REP. CECA: Nezval, un surrealista ceco

Il becchino assoluto
/ vecchio quasi come questo paesaggio di granito / dalla cui mangiatoia l’asino legato beve / gli avanzi della tempesta di ieri
/ alza la testa con i capelli di cotoletta bruciacchiata
/ e di fungo spuntato dal cappello
/ per chinarla di nuovo sopra la zappa del grande morso di serpente / appoggiata sul pavimento marcio con orme di pagliericcio
sfilacciato.”

Scritti nel 1937, questi versi di puro surrealismo tratti da Il becchino assoluto (in Italia tradotto da Sergio Corduas) appartengono al poeta e scrittore ceco Vítězslav Nezval, nato il 26 maggio di centosedici anni fa nella piccola cittadina morava di Biskoupky. Spostatosi per gli studi liceali a Třebíč – luogo nel quale ambienterà il suo capolavoro erotico Sexuální Nocturno, illustrato da Štýrský, disponibile solo in ceco e in inglese – approderà poi a Praga, dove non terminerà gli studi, ma conoscerà il critico Karel Teige (col quale elaborò il movimento del Poetismo) e gli artisti Jindřich Štýrský e Toyen, assieme ai quali fonderà nel 1920 il gruppo d’avanguardia boemo del Devětsil.

Oltre ad essere un autore prolifico e poliedrico la cui produzione spazia dalla poesia alla saggistica passando per la drammaturgia, fu anche un accanito lettore di opere di autori francesi (Apollinaire, Mallarmé, De Sade) ed è infatti con la Francia e con Parigi in particolare che ebbe un legame preferenziale, fino a diventare intimo amico di André Breton e Paul Éluard.
Nel 1934 fondò infine assieme agli altri componenti del Devětsil (eccezion fatta per Teige) il Gruppo surrealista ceco, sebbene elementi di surrealismo siano già rintracciabili nella sua produzione poetista negli anni tra le due guerre mondiali.

Ad oggi, nonostante la sua eccellente e variegata produzione, Nezval è quasi sconosciuto in Italia: in libreria possiamo apprezzarne la raccolta del 1935 La donna al plurale per Einaudi e il romanzo Valeria e la settimana delle meraviglie – incentrato sull’evento femminile del menarca – edito da e/o. Persino nel suo paese natio gli studi sulla sua figura e più in generale sull’avanguardia e sul surrealismo cechi hanno ripreso il loro corso solo pochi anni fa, anche a causa del silenzio di cui sono stati vittime negli anni del regime.

Convinto pacifista negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, morì per un attacco di cuore il 6 aprile 1958 ed ora il suo corpo giace nel bellissimo cimitero monumentale di Vyšehrad a Praga.

Chi è Marzia Romano

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Classe 1990, laureata magistrale in lingua e letteratura ceca presso L'Orientale di Napoli. Collabora con la rivista Napoli Monitor e ha partecipato alla redazione dei due volumi dello street artist Cyop&Kaf "QS" e "Taranto, un anno in città vecchia".

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