TURCHIA: Colpo di Stato dell’esercito. Cosa sta succedendo

Tutti gli aggiornamenti sul colpo di Stato in Turchia iniziato nella serata di venerdì 15, che ha lasciato il paese in bilico fino a questa mattina.

In breve – La situazione attuale è la seguente. Il colpo di Stato è fallito. Nella notte il presidente Erdogan è tornato a Istanbul e ha parlato alla stampa dall’aeroporto Ataturk, accolto da una grande folla di sostenitori. Attualmente le principali figure dell’esecutivo hanno ripreso il controllo della situazione.

I militari golpisti hanno rapidamente perso il controllo sia dei palazzi delle istituzioni, sia dei principali media. Ad Ankara e Istanbul decine di migliaia di cittadini hanno presidiato le piazze per tutta la notte fronteggiando l’esercito. Negli scontri ci sono stati almeno 265 morti e oltre un migliaio di feriti: l’esercito ha sparato sulla folla.

Centinaia di militari golpisti si sono arresi e hanno abbandonato posizioni e mezzi con le mani in alto. Alcuni dei vertici militari dietro il golpe sono stati arrestati. Nel pomeriggio di sabato arrivano le prime “purghe” di Erdogan: la Corte Suprema ha licenziato più di 2700 giudici, un terzo di tutti quelli attivi in Turchia, perché sospettati di connivenze con i golpisti. Mandati d’arresto spiccati anche per membri della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato.

Già poche ore dopo l’avvio del tentato colpo di Stato, la comunità internazionale ha espresso all’unanimità supporto per il governo in carica, isolando di fatto i golpisti.

bbb1Gli aggiornamenti in diretta:

dddManifestazioni a Ankara – In piazza Kizilay nel tardo pomeriggio si sono radunate alcune migliaia di persone per festeggiare il fallimento del colpo di Stato. Erdogan aveva chiesto pubblicamente ai suoi sostenitori, nel corso del pomeriggio, di restare a presidiare strade e piazze per bloccare sul nascere eventuali colpi di coda dei golpisti. Assembramenti di questo tipo potrebbero crearsi anche in altre città a partire da Istanbul.

Il parlamento è riunito – Prima seduta del parlamento dopo il colpo di Stato fallito, iniziata verso le 16 italiane. Sono presenti tutti i partiti rappresentati: oltre all’AKP di Erdogan, anche i social-democratici kemalisti del CHP, i nazionalisti del MHP e i filo-curdi del HDP. Tutti i partiti avevano immediatamente condannato il golpe ieri sera; il presidente del parlamento li ringrazia per questo (incluso l’HDP). I leader stanno prendendo a turno la parola. E’ presente in aula anche il Capo di Stato Maggiore Hulusi Akar, ieri arrestato dai golpisti e poi liberato. Fuori dal parlamento si sono radunate migliaia di persone a sostegno delle autorità politiche del paese.

bbbUSA considerano estradizione Gulen – Il segretario di Stato americano John Kerry ha detto che Washington prenderà in considerazione la richiesta di estradizione avanzata dalla Turchia nei confronti dell’imam turco Fethullah Gulen, in esilio volontario negli USA dal ’99 e additato da Erdogan come la vera mente dietro il colpo di Stato della notte scorsa. Kerry ha però aggiunto che la Turchia dovrà presentare prove solide della colpevolezza di Gulen, che gli USA si riservano di vagliare prima di estradare l’imam.

Epurata la magistraturaSi allargano a dismisura le purghe contro giudici, magistratura e organismi di controllo dello Stato. Ai 2.745 giudici licenziati si aggiungono ora (15,45) i mandati d’arresto spiccati per membri della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato.

La Grecia si tiene i golpisti – Le autorità greche hanno annunciato che restituiranno “quanto prima” l’elicottero da combattimento (un Blackhawk) con cui alcuni militari golpisti turchi sono atterrati intorno a mezzogiorno vicino alla città di Alexandroupolis. Per loro invece la trafila sarà diversa: la Grecia ha intenzione di vagliare con attenzione le richieste di asilo politico che i militari hanno avanzato. Appena atterrati, erano stati posti in stato di arresto dalla polizia greca.

Blackout nella base di Incirlik – Il Consolato statunitense in Turchia fa sapere che alle 15 ora italiana la base aerea di Incirlik è isolata a causa di un blackout elettrico. Non sono al momento note le cause. Da lì partono i caccia americani impegnati nella guerra contro l’Isis in Siria e Iraq. L’uso della base agli USA è stato concesso soltanto lo scorso luglio dopo lunghe trattative con il governo turco.

Purghe per la magistratura – La Corte Suprema della Turchia (HSYK), la più alta autorità del paese in ambito giudiziario, ha estromesso dalle proprie funzioni 2.745 giudici nel corso di una riunione straordinaria che si è conclusa intorno alle 14. In pratica è stato licenziato un terzo di tutti i giudici attivi nel paese.

Si tratta di una misura di fondamentale rilevanza per diversi motivi. Chiaramente la motivazione addotta dalle autorità è la necessità di epurare uno dei poteri dello Stato da personalità conniventi con i golpisti. Di fatto, però, tra esecutivo e magistratura è in atto un lungo braccio di ferro che risale almeno al 2010, quando con una riforma della Costituzione Erdogan – allora premier – aveva aumentato il numero dei membri dell’HSYK da 7 a 22 e aumentando il proprio controllo su quest’organo. L’agenzia Anadolu segnala che nel corso della stessa riunione sarebbero stati allontanati anche 5 membri dell’HSYK.

Parallelamente, negli anni passati Erdogan ha proseguito l’opera di repulisti nella magistratura, allontanando quei magistrati scomodi che venivano sospettati di costituire la longa manus di Hizmet, l’organizzazione del rivale di Erdogan Fethullah Gulen, non a caso accusato durante le ore più dure del golpe di essere il vero mandante. Questi giudici sono stati sostituiti con personalità più docili o vicine al partito di governo AKP. Un altro episodio da ricordare nella rivalità Gulen-Erdogan è il maxi-scandalo di corruzione emerso nel dicembre 2013, che è arrivato a lambire anche importanti esponenti del governo dell’AKP e la famiglia dello stesso Erdogan. Da allora l’attuale presidente ha aperto una stagione di aperto contrasto a segmenti della magistratura.

Analizzata in questo contesto, la notizia del licenziamento in massa di quasi 3000 giudici si rivela una delle – probabilmente tante – ondate di epurazione ai più diversi livelli dello Stato che Erdogan effettuerà nel prossimo futuro.

dsaLa fuga in Grecia – La polizia greca ha reso noto poco dopo le 12 che un elicottero con a bordo 8 militari turchi è atterrato ad Alexandroupolis. I militari, che hanno chiesto subito asilo politico, sono stati arrestati.

Il ministro degli Esteri turco Çavuşoğlu ne ha richiesto l’estradizione.

Non si ferma la conta dei morti – Gli ultimi dati, annunciati alle 12, parlano di 265 morti in totale. Tra questi sono compresi i 104 militari golpisti uccisi durante gli scontri. Si aggrava quindi il numero delle vittime civili e dei poliziotti, che avevano immediatamente preso posizione contro l’esercito. I feriti sarebbero invece più di 1400. Le persone arrestate invece sono arrivate a 2839.

I morti sono 200 – Parla il generale Ümit Dündar, nominato nella notte Capo di Stato Maggiore: tra i 90 morti ci sono 41 poliziotti. Oltre a questi sono morti anche 104 militari golpisti.

Si aggrava il bilancio delle vittime – L’agenzia Anadolu ha rilanciato poco prima delle 9 il bilancio aggiornato degli scontri: i morti salgono a 90, oltre 1150 i feriti. Nel frattempo circa 200 militari golpisti che erano asserragliati nel quartier generale dell’esercito ad Ankara si sarebbero arresi e consegnati alla polizia.

Arresti tra i cospiratori – Nella provincia di Mersin è stato arrestato verso le 8 italiane il contrammiraglio Demirhan, considerato tra i promotori del fallito colpo di Stato. Intanto il numero degli arrestati tra i membri dell’esercito è salito a 1.563.

Liberato l’ex capo di Stato Maggiore Hulusi Akar, fino a questa notte capo di Stato Maggiore dell’esercito, è stato liberato e portato in un luogo sicuro. Era stato preso in ostaggio da un commando di militari golpisti all’inizio del colpo di Stato, nella notte di venerdì, e detenuto nella base aerea di Akıncılar.

Ad Ankara si spara ancora – Il colpo di Stato è ormai fallito ma nei pressi della sede principale dell’esercito, ad Ankara, si spara ancora. I media locali alle 7,25 italiane parlano di sparatorie in corso tra piccole sacche di resistenza dei militari golpisti e le forze pro-governo. Secondo alcune fonti i ribelli avrebbero ancora a disposizione alcuni elicotteri da combattimento. Sembra però questione di ore perché il tentato colpo di Stato fallisca del tutto.

In una mail inviata alla Reuters poco fa, alcuni militari golpisti sostenevano invece contro ogni evidenza che il golpe è ancora in corso e che il loro movimento – si fanno chiamare “Movimento per la pace in patria” – continua a combattere a oltranza.

wwwGulen smentisce coinvolgimento – Per la seconda volta nel giro di poche ore l’imam Fethullah Gulen ha negato un suo coinvolgimento nel tentativo di colpo di Stato. “In quanto persona che ha sofferto sotto più colpi di Stato militari negli ultimi 5 decenni, è particolarmente infamante essere accusato di avere legami con questo tentato golpe. Nego categoricamente queste accuse. Così Gulen in una nota.

Gulen è in esilio volontario negli USA dalla fine degli anni ’90. Un tempo stretto alleato di Erdogan, tra il 2007 e il 2010 i loro rapporti si deteriorano fino a sfociare in un aperto scontro che dura tuttora. Erdogan accusa Gulen e il suo movimento Hizmet di aver creato uno “Stato parallelo” e di tentare di sovvertire le istituzioni del paese. A più riprese ha tentato di ottenere l’estradizione dagli USA (senza successo) e ha dichiarato Hizmet un’organizzazione terroristica.

Alla base dello scontro tra i due c’è un accentramento dei poteri sempre più marcato nelle mani di Erdogan, iniziato già con una prima riforma della Costituzione 9 anni fa, che minaccia di diminuire l’influenza di Hizmet sulla vita politica della Turchia.

Qui una breve presentazione dei rapporti tra Erdogan e Gulen.

Sale il bilancio dei morti – Le vittime degli scontri sarebbero salite a 60. Non è ancora chiaro se si tratti in prevalenza di civili, di poliziotti filo-governativi o di militari golpisti. Il ministro della Giustizia ha affermato che fino a questo momento (le 6,20 in Italia) sono state arrestate 336 persone coinvolte nel colpo di Stato. Alle 7 l’agenzia Anadolu riferisce invece di 754 arresti tra i militari, mentre il ministro dell’Interno ha rimosso 29 colonnelli e 5 generali.

Nuovo capo di Stato Maggiore – Il premier Yildirim alle 6 del mattino italiane ha nominato il generale Ümit Dündar, già comandante della prima armata schierata a Istanbul, come nuovo capo di Stato Maggiore dell’esercito. Al momento non si conosce la sorte del suo predecessore, Hulusi Akar, che era stato preso in ostaggio dai militari golpisti.

zxcGolpisti si arrendono – Verso le 5,40 italiane due caccia F-16 hanno bombardato i carri armati usati dai golpisti che si trovavano nelle vicinanze del palazzo presidenziale ad Ankara. Un elicottero è stato abbattuto mentre sorvolava la periferia della capitale.

Intanto sta terminando il blocco creato dai golpisti sui ponti sul Bosforo: i militari abbandonano i loro mezzi con le mani in alto.

Nuovo discorso di Erdogan – Dall’aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul il presidente Erdogan ha tenuto un nuovo discorso di fronte a migliaia di manifestanti in favore del governo. Erdogan si è rivolto all’esercito dicendo che dev’essere chiaro a tutti, dai vertici fino agli ufficiali meno alti in grado, che le Forze Armate non devono governare la Turchia.

Riapre aeroporto di Istanbul – Lo scalo internazionale Ataturk è di nuovo operativo e in mano alle forze fedeli al governo. La struttura era stata assaltata dall’esercito golpista nelle prime fasi del tentato colpo di Stato. I manifestanti pro-governo accorsi in massa erano però riusciti a cacciarli e il presidente Erdogan ha potuto atterrare e tenere una conferenza stampa. Nelle ore successive i militari hanno riprovato a riprendere il controllo dell’aeroporto, ma senza successo.

Parlamento devastato – L’edificio del Parlamento ad Ankara è stato devastato dall’esercito e la Reuters continua a segnalare diverse deflagrazioni. Sono state segnalate diverse esplosioni già nella notte, mentre i militari golpisti tentavano di accedere e diversi deputati erano asserragliati all’interno. Dalle foto che stanno circolando in questi minuti, all’interno del Parlamento ci sono danni evidenti: calcinacci ovunque, porte e finestre sventrate, compatibili con esplosioni. Da alcuni scatti del tetto sembra verosimile che il palazzo sia stato colpito dall’aria, probabilmente dagli elicotteri di cui i golpisti si sono impadroniti nella notte.

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Morti e feriti ad Ankara – Il procuratore della capitale ha detto all’emittente NTV che negli scontri tra manifestanti, polizia ed esercito sono morte 42 persone, tra cui 17 poliziotti. Le immagini che continuano ad arrivare da Ankara mostrano una situazione molto tesa. Strade e piazze sono invase da manifestanti pro-governo che tentano di resistere ai militari. Dai filmati si sentono frequenti rumori di spari, stanno circolando foto con diverse persone morte e ferite. Impossibile visto il caos del momento fare un bilancio.

In precedenza attorno al Parlamento si sono verificate alcune esplosioni. Una di queste ha devastato l’ingresso. Alcune fonti riferiscono di un attacco condotto anche con elicotteri, dunque eseguito dai golpisti, ma non si ha una conferma certa in merito. Dentro al Parlamento sono rifugiati decine di deputati turchi e secondo alcune fonti diversi poliziotti sarebbero stati uccisi dalle esplosioni. Da alcune foto pubblicate su Twitter dal ministro per le relazioni con l’UE Ömer Çelik si vedono estesi danni all’edificio.

I golpisti non si fermano – Testimoni oculari hanno riferito alla Reuters che i militari golpisti hanno ripreso il controllo dell’aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul intorno alle 4,20 italiane. Lo scalo era già stato occupato diverse ore prima, ma la folla di manifestanti pro-Erdogan lo aveva accerchiato sfidando i militari, presenti in forze e con mezzi pesanti, tra cui carri armati. Poco dopo i golpisti avevano abbandonato l’aeroporto. Lì Erdogan è atterrato e ha tenuto un discorso alla stampa. Al momento non è chiaro se Erdogan si trovi ancora all’interno del perimetro dell’aeroporto, o se si sia allontanato dopo la conferenza stampa.

L’UE appoggia Erdogan – Alle 4 del mattino (quasi 3 ore dopo i pronunciamenti di USA e NATO) è stata diramata una nota congiunta firmata dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e dall’Alto rappresentante per la politica estera UE Federica Mogherini: “La Turchia è un partner-chiave per l’Unione Europea. L’UE supporta totalmente il governo democraticamente eletto, le istituzioni del paese e lo stato di diritto”.

“Abbattete quegli aerei” – Il premier Yildirim ha ordinato alle forze dell’Esercito fedeli all’esecutivo di abbattere i velivoli attualmente in mano ai golpisti e in volo su Ankara e Istanbul. Lo riporta l’AFP alle 4 del mattino ora italiana. Yildirim ha annunciato che un generale tra i responsabili del golpe è stato ucciso e che circa 130 ufficiali dell’Esercito sono stati arrestati.

tttErdogan parla dall’aeroporto – Dalla sala conferenze dell’aeroporto Ataturk di Istanbul, Erdogan ha parlato verso le 3,20 italiane. Alle spalle del presidente un ritratto del padre della patria Kemal Ataturk. “Una frazione minoritaria dell’Esercito ha tradito il paese. Adesso abbiamo il controllo della situazione”, ha affermato.

Erdogan ha poi detto che i responsabili del golpe pagheranno e che si tratta di un’occasione da sfruttare per fare pulizia tra i ranghi dell’Esercito. Ha poi accusato l’imam esiliato negli Usa Fethullah Gulen di essere tra i responsabili del golpe, benché lo stesso Gulen avesse nelle ore precedenti condannato il golpe. “Sono con il mio popolo. Non me ne vado da nessuna parte”.

Erdogan ha poi aggiunto di non sapere dove si trovi il Capo di Stato Maggiore e ha riferito che la sua residenza di Marmaris, dove si trovava fino a poche ore prima in villeggiatura, sarebbe stata bombardata poco dopo la sua partenza alla volta di Istanbul.

Militari golpisti vengono consegnati alla polizia dai manifestanti pro-governo in piazza TaksimScontri polizia-esercito a Taksim; esplosioni – L’Associated Press riferisce di scontri a fuoco in piazza Taksim a Istanbul tra gruppi di poliziotti (fedeli al governo e a Erdogan) e militari golpisti. Più fonti segnalano esplosioni in diverse zone della città, compreso l’aeroporto Ataturk dove sarebbe atterrato Erdogan poche decine di minuti fa. Alcune di quelle che sembrano esplosioni potrebbero in realtà essere i rumori dei jet militari che sorvolano a bassissima quota la città.

Militari occupano un’altra tv – Verso le 2,30 italiane un gruppo di militari ha fatto irruzione negli studi della CNN-Turk (gruppo Dogan) e ha interrotto le trasmissioni. Da questo canale il presidente Erdogan aveva lanciato il suo appello alla popolazione poche ore prima. Altre fonti riferiscono di un’irruzione dei militari nella sede del quotidiano Hurriyet.

Esplosioni ad Ankara – Una grossa esplosione è avvenuta ad Ankara. Media locali parlano di un elicottero distrutto, ma non si hanno ulteriori dettagli. Elicotteri sono stati usati dai golpisti sia ad Ankara che Istanbul. L’agenzia Anadolu riporta anche di scontri violenti in prossimità del quartier generale dell’Esercito nella capitale.

Erdogan atterra a Istanbul – Diversi media riferiscono che l’aereo su cui si trova il presidente Erdogan sarebbe atterrato a Istanbul. Nell’immagine, il tragitto del velivolo con sigla THY8456 che trasporterebbe Erdogan risulta atterrato secondo il sito FlightRadar24. Sarebbe decollato all’1,43 italiane dall’aeroporto Dalaman, vicino a Bodrum, e non si sarebbe mai allontanato dallo spazio aereo della Turchia. Dal tracciato si nota una fase di volo circolare, probabilmente per prendere tempo, poco prima dell’arrivo a Istanbul.

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Servizi segreti: “Il golpe è fallito” – Un portavoce del MIT, i servizi segreti turchi, ha annunciato che il tentativo di colpo di Stato è fallito. Gli fa eco il comandante in capo delle Forze Speciali dell’Esercito Zekai Aksakalli, che ha ripetuto di avere il controllo della situazione.

La tv di Stato trasmette di nuovoL’emittente TRT ha ripreso le trasmissioni. I militari che avevano occupato la sede e interrotto ogni comunicazione sarebbero stati bloccati, dopo che una folla di manifestanti pro-Erdogan aveva protestato per ore fuori dall’edificio. Uno degli elementi più importanti per la riuscita di ogni colpo di Stato torna quindi sotto il controllo del governo.

La NATO contro i golpisti – Verso l’1,50 (ora italiana) la NATO ha infine preso posizione sul colpo di Stato in Turchia. Il segretario generale Jens Stoltenberg in un’intervista all’Associated Press chiede “pieno rispetto” per le istituzioni democratiche della Turchia e afferma di aver preso contatti con il ministro degli esteri turco Cavusoglu.

Gli USA prendono posizione contro i golpisti –  La Casa Bianca ha deciso di appoggiare il governo in carica, scaricando di fatto i militari golpisti. In un comunicato diramato verso l’1,30 (ora italiana), si legge che “tutte le parti in Turchia dovrebbero supportare il governo eletto democraticamente”.

Colpo di Stato in Turchia
La situazione a Ankara nella notte. Manifestanti prendono possesso dei carri armati dell’esercito. (AP Photo/Burhan Ozbilici)

Scontri nelle piazze – Situazione critica nelle strade di Ankara e Istanbul, dove migliaia di manifestanti si sono riversati sia a sostegno del golpe, sia in risposta all’appello lanciato dal governo e dal presidente Erdogan. Media locali riferiscono di 17 poliziotti morti ad Ankara. L’agenzia stampa governativa Anadolu riferisce di 5 militari morti nei pressi della sede della tv pubblica.

Gli assembramenti più copiosi sembrano essere a Istanbul: i ponti sul Bosforo, piazza Taksim, l’aeroporto internazionale Ataturk. Da molte riprese si vedono cittadini turchi sfidare apertamente i militari in strada.

Come è iniziato il tentativo di colpo di Stato

Le mosse dell’Esercito – L’Esercito ha tentato nelle prime ore della serata di venerdì 15 luglio di prendere il controllo delle principali istituzioni del paese. I ponti sul Bosforo a Istanbul sono stati bloccati, così come le principali vie d’accesso alla sede dello Stato Maggiore dell’Esercito nella capitale Ankara, dove è stato preso in ostaggio il capo di Stato Maggiore dell’esercito Hulusi Akar.

Caccia militari e elicotteri hanno continuato a volare per ore a bassa quota su Ankara e Istanbul. L’Esercito ha fatto irruzione negli studi della tv di Stato TRT e ha letto un comunicato in cui afferma di avere il controllo della situazione. Carri armati hanno circondato anche la sede del Parlamento. Elicotteri hanno aperto il fuoco contro la sede dell’intelligence turca, il MIT. L’aeroporto Ataturk di Istanbul è stato chiuso e bloccato dall’Esercito. È stato imposto il coprifuoco e la legge marziale.

L’annuncio del golpe da parte dell’Esercito – Questo il testo del comunicato dell’esercito letto dalla presentatrice dell’emittente di Stato TRT. “Le Forze Armate della Turchia hanno preso il pieno controllo del governo del paese, al fine di proteggere e conservare l’ordine costituzionale, i diritti umani e le libertà, ristabilire lo stato di diritto, e restaurare l’ordine pubblico che è stato compromesso. Tutti gli accordi e gli impegni internazionali restano validi. Confidiamo che le nostre buone relazioni con tutti i paesi del mondo continuino”. L’Esercito afferma di trattenere in ostaggio il capo di Stato Maggiore Hulusi Akar.

Dove si trova Erdogan? – Non è stato chiaro per molte ore. Quando è iniziato il colpo di Stato in Turchia, il presidente si trovava in una località vicino a Bodrum. Erdogan è poi intervenuto in diretta sulla CNN-Turk con una videochiamata dal telefonino, affermando di essere diretto ad Ankara. Si sono però rincorse diverse voci contrastanti, di cui è impossibile per il momento verificare l’attendibilità ma che, visti gli sviluppi, sono altamente improbabili. Erdogan sarebbe stato in volo prima verso la Germania, che gli avrebbe negato asilo, quindi verso la Gran Bretagna. Ma si tratta, è bene ribadirlo, soltanto di supposizioni senza alcuna conferma. Erdogan è poi riuscito nel corso della notte a fare ritorno a Istanbul, dove ha parlato alla stampa e alla nazione.

wer3La reazione del partito di Erdogan – Il presidente Erdogan ha parlato di un “tentativo di colpo di Stato” e ha incitato la popolazione a scendere nelle strade e dimostrare a supporto del governo. Il premier Yildirim ha denunciato “un tentativo di colpo di Stato da parte di un gruppo in seno all’Esercito”. L’ex premier Davutoglu, in un’intervista ad al-Jazeera, ha affermato che si tratta di un attacco alla democrazia e ha sottolineato che si aspetta che il colpo di Stato fallisca, perché sarebbe condotto solo da una “cricca” di militari.

Le reazioni degli altri partiti – Tutti i partiti rappresentati in Parlamento hanno condannato il golpe.

Il Partito del Movimento Nazionalista (MHP), attualmente all’opposizione, ha condannato il colpo di Stato da parte dell’Esercito come “inaccettabile” e un “grave errore” che potrebbe “distruggere l’unità nazionale”.

Il presidente del CHP Kiliçdaroglu ha condannato il tentativo di golpe dal suo account twitter. Il CHP è il partito secolare erede di quella stessa tradizione kemalista in nome della quale l’Esercito sostiene di aver tentato il colpo di Stato.

Il Partito filo-curdo HDP di Demirtas ha diramato un comunicato in cui afferma di essere contrario in linea di principio ad ogni colpo di Stato, quali che siano le circostanze.

Chi è Lorenzo Marinone

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Giornalista, è caporedattore area Medio Oriente di East Journal. Collabora su Medio Oriente e Nord Africa con il Centro Studi Internazionali e con Osservatorio di Politica Internazionale. Master in Peacekeeping and Security Studies a RomaTre. Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere.

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