ARMENIA: Pronto un nuovo accordo di associazione con l’Unione Europea

Sono passati quasi quattro anni da quando, nel settembre 2013, il presidente armeno Serzh Sargsyan annunciò, durante un colloquio con Vladimir Putin, di essere pronto a fare entrare il suo paese nell’Unione doganale eurasiatica, nonché a contribuire alla formazione di uno spazio economico comune nella stessa regione eurasiatica (l’UEE, fondata poi nel 2015).

Dichiarando di volere aderire all’Unione doganale, di cui facevano già parte Russia, Bielorussia e Kazakistan, Sargsyan fece saltare la firma dell’Accordo di associazione con l’Unione Europea, prevista nel corso del summit del Partenariato Orientale organizzato due mesi più tardi a Vilnius. Questo episodio sancì di fatto la momentanea interruzione del processo d’integrazione europea del paese caucasico, poiché, come ricordò all’epoca il ministro degli Esteri lituano Linas Linkevičius, l’imminente adesione dell’Armenia all’Unione doganale eurasiatica rese di fatto impossibile la creazione di una zona di libero scambio con Bruxelles, prevista invece dall’Accordo di associazione.

Sargsyan, nonostante tutto, dichiarò che tale scelta, definita razionale e basata sugli interessi nazionali, non rappresentava un rifiuto al dialogo con le istituzioni europee, e che l’Armenia aveva comunque intenzione di proseguire, per quanto possibile, il processo di avvicinamento all’Unione Europea.

Così, dopo diversi sforzi, nel dicembre 2015 le due parti riuscirono a riaprire i negoziati per un nuovo accordo. Nel corso di un incontro tra il ministro degli Esteri armeno Edward Nalbandian e l’Alto rappresentante dell’Unione Federica Mogherini, vennero individuati quattro punti principali su cui lavorare: cooperazione politica ed economica, rafforzamento del settore energetico, ambientale e dei trasporti, sviluppo di nuove opportunità per il commercio e gli investimenti e aumento della mobilità a beneficio dei cittadini.

Dopo poco più di un anno di trattative, il 24 febbraio 2017 Tigran Sargsyan, presidente della Commissione Economica Eurasiatica, affermò che un nuovo accordo di associazione con l’UE sarebbe stato definito a breve. Tre giorni dopo infatti, durante una sua visita a Bruxelles, il presidente armeno Serzh Sargsyan annunciò la conclusione dei negoziati con l’UE riguardo al nuovo accordo, finalizzato a stringere i legami politici ed economici tra le due parti.

L’accordo, meno ambizioso di quello che Yerevan avrebbe dovuto firmare nel 2013, contiene comunque diverse disposizioni riprese dal vecchio testo, anche se, per forza di cose, non prevede l’istituzione di una zona di libero scambio con l’Unione Europea, data appunto l’adesione dell’Armenia, nel 2015, all’Unione Economica Eurasiatica.

In attesa della firma definitiva dell’accordo, una delegazione del Comitato per gli Affari Esteri dell’UE, guidata da David McAllister, si è recentemente recata a Yerevan per fare il punto della situazione. Al termine della visita istituzionale, la delegazione si è detta entusiasta per la finalizzazione del nuovo accordo, augurandosi che esso servirà a porre le basi per il rafforzamento delle relazioni tra le due parti e ad aprire nuove prospettive di cooperazione e sviluppo.

McAllister ha poi aggiunto che il Parlamento europeo è pronto a sostenere Yerevan in questo percorso, ammirando la volontà del paese caucasico di riprendere il processo di integrazione europea nonostante il precendete ingresso nell’Unione eurasiatica.

Foto: European Council President

Chi è Emanuele Cassano

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Studente di Scienze Internazionali con specializzazione in Studi Europei presso l'Università degli Studi di Torino, si occupa dell'area del Caucaso, sia dal punto di vista politico che da quello storico e culturale. Dal 2012 è redattore di East Journal, mentre dal 2014 è coordinatore di redazione della rivista Most, quadrimestrale di politica internazionale. Parla inglese e francese e conosce basi di russo.

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