riforma giudiziaria

POLONIA: Magistratura e Corte Suprema nel mirino del governo

Il governo polacco ha approvato una bozza di legge per riformare il Consiglio Nazionale della Magistratura, una manovra che secondo l’organo giudiziario, la rete europea dei Consigli per la Magistratura, e l’Helsinki Foundation for Human Rights, minerebbe l’indipendenza dei giudici poiché conferirebbe al Parlamento un controllo maggiore sulle loro nomine, diversamente da quanto indicato dalla Costituzione.

Il disegno di legge

Se approvato dalle camere, la riforma dividerà l’istituzione in due sezioni, porrà immediatamente fine al mandato, della durata di 4 anni, dei suoi componenti e permetterà al Parlamento di scegliere 15 membri parlamentari su 25. Oggi sarebbero 6: 4 provenienti dalla camera bassa, il Sejm, e 2 dal Senato. Proposte che mirano a cambiare le disposizioni costituzionali senza un emendamento di pari livello gerarchico normativo.

Il Consiglio Nazionale della Magistratura

Il Consiglio Nazionale della Magistratura è un organo collegiale garante dell’indipendenza delle corti e dei giudici, e responsabile delle loro nomine (artt. 179, 186, 187 della Cost. polacca). Oltre i 6 membri parlamentari, ad oggi è composto dai rappresentati di tutti i poteri statali: il Presidente della Corte Suprema, il Presidente della Corte Amministrativa Suprema, il ministro della Giustizia, un incaricato nominato direttamente dal Presidente della Repubblica, e 15 giudici scelti fra i componenti della Corte Suprema, le corti comuni, amministrative e militari.

L’attacco alla Presidentessa della Corte Suprema

Nella strategia d’attacco all’indipendenza del potere giudiziario, portata avanti dal governo dalla vittoria alle elezioni dell’ottobre del 2015, cade nel mirino anche la Presidentessa della Corte Suprema, Małgorzata Gersdorf, indagata dalla corte costituzionale su richiesta del governo. Secondo quest’ultimo la sua nomina, avvenuta tre anni fa, sarebbe incostituzionale. Un’accusa che, guarda caso, arriva dopo le critiche della Gersdorf’s alla riforma giudiziaria. Vendetta? Probabile. La crisi costituzionale ha evidenziato come il governo non accetti pareri contrari ai propri e stia abbattendo gli ostacoli alle sue aspirazioni autoritarie. Le riforme in questi 18 mesi sono sempre state presentate come necessarie, trasparenti, panacee per i mali della Polonia, ma in realtà hanno funto da scudo per alterare il sistema dei pesi e contrappesi.

In circostanze normali la Corte Costituzionale fermerebbe una riforma del genere, tuttavia tale freno non è più garantito a causa delle modifiche alla composizione e al funzionamento del Tribunale Costituzionale, oggetto per altro di una contesa, forse sopita, con l’Unione Europea.

Una riforma che non risponde alle reali necessità

Come ha scritto su VerfassungsBlog Piotr Mikuli, Professore di Diritto Costituzionale Comparato dell’Università di Cracovia, l’istituzione del Consiglio della Magistratura è a volte criticata “per pietrificare lo status quo e difendere interessi corporativi […] ma accrescere le prerogative dell’esecutivo a discapito del giudiziario non sembra un’alternativa desiderabile”. Allo stesso modo, la Helsinki Foundation per i Diritti Umani ha dichiarato che sebbene una riforma del sistema giudiziario sia necessaria, essa andrebbe discussa pubblicamente e in un’atmosfera di reciproco rispetto, lontano da interessi partigiani.

Ricordiamo che una prima bozza di riforma è stata presentata a fine gennaio dando solo 4 giorni (lavorativi) di tempo al Consiglio della Magistratura per esprimere un’opinione in merito – comunque mai accettata – trascurando il principio della mutua cooperazione. Allarme anche da parte del Network Europeo dei Consigli della Magistratura, i cui esponenti sono stati invitati lo scorso giovedì a un incontro sullo stato di diritto in Polonia col Vice-Presidente della Commissione UE, Frans Timmermans.

Photo: Michał Sierszak / Agencja Gazeta

 

Chi è Paola Di Marzo

Paola Di Marzo
Nata nel 1989 in Sicilia, ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso la Facoltà "R. Ruffilli" di Forlì. Si è appassionata alla Polonia dopo un soggiorno di studio a Varsavia ma guarda con interesse all'intera area del Visegrád. Per East Journal scrive di argomenti polacchi.

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