CALCIO: Dejan Lovren e la sua vita da rifugiato

È uscito negli scorsi giorni un documentario prodotto da LFCTV, il canale TV ufficiale del Liverpool FC, dedicato alla storia del difensore croato dei Reds Dejan Lovren in occasione del venticinquesimo anniversario dell’inizio della guerra in Bosnia. Nei venti minuti di Lovren. My Life as a Refugee, il calciatore racconta la storia della sua famiglia, della fuga in Germania e della successiva ricollocazione in Croazia al termine del conflitto.

«Quando vedo cosa sta accadendo oggi [con i rifugiati], mi ricordo la mia storia, la mia famiglia. […] Non è colpa loro, stanno lottando per le proprie vite […]. Vogliono un posto sicuro per i loro figli e il loro futuro. […] Dategli una possibilità». È questo l’appello lanciato da Lovren all’inizio del documentario. Un documentario che, ammette lo stesso giocatore, non è stato facile affrontare per la sua famiglia, ancora sensibile all’argomento: «Mia madre mi ha detto: “Non gliene parlare”, e io le ho risposto: “Gliene parlerò”. E lei ha pianto, di nuovo».

Dejan Lovren, 27 anni, si unì nel 2004 alla Dinamo Zagabria, dove fece il proprio esordio come calciatore professionista, scalando le categorie di età giovanili della nazionale croata fino ad approdare alla nazionale maggiore nel 2009. Dalla Dinamo Lovren ha spiccato il volo verso i principali campionati europei, approdando al Lione. Fu uno dei trasferimenti orchestrati in maniera torbida dal patron dinamovista Zdravko Mamić: una vicenda che costerà a Lovren la convocazione a Euro 2016, “escluso” dall’influente Mamić perché colpevole di averlo denunciato pubblicamente. Da Lione il salto verso la Premier League: una stagione al Southampton per poi ricevere la chiamata per il Liverpool. Il suo momento migliore, il decisivo gol di testa segnato contro il Borussia Dortmund durante i minuti di recupero del ritorno dei quarti di Europa League.

La storia raccontata da Dejan Lovren a LFCTV però esula dal campo di gioco: è la storia della sua famiglia, e parte da Kraljeva Sutjeska, piccolo villaggio bosniaco con un passato importante, risalente al XIV secolo. Nel Trecento fu la sede e il luogo di sepoltura di alcuni sovrani della dinastia dei Kotromanić, oltre a ospitare un monastero francescano e la più antica moschea dell’attuale Bosnia-Erzegovina. Lovren nasce da una famiglia di etnia croata, discretamente benestante, proprietaria di un negozio. Lo scoppio della guerra in Bosnia nell’aprile del 1992 costringe la famiglia a fuggire, in macchina, verso la Germania: lui ha solo tre anni.

La famiglia trova riparo presso un parente a Monaco, dove Lovren si appassiona al calcio e al Bayern Monaco, giocando per una piccola squadra locale allenata dal padre. «Mia madre e mio padre chiedevano il permesso di stare di più, ma ogni sei mesi questo veniva rifiutato. Le autorità dicevano: “Quando la guerra è finita, allora potrete tornare indietro”. Quindi ogni sei mesi mia madre e mio padre avevano i bagagli pronti. Era piuttosto dura – non era possibile avere un futuro in Germania». Nel 1999, quattro anni dopo la fine del conflitto, il tempo scade e la famiglia Lovren è costretta a trasferirsi a Karlovac, in Croazia.

Dejan deve lasciare tutti gli amici e, a dieci anni, trasferirsi in un paese di cui non conosce bene la lingua e in cui la famiglia fatica ad arrivare alla fine del mese. Un’esperienza che gli darà una motivazione in più sul campo da calcio: «A essere onesto, l’unica cosa di cui (i miei compagni) non ridevano di me era il calcio, come giocavo a calcio. […]. Aspettavo sempre l’ora dello sport, quando la scuola finisce e tutti dalla scuola vanno al campetto e giocavamo a calcio. E allora io ero il riferimento, era l’unico momento in cui potevo esprimere me stesso».

Foto: Dejan Lovren (Facebook)

Chi è Damiano Benzoni

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Giornalista pubblicista, è caporedattore della pagina sportiva di East Journal. Gestisce Dinamo Babel, blog su temi di sport e politica, e partecipa al progetto di informazione sportiva Collettivo Zaire74. Ha collaborato con Il Giorno, Avvenire, Kosovo 2.0, When Saturday Comes, Radio 24, Radio Flash Torino e Futbolgrad. Laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla democratizzazione romena, ha studiato tra Milano, Roma e Bucarest. Nato nel 1985 in provincia di Como, dove risiede, parla inglese e romeno. Ex rugbista.

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