GEORGIA: Il governo continua a perdere pezzi, si dimette il ministro dell’interno

Ennesima grana politica per il governo georgiano dopo i problemi di ottobre. Lo scorso 23 gennaio si è ufficialmente dimesso dal suo incarico il ministro dell’interno Alexandre Chikaidze, dopo essere stato accusato di aver coperto per anni l’uccisione di due persone da parte della polizia.

Il duplice omicidio in questione avvenne nel 2006, quando un’operazione di polizia contro due uomini sospettati di attività criminali finì in sparatoria, terminata con l’uccisione dei due sospettati da parte dei poliziotti. Inseguiti dalle forze dell’ordine, i due presunti malviventi si sarebbero rifiutati di accostare il proprio veicolo, aprendo il fuoco per primi (secondo le testimonianze degli agenti), ma rimanendo però uccisi nella sparatoria. Sulle dinamiche dell’episodio però non venne mai fatta chiarezza, e tutte le indagini preliminari vennero sospese, portando allora Yuri Vazagashvili, il padre di Zurab, una delle vittime, ad accusare pubblicamente Chikaidze, che all’epoca dei fatti era colonnello della polizia, di aver voluto coprire intenzionalmente il duplice omicidio.

Sopravvissuto in questi anni alle accuse, verso la fine del 2013 Chikaidze venne nominato ministro dell’interno in sostituzione proprio di Garibashvili, destinato a diventare primo ministro. Lo scorso 20 gennaio però, Yuri Vazagashvili, il principale accusatore di Chikaidze, è rimasto ucciso in seguito all’esplosione di un ordigno presso un cimitero nella regione di Shida Kartli, proprio dove si trovava la tomba del figlio Zurab. Secondo le prime ricostruzioni, l’ordigno si trovava all’interno di un vaso situato sulla tomba di Zurab, e sarebbe esploso nel momento in cui Vazagashvili stava posando dei fiori.

Proprio la misteriosa morte di Vazagashvili ha spinto Chikaidze a presentare le proprie dimissioni; il ministro dell’interno ha affermato di sentire la responsabilità morale dell’accaduto, ribadendo comunque come le accuse avanzate contro di lui siano false, ma dichiarando di voler abbandonare il ministero per garantire la stabilità del governo. Intanto dalla Svizzera, dove si trovava per partecipare al World Economical Forum di Davos, il primo ministro Garibashvili ha dichiarato di accettare le dimissioni di Chikaidze, definendo positivo l’operato dell’ormai ex ministro dell’interno.

Le dimissioni di Chikaidze arrivano in un momento di grande difficoltà per il governo georgiano Lo scorso ottobre, infatti, la coalizione del primo ministro Garibashvili perse la maggioranza in Parlamento dopo che il Partito Liberale Democratico, guidato dall’ex ministro della difesa Irakli Alasania, decise di lasciare la coalizione di governo. La scissione avvenne in seguito alle accuse di corruzione rivolte proprio dal governo verso il ministero presieduto da Alasania; accuse che portarono all’arresto di molti funzionari ed ex funzionari del ministero stesso, e proprio lo scorso ottobre, alla rimozione dell’ex ministro Alasania, su decisione del primo ministro Garibashvili. La rimozione di Alasania fece scoppiare un vero e proprio terremoto all’interno del governo, causando le dimissioni – tra gli altri – del ministro degli esteri Maia Panjikidze e del ministro per l’integrazione europea ed euroatlantica Alex Petriashvili.

Foto: Marco Fieber

Chi è Emanuele Cassano

Emanuele Cassano
Ha studiato Scienze Internazionali, con specializzazione in Studi Europei. Per East Journal si occupa di Caucaso, regione a cui si dedica da anni e dove ha trascorso numerosi soggiorni di studio e ricerca. Dal 2016 collabora con la rivista Osservatorio Balcani e Caucaso.

Leggi anche

GEORGIA: Dopo il voto le proteste. L’opposizione denuncia brogli e chiede di tornare alle urne

L’opposizione georgiana si è rifiutata di riconoscere la sconfitta alle ultime elezioni presidenziali, denunciando brogli e centinaia di altre irregolarità, arrivando a scendere in piazza per chiedere elezioni anticipate

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com