’ucraino allora? Non è uguale al russo? No, ucraino e russo non sono la stessa cosa.

Il gruppo slavo delle lingue indoeuropee conosce tre grandi suddivisioni al suo interno: si parla di lingue slave orientali (es: russo o ucraino), slave occidentali (es: ceco o polacco), slave meridionali (es: serbo o bulgaro). La rubrica Linguae oggi si dedica a studiare le differenze di due lingue facenti parte del gruppo slavo orientale: l’ucraino e il russo.

Ben distanti dal poter essere assimilate con leggerezza (come, ahimè, spesso avviene) quali sorelle gemelle, questi due idiomi sono ben distinguibili tra loro. Il passato sovietico ha certo spinto l’acceleratore sull’assimilazione e la russificazione delle altre lingue, ucraino compreso. Tuttavia, oggi, esclusi particolari fenomeni come il mélange di cui abbiamo parlato qui, si conservano intatti i tratti distintivi della lingua ucraina.

Sorelle ma non gemelle

Partiamo dalla distinzione più evidente in termini pratici: il sistema di scrittura. Le lingue della famiglia slava orientale utilizzano il cirillico; tuttavia, ognuna lo ha adattato alle proprie esigenze fonetiche. Per quanto riguarda l’ucraino ci ha pensato il cosiddetto padre della lingua ucraina Ivan Kotljarevs’kij, lo scrittore originario di Poltava.

All’alfabeto cirillico ucraino mancano, ad esempio, quattro lettere rispetto a quello russo:

Ы l’incubo di moltissimi parlanti italiani per la sua difficoltà di pronuncia. A questo segno grafico corrisponde infatti una vocale gutturale centrale, non presente in italiano né in molte altre lingue indoeuropee; è a metà tra una I e una U. Si pronuncia alzando la lingua verso la sezione centrale del palato e leggermente spingendola indietro. Il suo equivalente ucraino si potrebbe identificare nella lettera “и”.

Ъconosciuto come tvërdyj znak (letteralmente “segno duro”, da non confondere con il fratello, il “segno debole” – ь) non ha alcun valore fonetico, ma è un semplice artefatto ortografico rimasto dall’antico slavo. Ha la funzione di separare dei morfemi, palatizzando la consonante che lo precede.

Ёchiamata “jo”, è sempre accentata e corrisponde al suono di una “o” debole.

Э chiamata E oborotnoe (“E capovolta”) non è molto diffusa, eccetto per le varianti del pronome eto (questo), e viene utilizzata soprattutto nei vocaboli di origine straniera.

Se queste lettere sono assenti nell’alfabeto ucraino, ne compaiono tuttavia altre:

Є chiamata “je ucraina” può venir confusa con la “E capovolta”, ma la sua pronuncia è diversa: corrisponde infatti alla pronuncia della “e” russa.

I presente anche nel bielorusso, è l’equivalente della “и” [i] russa.

Ї – denota il suono vocalico [ji], ovvero la combinazione dei suoni [й + і]. Due esempi di uso comune sono Київ/Kiev e Україна/Ucraina.

Ґ – questa “G capovolta” viene spesso confusa con la Г russa, con cui ne condivide il suono di “g” dura. In realtà, sia nell’ucraino che nel bielorusso, la ґ ha un suono aspirato, simile alla “h” inglese.

l’apostrofo, assente nel russo, viene utilizzato per separare la pronuncia.

Stesse origini, storie diverse

Considerata una delle lingue più melodiche d’Europa, l’ucraino ha ottenuto lo status di lingua ufficiale solamente nel 1917, con la nascita della Repubblica socialista sovietica ucraina. Nonostante nel corso dei secoli abbia sofferto della mancanza di un ruolo ufficiale, subendo notoriamente una russificazione massiccia fino al crollo dell’Unione sovietica, l’ucraino è riuscito a sopravvivere grazie alla volontà del suo popolo e all’immenso repertorio folcloristico che lo caratterizza.

Il popolo gode della sua bellezza armonica nelle poesie degli ottocenteschi Taras Ševčenko e Lesja Ukrainka e nelle opere dell’austroungarico Ivan Franko, che hanno valorizzato la loro lingua natale, proclamandola degna di tale nome. Taras Ševčenko è il sommo poeta nazionale, l’equivalente di Aleksandr Puškin in Russia, che ha contribuito alla formazione della lingua ucraina moderna e promosso l’idea di un’Ucraina indipendente, imbevendo la cultura del suo paese del suo spirito patriottico.

Conosciuta come piccola lingua russa (malorusskij jazyk) sotto l’Impero russo, e spesso identificata come un dialetto del russo, l’ucraino condivide con il vicino sostanzialmente l’impianto della grammatica di base. La struttura della declinazione dell’ucraino tuttavia prevede un caso in più rispetto al russo: il vocativo, forma usata per rivolgersi a qualcuno. Sostantivi, aggettivi e pronomi vengono flessi, oltre che per i sette casi, anche per genere (maschile, femminile e neutro) e numero (singolare e plurale).

L’ucraino, proprio come il russo, fa uso di tre categorie di tempo verbali (passato, presente e futuro) e dell’indimenticabile categoria dell’aspetto (imperfettivo e perfettivo), un altro incubo per chi si diletta nell’apprendimento di qualsiasi lingua slava.

Tuttavia, nonostante i numerosi elementi in comune, a livello lessicale la lingua ucraina, paradossalmente, risulta avere molte più similitudini con bielorusso e polacco. Secondo una ricerca condotta da alcuni linguisti ucraini, la lingua più vicina all’ucraino sul piano lessicale è il bielorusso (84% del vocabolario totale), seguita dal polacco (70%), dal serbo (68%) e, infine, dal russo (62%).

Ecco alcuni esempi lampanti:

  • Grazie: djakuju (ucraino), dzjakuj (bielorusso), dziękuję (polacco), spasibo (russo)
  • Bene: dobre (ucraino), dobra (bielorusso), dobre (polacco), chorošo (russo)
  • Rosso: červonij (ucraino), čyrvony (bielorusso), czerwony (polacco), krasnyj (russo)
  • Paese: krajna (ucraino), kraina (bielorusso), kraj (polacco), strana (russo)
  • Colazione: snidanok (ucraino), snjadanak (bielorusso), sniadianie (polacco), zavtrak (russo)

Non mancano, inoltre, i falsi amici. La parola ucraina гарбуз/harbuz, ad esempio, è foneticamente identica al lemma russo арбуз/arbuz, la sola differenza è che esprimono due cose diverse: il termine ucraino si riferisce alla zucca, mentre quello russo all’anguria!

Foneticamente parlando, gli studenti di russo lo sanno bene: non tutte le parole vengono scritte esattamente come si pronunciano. La prima difficoltà che accomuna i principianti è l’uso della vocale «о», spesso e volentieri scambiata per una «а» a causa della pronuncia atona di alcune parole (es: ‘parlare’ si dice говóрить/govorit’, dove la prima «о», essendo atona, suona come una «a», mentre la seconda, dove cade l’accento, rimane «о»). Problema che non si pone in ucraino, dove le regole di pronuncia sono molte più semplici e intuibili.

Altro dilemma di chi studia una o entrambe queste lingue è l’uso degli accenti, che seguono la regola del “vado dove capita”. Inutile tentare di crearsi delle regole, l’unica soluzione è memorizzare l’accento per ogni diversa parola (e declinazione corrispondente) e ricordarsi bene che un accento può addirittura cambiare il significato di un lemma. Alcuni esempi validi per entrambe le lingue: muká (farina) / múka (tortura), zámok (castello) / zamók (lucchetto), pláču (io piango) / plačú (io pago).

Chi parla ucraino?

La questione linguistica in Ucraina attira oggi accese polemiche e discussioni che finiscono per cambiarne il soggetto principale: non si tratta più di questioni linguistiche pure, ma politiche e geopolitiche. Ci basti pensare che, dopo gli eventi di Maidan e la de-russificazione ben marcata, radio e televisione tendono ad evitare l’uso della lingua russa nei propri programmi, come anche la trasmissione di serie tv e sit-com russe.

L’ucraino è oggi parlato da circa 32 milioni di persone; la maggior parte si trova evidentemente in Ucraina, ma numerose sono le comunità linguistiche oltreconfine, come in Kazakistan (890.000 locutori), Moldavia (600.000) e Polonia (150.000). Ricordiamo, inoltre, che è una delle tre lingue ufficiali, assieme a russo e moldavo, della Transnistria (sì, quel fazzoletto di terra indipendente solo de facto), la cui la percentuale di parlanti apparentemente oscilla tra l’1 e il 30%.

Chi è Claudia Bettiol

Claudia Bettiol
Laureatasi in Traduzione e Mediazione Culturale a Udine con una tesi sulla diatriba tra slavofili e occidentalisti, e grande appassionnata di architettura sovietica, per East Journal si occupa dell'area russofona. Le sue esperienze oltreconfine finiscono sempre per essere rivolte verso Est, forse perché nata nel 1986 e lo stesso giorno di Michail Gorbačëv. Dopo un anno di studio alla pari nella città di Astrakhan, un Erasmus a Tartu e un volontariato a Sumy, ha lasciato definitivamente Italia e Francia per Kiev, dove attualmente abita e lavora.

Leggi anche

LINGUAE: Quale lingua per le scuole della Federazione Russa

Sono 277 le lingue e i dialetti registrati nella Federazione Russa, ma tra qualche anno potrebbero essere solo 4-5 le lingue veicolari negli istituti scolastici, oltre al russo.

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com