CIPRO: Presto una legge sull’Enosis, l’ideologia della Grande Grecia

Non solo questioni territoriali e smilitarizzazione. I negoziati per la riunificazione di Cipro devono tenere conto anche di aspetti storici e culturali che segnano una divisione profonda tra la popolazione greco-cipriota e quella turco-cipriota. Nelle ultime settimane è tornato prepotentemente d’attualità il tema dell’enosis: l’idea politica di unione alla Grecia fortemente voluta dalla comunità greco-cipriota e sviluppatasi a partire dagli anni ’40.

L’enosis (dal greco ένωσις: unione) divenne in modo più specifico l’obiettivo perseguito dall’arcivescovo della chiesa greco-ortodossa di Cipro, Makarios III, per porre fine alla dominazione coloniale britannica dell’isola iniziata nel 1878. Dopo il referendum per l’annessione di Cipro alla Grecia del 1950, in cui il 96% dei greco-ciprioti si pronunciò favorevolmente rispetto all’unione, Makarios III rivendicò il diritto all’autodeterminazione dell’isola alle Nazioni Unite, innescando il processo che porterà al Trattato di Zurigo del 1959 e successivamente alla Costituzione del 1960.

Un cammino tutt’altro che pacifico, dove le istanze dell’enosis vennero portate avanti anche attraverso la lotta armata dell’EOKA, un’organizzazione paramilitare di combattenti ciprioti fondata nel 1954 dal generale Giorgios Grivas e autrice di una serie di attacchi ai militari britannici stanziati sull’isola. Il sentimento dell’enosis è sempre stato osteggiato dalla minoranza turco-cipriota, che auspicava invece il mantenimento dello status di colonia britannica per Cipro. Per questo la proposta di legge sull’introduzione nelle scuole cipriote delle celebrazioni per la commemorazione dell’enosis, approvata il 10 febbraio 2017 dal parlamento greco-cipriota, è stata fortemente criticata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord.

La proposta arrivata del partito di estrema destra ELAM (Fronte Nazionale Popolare, entrato per la prima volta nel parlamento cipriota dopo le elezioni parlamentari del maggio 2016), è suonata come una provocazione da parte del governo, accusato dalla parte turco-cipriota di voler enfatizzare un fatto storico che rappresenta solo una parte degli abitanti dell’epoca, oltre a costituire un ostacolo nel percorso verso la riunificazione.

In una nota, il Ministero degli Esteri della Turchia ha definito la proposta “preoccupante e inaccettabile”, equiparandola all’eventuale introduzione di una commemorazione sulla data del 15 novembre 1983, giorno della fondazione dell’autoproclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord (non riconosciuta dalla comunità internazionale). Anche il leader della comunità turco-cipriota, Mustafa Akinci, ha chiesto ufficialmente al presidente cipriota, Nikos Anastasiades, di annullare la proposta di legge.

Oltre alla questione enosis, alla fine di gennaio Grecia e Turchia hanno vissuto anche momenti di tensione per l’avvicinamento di un’imbarcazione della Marina Militare turca agli isolotti di Imia (Kardak in turco), due piccole isole del Mar Egeo situate nelle acque territoriali greche, ma distanti solo pochi chilometri dalla città turca di Bodrum. Una zona storicamente contesa da Grecia e Turchia, che nel 1996 sfiorarono il conflitto armato per il possesso di queste isole.

Un clima che di certo non infonde ottimismo in vista del nuovo round dei negoziati per la riunificazione dell’isola, che dovrebbero riprendere a marzo sotto la supervisione dell’inviato delle Nazioni Unite, Espen Barth Eide, e i rappresentanti di Gran Bretagna, Grecia e Turchia, potenze garanti della Costituzione cipriota.

Chi è Lorenzo Lazzerini

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Classe 1988, giornalista pubblicista, laureato in Scienze Politiche e Internazionali all'Università di Pisa con una tesi sul progressivo allontanamento della Turchia dall'area europea. Ha frequentato il Master in Giornalismo Internazionale presso l'Institute for Global Studies di Roma e il Master in Giornalismo dell'Università Iulm di Milano. Lavora presso la cooperativa giornalistica Primo Piano e collabora con East Journal dal luglio 2016.

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