LETTONIA: Frontiere più sicure e soldati per difendere il territorio. Riga si prepara a possibili azioni russe

Da RIGA – Frontiere più sicure e un maggior numero di soldati a presidiare la difesa del paese. Queste sono le direttrici su cui il ministro degli interni Rihards Kozlovskis e il ministro della difesa Raimonds Vējonis stanno lavorando all’interno del governo lettone, in una fase di particolare crisi internazionale in Europa orientale.

Incassato con soddisfazione il via libera della Nato alla creazione di “basi” militari nei paesi baltici, il governo lettone punta a mantenere alta l’attezione nei confronti delle risorse da mettere a disposizione per la difesa del suo territorio.

In questo direzione arriva la richiesta ad esempio del ministro degli interni Kozlovskis di aumentare le risorse a disposizione del controllo alle frontiere lettoni. I compiti delle guardie frontaliere infatti in questa nuova fase di crisi internazionale fra UE e Russia non sono più limitati al controllo e al contrasto delle attività di contrabbando e dell’ingresso di clandestini.

Il vero problema adesso è quello di controllare che non entrino nel territorio lettone quelli che in Lettonia vengono comunemente chiamati “zaļie cilvēciņi” (letteralmente “omini verdi”), come vengono definiti i militari russi che si infiltrano dalla Russia in veste di combattenti irregolari per destabilizzare i territori dei paesi confinanti, dove la presenza russofona è maggiormente presente. Nel caso della Lettonia in particolare la regione del Latgale.

Già da tempo sui social network circola l’immagine di un’inquietante bandiera della fantomatica repubblica del Latgale in versione russa, Республика Латгалия, secondo uno schema molto simile a quello già messo in campo nel Donbass in Ucraina. La polizia di sicurezza lettone sta indagando sugli agitatori che nel Latgale da qualche tempo stanno agitando i colori della nuova repubblica del Latgale, sostenendo l’autonomia della regione e il suo avvicinamento alla Russia di Putin.

La mappa dei sostenitori della repubblica autonoma del Latgale

La mappa messa in circolazione dai filorussi sostenitori della repubblica autonoma del Latgale, con la nuova bandiera

I confini fra Lettonia e Russia, in quanto a demarcazione, si trovano in condizioni migliori, rispetto a quanto accade ad esempio in Lituania ed Estonia. Ma nel complesso secondo il ministro degli interni Kozlovskis, c’è ancora molto da fare per rendere più sicure e controllate le frontiere con la Russia. Per questo aumentare le risorse nel settore avrebbe una grande importanza.

Nello stesso tempo il ministro della difesa Raimonds Vējonis sta portando in parlamento la richiesta di un aumento delle forze militari lettoni, di duemila unità da qui al 2018. Vējonis nella sua richiesta in parlamento ha sottolineato l’importanza che la Lettonia, pur sostenuta dall’alleanza atlantica, sia in grado di mettere in campo forze militari più ampie e capaci di sostenere attivamente la difesa del territorio, insieme alle truppe e ai mezzi della Nato. Forte anche l’attenzione per l’addestramento.

La richiesta di Vējonis ha però incontrato lo scetticismo del presidente della repubblica lettone Andris Bērziņš, che in un’intervista a Latvijas Avīze ha detto di essere contrario ad un aumento del numero dei soldati lettoni, che contrasterebbe con le modalità di formazione degli eserciti moderni, in cui più che al numero complessivo dei soldati si cerca di lavorare sulla loro capacità professionale e sull’addestramento.

Chi è Paolo Pantaleo

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Giornalista e traduttore, Firenze-Riga. Jau rīt es aiziešu vārdos kā mežā iet mežabrāļi

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Un commento

  1. Caro Paolo l’esercito lettone non sarebbe in grado di resistere alle truppe russe neanche una giornata. Tieni presente che la Lettonia ha una popolazione di n. 2.000.000 di anime, un milione in meno del 1991(russi che se ne sono andati). Nonostante questo circa la metà della popolazione è russa o russofona. Nonostante che n. 300.000 persone russofone siano escluse dal voto per un singolare “sbrego” della democrazia, considerate “aliens” nonostante siano da decine di anni in Latvija, abbiano vissuto, lavorato e percependo miserabili pensioni, nonostante questo il sindaco di Riga è di etnia russa, Nils Usakov ed il primo partito di Lettonia sia Saskanas Centrs considerato filorusso. La Lettonia non ha barriere difendibili, solo boschi e pianure e certo non sarebbero i dieci aerei della Nato a poter difendere il territorio. Anche perche la Rossiskaja Armja non ha certo i “razzetti” di Hamas

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