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LETTONIA: 2008. Quando Riga si trovò a 24 ore dalla bancarotta

Da RIGA – I quattro anni di presidenza di Valdis Zatlers, dal 2007 al 2011 hanno percorso i momenti più difficili che la Lettonia abbia vissuto dalla sua seconda indipendenza ad oggi. Il libro di memorie che l’ex presidente lettone ha appena pubblicato permette di leggere la ricostruzione di quel periodo di grave crisi economica del paese dal punto di vista di uno dei suoi protagonisti principali.

Dicembre 2008. Quando la Svezia salvò la Lettonia con un prestito-ponte

Nel dicembre del 2008 la Lettonia è sull’orlo della bancarotta. La bolla speculativa ha messo in ginocchio lo stato, una banca fallita, le casse pubbliche vuote. La Lettonia già da mesi sta portando avanti trattative con il FMI e l’Unione Europea per ottenere aiuti economici, ma il tempo ormai è finito ed ancora i finanziamenti internazionali non arrivano.

Zatlers nel suo libro ricorda che fu la Svezia a salvare il paese baltico concedendo un prestito per 10 giorni alla Lettonia, per evitare il rischio di insolvenza del paese. Fu un aiuto non del tutto disinteressato, perché la Svezia aveva ed ha tuttora molti interessi in Lettonia, specie a livello bancario, ed un fallimento del paese baltico sarebbe stato molto grave per la sua economia.

Quel prestito permise alla Lettonia di guadagnare le ore necessarie per trattare con FMI e UE le misure di sostegno per provare ad uscire dalla crisi. Fu lo stesso Zatlers, scavalcando l’esecutivo, ad andare a Bruxelles e contrattare direttamente con il commissario Almunia il via libera alle misure di sostegno. In cambio però Zatlers al ritorno a Riga doveva ottenere un ampio consenso dal parlamento lettone su un patto di riforme lacrime e sangue. I partiti lettoni, eccetto SCP e Jaunai laiks, accettarono e dettero il via libera al cosiddetto “Patto dell’avvento”.

Marzo 2009, l’arrivo di Dombrovskis a Riga

Ma non ci fu solo il dicembre del 2008. Zatlers nel suo libro ripercorre anche altri momenti drammatici nei mesi successivi. Nel marzo 2009 Ivars Godmanis, allora premier lettone, si dimette e Zatlers si trova a doversi inventare una via d’uscita: la trova a Bruxelles, nell’europarlamento, chiamando un giovane eurodeputato, non ancora quarantenne, Valdis Dombrovskis.

Dombrovskis chiede tre giorni di tempo a Zatlers per studiare la situazione prima di accettare l’incarico. Tre giorni dopo Dombrovskis torna da Zatlers e gli dice che “salvare il paese in queste condizioni non è possibile”. Ma nonostante questo Dombrovskis accetta e Zatlers nel suo memoriale gli riconosce il grande merito di non essersi sottratto a quella enorme responsabilità.

Giugno 2009, l’accordo coi sindacati sui tagli alle pensioni

Un altro momento molto duro, ricorda sempre Zatlers nel suo memoriale, la Lettonia lo vive pochi mesi dopo, nel giugno 2009. FMI e Commissione europea spingono per una riduzione delle spese pubbliche e il governo lettone si trova a dover prendere misure drastiche specie nel settore pubblico.

Il momento cruciale per Zatlers è l’accordo che i sindacati dei pensionati lettoni accettano di firmare per la riduzione delle pensioni. Una decisione penosa, che poi verrà dichiarata incostituzionale persino dalla Consulta lettone, ma che in quel momento permette alla Lettonia di tirarsi fuori da un altro momento estremamente critico ed avvia l’opera di ricostruzione dell’economia lettone, che nel 2014 ha portato il paese baltico ad entrare nell’eurozona.

Le frecciate di Zatlers agli avversari politici

Il libro di Zatlers in realtà alla sua uscita ha suscitato molto interesse e rilievo sulla stampa e i mezzi di informazione anche perché non risparmia velenose frecciate ad alcuni dei protagonisti delle ultime stagioni politiche lettoni, a partire dai tre oligarchi, Aivars LembergsAndris Šķēle  Ainārs Šlesers, contro i quali si è incentrata la battaglia politica di Zatlers subito dopo la fine del suo mandato presidenziale.

Nel suo libro Zatlers definisce Lembergs, potente sindaco di Ventspils, un bevitore, anche se capace in ogni momento di ottenere il proprio vantaggio contro chiunque, Šķēle un politico molto astuto e colto ma una scimmia (termine ripreso dalle mosse di kung-fu), per la sua maestria nell’aggirarsi intorno alla sua preda, mentre Šlesers diventa nel libro di Zatlers un bulldozer, capace di demolire qualsiasi ostacolo pur di raggiungere il proprio obiettivo.

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