Il G20 dichiara guerra al terrorismo. “L’Isis va distrutto, è il diavolo”

L’Isis ha il volto del diavolo e va distrutto. Barack Obama non usa mezzi termini durante la conferenza stampa che chiude il vertice di Antalya. I leader del G20 reagiscono compatti agli attacchi di Parigi e dichiarano guerra al terrorismo. La voce è unanime, quello che è accaduto è “un affronto all’umanità intera”.
Nei due giorni di lavori in Turchia, che si sono aperti con un minuto di silenzio per ricordare le vittime dell’attentato, i Grandi del mondo si sono concentrati sul tema che, in questo frangente, sta più a cuore all’Occidente. Il documento finale in 9 punti, che verrà allegato alle conclusioni del G20, contiene un pacchetto di misure da adottare per contrastare la minaccia globale rappresentata dai jihadisti del Califfato.
Maggiori controlli nel settore dell’aviazione, lotta contro chi finanzia i terroristi e blocco alla propaganda sul web; sono alcune di queste. Ma il vertice di Antalya è stato anche l’occasione per affrontare temi come la guerra civile in Siria e l’emergenza dei rifugiati.

Le conclusioni del G20 in Turchia

Secondo i leader del G20, per contrastare l’Isis occorre “allargare la coalizione internazionale e allo stesso tempo portare avanti i raid aerei”, ma per porre fine alla guerra civile in Siria non si può prescindere dall’arma della diplomazia. Resta escluso, per il momento, l’invio di truppe di terra. “Sarebbe un errore”, ha dichiarato Obama.
I Grandi del mondo – si legge nella bozza – sono “preoccupati per il notevole e crescente flusso dei foreign fighters, per la minaccia che rappresentano per tutti gli stati, includendo le nazioni di origine, di transito e di destinazione”; per questo si dichiarano “determinati a rafforzare la cooperazione e a sviluppare misure efficaci per prevenire e contrastare il fenomeno, comprese la condivisione di informazioni, il controllo delle frontiere per tracciare gli spostamenti ed un’appropriata risposta della giustizia penale“.
Inoltre, per aggredire con successo le risorse economiche di cui si servono i terroristi, saranno implementati la cooperazione e lo scambio di informazioni e saranno congelati gli asset di finanziamento. Nella bozza si parla anche di “sanzioni finanziarie ai regimi collegati al terrorismo o che finanziano i terroristi”.
I Grandi del mondo sottolineano poi la loro volontà di impedire ai jihadisti l’accesso alla tecnologia, che viene utilizzata per fomentare l’odio, concordando sul fatto che il terrorismo non può in alcun modo essere associato ad una religione o nazionalità, civiltà o gruppo etnico.

La questione dei rifugiati

“Chiudere la porta ai rifugiati sarebbe tradire i nostri ideali”, ha ammesso il presidente statunitense Barack, secondo cui tutti i paesi del G20 concordano sulla necessità di fare di più per i rifugiati e per il popolo siriano.
L’appello figura nel comunicato finale del summit. “Tutti devono contribuire a dare una risposta alla crisi migratoria, a condividere il relativo fardello, in particolare mediante il ricollocamento dei rifugiati, i diritti di ingresso umanitario, l’assistenza umanitaria”.

Il vertice di Vienna sulla Siria

Di Siria si era già parlato a Vienna, lo scorso sabato. Dal secondo round di trattative, al quale hanno partecipato anche Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita e Iran, emerge una nuova road-map per la risoluzione diplomatica del conflitto civile. Le tappe principali prevedono l’avvio, dal primo gennaio prossimo, di trattative dirette tra governo e opposizione, per la formazione di un governo di transizione entro 6 mesi e poi, entro 18 mesi, l’approvazione di una nuova costituzione cui dovranno seguire elezioni anticipate. Restano tuttavia irrisolti alcuni nodi fondamentali: non è stato trovato l’accordo per un cessate-il-fuoco e nulla si è deciso sulla sorte di Bashar Al Assad, né su chi dell’opposizione siederà al tavolo delle trattative.

Foto da Flickr

Chi è Sophie Tavernese

Sophie Tavernese
Giornalista professionista, si occupa per East Journal delle aree geopolitiche di Russia e Medio Oriente. Curatrice del travel blog sophienvoyage.it. Ha collaborato con Euronews, La Stampa, Coscienza & Libertà, Gazzetta Matin. Si è specializzata in giornalismo radio-televisivo alla Scuola di Perugia. Nata ad Aosta, vive a Courmayeur. Si è laureata in Archeologia e Storia dell'Arte all'Università Cattolica di Milano.

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