GRECIA: Sbarca al Pireo il circo della Formula Uno?

Si sa, la Formula 1 non segue mai gli schemi classici della razionalità. Soprattutto quando il suo patron, Bernie Ecclestone, si mette in testa un obiettivo. E così la Grecia, alle prese con una difficile risalita economica, potrebbe essere scelta come il luogo che ospiterà il prossimo Gran Premio automobilistico. Il progetto, portato all’attenzione di Ecclestone – dopo che quest’ultimo ha già “conquistato” la Russia e promesso di fare altrettanto con l’Azerbaijan entro il 2016 – prevede la costruzione di un circuito nei pressi del porto del Pireo, precisamente nella zona di Keratsini-Drapetsona (appena 10 km più a sud di Atene e con terreni dai prezzi molto competitivi), della lunghezza di 5,20 km e in grado di ospitare circa 38.000 spettatori, e che dovrebbe costare attorno ai 750 milioni di euro, che diverrebbero 1 miliardo, se a tale cifra sommassimo le tasse d’iscrizione per dieci anni. «I greci sono ansiosi» di ospitare un GP: vogliono farmi incontrare il primo ministro Samaras o il sindaco di Atene Georgios Kaminis. Dobbiamo vedere se avranno la necessaria copertura economica», ha affermato Ecclestone in un’intervista rilasciata qualche giorno fa alla CNN. Intanto, però, la “Formula 1 Licensing” ha già registrato il nome dell’evento come “Gp del Mediterraneo”.

Una bozza sarebbe già stata presentata nel 2009, ma senza adeguate coperture finanziarie, mentre oggi il progetto sarebbe sostenuto economicamente da privati e diretto dal promoter Dielpis. L’architetto ingaggiato per la sua realizzazione dovrebbe essere Athanasios Papatheodorou, il quale ha affermato che «il Primo Ministro in persona ha sostenuto pienamente l’iniziativa per arrivare ad organizzare gare di Formula 1 e sta attendendo le indicazioni degli organismi internazionali competenti per procedere alla realizzazione del progetto». «Il più grande beneficio per il nostro paese sarebbe l’opportunità di mostrare al mondo il porto storicamente più importante del mar Mediterraneo (…). Le esperienze maturate nell’organizzazione di grandi eventi, come le Olimpiadi del 2004, costituiscono credenziali importanti».

Certo è che i Giochi Olimpici a cui fa riferimento Papatheodorou sono stati, sì, un grande successo a livello d’immagine, ma hanno lasciato un’eredità poco nobile costituita da opere abbandonate, luoghi trascurati ed enormi buchi nei bilanci statali. Il rischio, dunque, sarebbe di ripetere l’errore in un momento in cui la Grecia non si può ancora ritenere al riparo dal riacutizzarsi della crisi. “Il Paese è ancora alle prese con gravi difficoltà, ma si appresta a raggiungere la stabilità e lentamente le cose stanno cambiando”, ha detto Dimitris Papadopoulos, prima firma della stampa specializzata in materia di motori. Ma i problemi non mancano: infatti, se non si riuscissero a trovare sostenitori privati in grado di finanziare interamente il progetto, o se (eventualità ancor più probabile) a metà dell’opera dovessero mancare i soldi necessari per portarlo a termine, sarà ben difficile per la Grecia giustificare un intervento con fondi pubblici, dopo aver ricevuto oltre 150 miliardi di euro, in questi anni di crisi, e avendo, al suo interno, una disoccupazione attestata ancora sopra il 27 per cento – la più alta in zona euro.

In ultima analisi, l’esperienza di Valencia dovrebbe costringere alla cautela: costruito nel 2007, il circuito sito nella città spagnola ha ospitato il Gran Premio d’Europa dal 2008 al 2012. Già dal 2010, però, si sono cominciati a sollevare dubbi sul suo mantenimento; in un’intervista rilasciata quell’anno, il presidente della Comunità valenciana, Francisco Camps, sottolineò il gap esistente tra il totale delle spese sostenute (48 milioni di euro) e gli incassi (appena 10 milioni), e fece notare come vi fosse stato un notevolissimo calo di spettatori, passati dai 112.000 del 2008 ai 75.000 del 2010, concludendo che la città non era più disposta a pagare le spese annuali per l’organizzazione del Gran Premio. La soluzione fu poi trovata permettendo che la gara venisse disputata, ad anni alterni, sul circuito di Valencia e su quello di Catalogna. Ma quest’anno, che sarebbe dovuto toccare a Valencia, il gran premio si è nuovamente tenuto a Montmeló a causa del perdurare delle difficoltà finanziarie.

Insomma, un circuito di Formula 1 è sicuramente un’attrazione unica nel suo genere che pochissimi paesi non vorrebbero avere, e potrebbe rappresentare altresì un segno di riscatto per il paese ellenico, ma è sempre necessario fermarsi prima a ragionare per comprendere se il momento è opportuno e se il gioco, come si suol dire, vale davvero la candela.

Chi è Flavio Boffi

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27 anni, dottorando in Studi Politici a La Sapienza, laureato in Relazioni Internazionali all'Università degli Studi Roma Tre. Collaboro con East Journal da giugno 2014, dopo aver già scritto per The Post Internazionale e Limes.

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Un commento

  1. ottimo circuito

    Soprannominato Monaco II°
    Forza ora aspettiamo le altre news, avanti con il progresso !

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