CROAZIA: Ivan Pernar, il nuovo populista di Zagabria

Da ZAGABRIA – Ivan Pernar, 31 anni, giovane parlamentare del movimento anti-sistema Živi Zid (“Muro Vivente”) sta monopolizzando la politica croata con le sue posizioni anti-establishment e complottiste. Con una propaganda fatta di sapiente uso dei social, di selfie e dirette streaming per una relazione non-mediata tra leader e pubblico-elettore, raggiunge ogni giorno più giovani. Un fenomeno che fa la sua prima apparizione in Croazia.

Il Fenomeno Pernar

Nemico dei media tradizionali, con circa 15 post al giorno l’uso di Facebook da parte di Pernar è ossessivo. Tra i vari selfie con le cuoche del Sabor alla mattina, con i liceali al pomeriggio, e con gli universitari la sera in mensa, le dirette streaming di Pernar alternano invettive varie a schizzi impressionisti della popolazione in crisi. Tra battaglie e interviste glamour, la popolarità di Pernar è schizzata alle stelle. Forte degli ultimi sondaggi che lo considerano uno dei dieci politici più popolari, il giovane parlamentare potrebbe candidarsi come sindaco di Zagabria alle elezioni della primavera 2017.

Le battaglie di Pernar

I nemici principali del parlamentare sono le banche, gli USA e la massoneria. L’UE e la Nato sono strumenti dell’imperialismo americano, ergo il suo riferimento politico è Vladimir Putin. Grazie alle invettive anti-Nato, la popolarità di Pernar ha oltrepassato i confini nazionali. Nell’intervista d’ordinanza a Sputnik ha paragonato la Nato a Hitler, elogiando il ruolo di Mosca come ultimo bastione di libertà. Quotidianamente, Pernar rinnova il suo amore, per esempio festeggiando l’avanzata delle truppe di Assad ad Aleppo. Ciononostante, il giovane parlamentare sfugge alla facile interpretazione di un lepenista qualunque.

Pernar, infatti, si dichiara un grande amante della libertà su tutti i fronti, si esprime a favore della legalizzazione delle droghe leggere e sponsorizza un uso più massiccio della contraccezione. Inoltre, si distingue per le sue posizioni eretiche rispetto alla narrazione nazionalista ufficiale della guerra degli anni ’90. Recentemente, ha definito l’operazione Oluja come pulizia etnica, per poi sostenere che il popolo croato ha subito più danni da Tuđman e l’HDZ (il partito nazionalista-conservatore) che da Milošević e tutti i serbi.

La figura di Pernar nel sistema politico croato

Al Sabor Pernar si è fatto campione di tutto ciò che non è opportuno dire, pescando dal florido campo della lotta anti-establishment. Ha occupato così un nuovo spazio politico, conquistandosi una gioventù soffocata da un’ipertrofica preponderanza della dimensione politica nazionale, considerata inadatta a fornire risposte adeguate. I temi trattati da Pernar non stridono, invece, con il mondo globale cui i giovani hanno accesso in rete. Lì si trovano le più disparate teorie complottiste, si criticano gli USA, l’UE, la Nato; si rimette in discussione ciò che sulla televisione pubblica e i quotidiani nazionali viene postulato; si parla di contraccezione, aborto e legalizzazione delle droghe leggere – temi che in Croazia vengono di norma solo sussurrati.

Beffardamente, la procura di stato ha richiesto al parlamento di sospendere l’immunità di Pernar per un’indagine per graffiti, che, in caso di condanna, gli costerebbe una semplice multa. Il giovane parlamentare ha colto l’occasione, dalla venatura complottista, per monopolizzare la discussione accusando gli USA di volerlo mettere a tacere, la politica di temerlo e la giustizia di essere prona al disegno massonico, per poi infine paragonarsi a Gesù martire. Una reazione smisurata di un narcista in cerca di popolarità?

Questo articolo è frutto della collaborazione con MAiA Mirees Alumni International Association e PECOB, Università di Bologna.

Foto: PATRIK MACEK/PIXSELL

Chi è Pierluca Merola

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Nato a Roma, appassionato di Balcani, ha momentaneamente abbandonato Zagabria per Bruges dove studia presso il Collegio d'Europa. Laureato triennale in Storia moderna e contemporanea alla Sapienza e magistrale in studi interdisciplinari sull'Europa orientale (MIREES). Collabora con East Journal da Maggio 2016, per il quale narra di avvenimenti croati e balcanici. Parla correntemente inglese, francese e serbo-croato.

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