ASIA CENTRALE: In equilibrio tra Turchia e Russia

In meno di quattro mesi, dall’abbattimento del caccia russo da parte di un aereo turco, il mondo ha assistito al rapido deterioramento delle relazioni tra Turchia e Russia, passati da importanti alleati ad essere sull’orlo di una guerra. Tale rivalità inoltre non dà minimamente segno di potersi acquietare, ed i due Paesi, oltre che sul fronte siriano, si sono trovati divisi anche nel Caucaso. Ankara infatti si è detta pronta a giocare un ruolo di primo piano nel processo di risoluzione del conflitto del Nagorno-Karabakh, cercando di diventare un attore di primo piano in uno scenario che è sempre stato considerato da Mosca come cortile di casa propria.

A pagare le spese di questa rivalità sono stati quei Paesi dell’Asia centrale che avevano coltivato l’amicizia con Ankara, insieme a quella con Mosca, ovvero Kazakistan e Kirghizistan. Oltre ai rapporti economici e commerciali, ampia attenzione avevano avuto anche i rapporti culturali con Ankara in nome della comune identità e cultura turca, ed i due Paesi, unici nell’area, sono entrati a far parte del Consiglio di Cooperazione dei Paesi turcofoni. Di fronte dunque alla crisi di due dei principali amici, Kazakistan e Kirghizistan hanno cercato di bilanciarsi tra le due posizioni, evitando di prendere le parti di uno o dell’altro.

Per quanto riguarda il Kazakistan, il presidente Nazarbaev ha cercato di mantenere un profilo neutrale per non scontentare nessuno dei due alleati. Allo stesso tempo ha cercato di ritagliarsi una posizione di mediatore nella crisi, ricalcando la stessa offerta fatta per la crisi tra Russia ed Ucraina. In quest’ottica, Nazarbaev ha ospitato lo scorso 6 Febbraio ad Astana Ahmet Davutoglu, Primo Ministro della Turchia, ed insieme hanno lodato la cooperazione tra di due Paesi. Pochi giorni successivi il presidente kazako ha ricevuto una chiamata da parte di Putin, durante la quale si è parlato di questioni economiche. Per il momento dunque sembra che il Kazakistan sia riuscito nell’opera di bilanciamento tra Mosca ed Ankara, opera che tuttavia, con il continuare delle tensioni tra Russia e Turchia sul fronte siriano e del Caucaso, diventerà sempre più complessa.

Il Kirghizistan si trova nella stessa posizione del suo vicino, con la differenza di avere minore importanza per le ridotte dimensioni del territorio e dell’economia. Se da una parte questo è un grosso svantaggio, dall’altro permette al Paese di avere maggiore libertà d’azione. Il governo kirghiso si è mostrato deciso a sfruttare questo vantaggio e la sua posizione in qualità di membro dell’Unione Economica Eurasiatica per attirare sul proprio suolo imprese turche, in modo da aggirare le sanzioni che la Russia ha imposto all’economia turca.

A gennaio 2016, durante un vertice tenutosi ad Ankara, i due Paesi hanno firmato un memorandum d’intesa per la costruzione di un complesso industriale in Kirghizistan, mentre in cambio il governo di Bishkek ha promesso una riduzione delle tasse per le imprese turche.

In questo modo, il Kirghizistan spera di attirare anche le aziende turche che già operano in Asia centrale, che però si sono viste sottoposte alle barriere commerciali imposte dall’Unione Economica Eurasiatica ai Paesi non membri, come per esempio è il caso di Uzbekistan e Turkmenistan.

Umberto Guzzardi

Chi è Umberto Guzzardi

Umberto Guzzardi
Nato a Novara nel 1991, appassionato di geopolitica, relazioni internazionali, storia antica e moderna, ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Alma Mater Studiorum Università di Bologna sede di Forlì. Ha trascorso vari periodi di studio all'estero, tra cui uno in Lituania ed un altro a Buenos Aires, per la scrittura della tesi magistrale. Atualmente è Ricercatore presso Wikistrat, e collabora anche con il Caffè geopolitico, dove si occupa di America latina e Sud-est asiatico.

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