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BALTICO: Gli intercettamenti di aerei militari russi inquietano le capitali baltiche

Da RIGA – Sono sempre più frequenti in questa estate gli intercettamenti sul mar Baltico, ai confini con le acque territoriali lettoni, di aerei militari russi. Il 28 agosto, mentre la Nato e l’Europa reagivano sul piano diplomatico all’invasione russa dell’Ucraina orientale, sul Baltico, a pochi metri dalle acque territoriali lettoni è stato intercettato un AN26 russo.

Gli aerei militari russi sorvolano il baltico con frequenza in questi ultimi mesi e sono numerosi gli avvistamenti. Viaggiano senza piano di volo e non rispondono alle richieste delle torri di controllo dell’aviazione civile dei tre paesi baltici. Spesso queste incursioni aeree sui cieli del Baltico sono accompagnate anche dall’appoggio di navi militari della marina russa.

In risposta all’invasione russa della penisola di Crimea in Ucraina, i paesi della NATO hanno aumentato il numero degli aerei impiegati nel pattugliamento dello spazio aereo baltico. Attualmente, lo spazio aereo baltico viene controllato da un totale di 12 aerei – quattro dalla Polonia, quattro dal Regno Unito e quattro dalla Danimarca. Esercitazioni militari della Nato nei paesi baltici sono in programma nelle prossime settimane e impegneranno blindati e aerei del patto Atlantico.

Le reazioni lettoni all’attacco russo in Ucraina

La Lettonia, attraverso le sue massime autorità, ha condannato l’attacco militare russo in Ucraina, chiedendo un intervento forte della Nato, con misure di supporto per l’attività dell’esercito ucraino a difesa del proprio territorio. La premier Straujuma ha affermato che l’aggressione russa in Ucraina mette a rischio la pace in Europa, anche se non esistono al momento pericoli seri di azioni militari nemiche in territorio lettone.

La speaker della Saeima Solvita Āboltiņa ha ricordato che l’articolo 5 del patto atlantico assicura l’impegno di tutti i paesi membri se uno di loro viene attaccato, come ha di recente sottolineato sia Obama che anche la Merkel, in visita la scorsa settimana a Riga. Ma anche se non ci sono pericoli immediati per la Lettonia e gli altri paesi baltici, “non si può non reagire e non fare i conti con una situazione tale, in cui un paese vicino viene attaccato senza che l’aggressore venga sanzionato” sostiene la Āboltiņa.

Il ministro degli esteri lettone Edgars Rinkēvičs ha poi sottolineato che ormai neanche le sanzioni economiche possono essere l’unica risposta: “Le sanzioni economiche non sono misure che dispiegano effetti nel breve termine, non possono da soli fermare un’aggressione militare sul campo. Per questo gli strumenti a disposizione della comunità internazionale, come Onu e Osce, sono limitate”.

Il ministro della difesa lettone: “La Russia attacca l’Ucraina, e mostra il suo vero volto”

L’attacco militare e l’invasione di porzioni di territorio dell’Ucraina dell’est da parte dell’esercito russo, notizia rilanciata dal New York Times, e che viene in queste ore denunciata dalle autorità ucraine, sta destando grande preoccupazione in Lettonia e in tutti i paesi baltici.

“L’attacco di forze militari russe in territorio ucraino che si sta verificando in queste ultime ore mostra il vero volto della Russia. Dispiace verificare che tutti i tentativi di risolvere il conflitto in maniera pacifica, attraverso colloqui come quello di due giorni fa a Minsk (fra il presidente russo Putin e quello ucraino Poroshenko ndr), si sono rivelati un insuccesso. La Russia ha scelto di non utilizzare la possibilità di un accordo, e vuole realizzare le proprie ambizioni geopolitiche attraverso l’uso della violenza.”

Questa la prima reazione delle istituzioni di governo lettone, attraverso le parole del ministro della difesa Raimonds Vējonis“Questa azione da parte della Russia – prosegue Vējonis – è la conferma che le forze ucraine stanno operando con successo contro i terroristi separatisti. L’intervento russo si propone di bloccare l’avanzata dell’esercito ucraino e influenzare il corso degli eventi nel paese”.

Il ministro della difesa lettone quindi chiede alla Nato di avviare al più presto consultazione fra i paesi membri che portino all’adozione di misure di sostegno alle forze militari ucraine impegnate nella difesa del loro territorio.

Per Vējonis non ci sono ancora rischi imminenti dal punto di vista militare per i paesi baltici, ma gli avvenimenti delle ultime ore in Ucraina causano forti timori soprattutto nei paesi ai confini con la Russia, tanto che i ministri della difesa dei tre paesi baltici chiedono con insistenza un aumento della presenza militare della Nato nella zona.

Chi è Paolo Pantaleo

Un commento

  1. Quello che non viene messo in chiaro con sufficiente forza è che c’è stato un salto di qualità, un cambiamento di linguaggio e la modifica sostanziale del quadro di riferimento.
    “La Russia è uno dei stati nucleari più potenti al mondo. Meno male che a nessuno viene in mente di entrare in conflitto su larga scala con noi.”, Putin ha anche annunciato che la Russia continuerà ad aumentare l’arsenale militare convenzionale.
    Con queste parole e questo modus agendi, Putin ha riportato indietro l’orologio delle relazioni internazionali di trent’anni e le ha rimpostate su rapporti di forza militare, sono tornate in auge le sfere d’influenza (adesso lo chiamano il “mondo russo”), ma non ci sono differenze sostanziali con la cortina di ferro e la sua logica: non sono le scelte o i desideri di governi o popoli, ma esclusivamente la loro collocazione in un area o in un’altra.
    L’aggressione all’Ucraina (o un domani agli stati baltici) non è differente dall’”aiuto fraterno” all’Ungheria o Cecoslovacchia e soprattutto vi sovrintende la stessa logica “imperiale”.
    Il ciancicarsi sulle motivazioni ideali-ideologiche è semplicemente subire la campagna di disinformazione di RT o dei suoi megafoni locali; la protezione di “minoranze” angariate è un mero pretesto, il vero scopo è il riaffermare il ruolo di superpotenza a cui Putin ritiene che la Russia sia chiamata.
    Con il noto “Giulietto” tutto il resto è materia per “stupidi irriducibili e i disonesti interessati, bugiardi nel panico e giornalisti senza vergogna”.

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