UCRAINA: Cosa sta succedendo a Kiev? Intervista a Max Di Pasquale

Cosa sta succedendo a Kyiv ed in Ucraina? Quali prospettive? Ne abbiamo parlato con Massimiliano Di Pasquale, esperto di Ucraina, autore di Ucraina terra di confine e collaboratore di EastJournal.

Il 16 gennaio il Parlamento Ucraino ha approvato 11 leggi che influiscono profondamente sulle libertà civili e delle quali abbiamo già scritto qui su EastJournal. Molti sostengono che segnino il passaggio ad un regime dittatoriale. Che cosa ne pensi?

Se effettivamente quella legge venisse applicata farebbe dell’Ucraina il paese più antidemocratico in Europa. Leggi così non esistono neanche in Bielorussia, che viene considerata l’ultima dittatura nel Vecchio Continente. Ripeto se queste leggi trovassero applicazione saremmo di fronte alla morte della democrazia. Mentre la gente è stata per più di cinquanta giorni a protestare, chiedendo un dialogo col Presidente, quest’ultimo prima ha mandato i berkut, la polizia antisommossa, a reprimere proteste pacifiche, poi ha risposto con leggi liberticide.

La criticità della situazione non è particolarmente analizzata dai media italiani che probabilmente si sono soffermati ad analisi superficiali. Se sei dello stesso avviso, come giustifichi questo fatto?

La stampa internazionale e soprattutto la stampa anglosassone forniscono analisi più dettagliate e puntuali; in Italia ci si è fermati ad aspetti più folcloristici come il divieto di indossare caschi oppure ci si è limitati a commenti del tutto fuorvianti. Per fare un esempio il Corriere della Sera, tra i quotidiani più autorevoli, ha pubblicato venerdì 17 una semplice foto, senza articolo, dove si vedeva un deputato del Partito delle Regioni, il Partito del Presidente, sanguinante in Parlamento. Oltre all’idea che in quel caso i facinorosi fossero i membri dell’opposizione, la didascalia parlava solamente di scontri durante la discussione della legge di bilancio senza neanche citare l’introduzione, con vero e proprio blitz, di leggi liberticide. Mi ha stupito molto questa superficialità e mi chiedo quale informazione possa arrivare ad una persona che non sa nulla di Ucraina.

I giornali italiani tendono a sminuire o a non dare certe informazioni. Mi piacerebbe capire da dove derivi questo gap informativo. Credo che le cause siano molteplici e tra queste citerei la legacy sovietica” nella mentalità di alcuni commentatori, il fatto che si confonda l’Ucraina con la Russia considerandola una sorta di appendice di quest’ultima e non uno stato sovrano, la mancanza spesso di corrispondenti in loco. Tutto ciò alla fine è interpretato, da molti Ucraini, come disinteresse nei confronti del loro Paese. Ora gli Ucraini si sentono abbandonati dall’Europa in un momento fondamentale della loro storia. Sono infatti 60 giorni che sono in piazza a manifestare, all’inizio per avvicinarsi all’Europa, ora per liberarsi da un dittatore.

L’Europa dovrebbe mostrare il proprio interesse applicando delle sanzioni nei confronti di Yanukovych e degli oligarchi che sostengono e finanziano il suo regime. Il parallelismo avanzato da alcuni con l’Holodomor, la grande carestia provocata da Stalin del ’32-’33, è sicuramente forte. Però, ora come allora, si assiste a un preoccupante disinteresse da parte delle capitali occidentali nei confronti di ciò che succede in un paese europeo!

Anche le ONG vengono prese in considerazione da queste leggi, che le definiscono “agenti stranieri”…

Si, da questo punto di vista sembrano la copia delle leggi contro le ONG volute da Putin all’indomani della Rivoluzione Arancione. Anche il termine, “agente straniero”, riprende completamente la legislazione russa. Anzi, chi non ci dice che queste leggi le abbia scritte Yanukovych con l’ausilio di Putin? Yanukovych è disperato: o Putin lo sostiene, o crolla.

È difficile capire come siano andate le cose dai primi di novembre, quando la firma dell’Accordo di Associazione con l’Europa sembrava a portata di mano e le pressioni russe apparivano quasi tanto invadenti da aver irritato il governo ucraino, sino ad oggi, con la svolta ad U di Yanukovych e la firma in gran segreto dell’accordo con Putin. Probabilmente Yanukovych ha cercato di alzare la posta il più possibile con la UE, senza capire che firmare un accordo di partenariato economico presuppone anche l’adesione a un sistema di valori democratici e liberali, o ha semplicemente bluffato. Ma nel momento in cui si è accorto di essere con l’acqua alla gola ha compreso che senza l’aiuto di Putin e senza queste leggi non avrebbe avuto alcuna chance di rimanere al potere.

Fra un anno ci sono le elezioni presidenziali. Difficile fare previsioni, ma pensi che possa essere rieletto?

Se la situazione dovesse rimane la stessa ma dubito, visto che è estremamente fluida e imprevedibile, Yanukovych vincerà le elezioni, anche alla luce di probabili brogli elettorali. Gli Ucraini sono un popolo combattivo, anche se probabilmente si sono svegliati troppo tardi: avrebbero dovuto accorgersi prima di chi era Yanukovych, perché già nei primi mesi dopo la sua elezione nel febbraio 2010 ha intrapreso azioni che facevano presagire cosa sarebbe successo. Basti pensare al contratto con la Russia con il quale ha permesso che fino al 2054 la flotta russa rimanesse a Sebastopoli in cambio di uno sconto del gas che non c’è mai stato, oppure al tentativo di aizzare la popolazione russofona con la discussa legge sull’ufficialità della lingua russa di cui non vi era alcuna necessità, considerato che il russo è già lingua ufficiale in Crimea, ed è parlato in Donbass e in altre zone orientali. La dicotomia Est-Ovest si stava progressivamente superando, mentre il Presidente è andato a riattivare questo sentimento, per una logica di “divide et impera”. Con l’incarcerazione dell’ex Ministro dell’Interno Lutsenko e dell’ex premier Tymoshenko ha poi finalmente reso palese che genere di personaggio fosse.

Tornando alle ONG ed ai limiti imposti dalle nuove leggi c’è chi comeTimothy Snyder e Daniel Bilak, vede anche l’intenzione di intervenire sulla Chiesa Ortodossa sottoposta al Patriarcato di Kyiv e sulla Chiesa Greco-Cattolica: trovi siano opinioni assurde?

Tutt’altro. Che ci sia un disegno finalizzato a soggiogare il Patriarcato di Kyiv e la Chiesa Greco-Cattolica al Patriarcato di Mosca è ben evidente sin dal 2009, come racconto nel mio libro Ucraina terra di confine. La visita pastorale del 2009 di Kirill, Patriarca di Mosca, era più simile ad una campagna elettorale volta a far votare Yanukovych alle presidenziali del 2010. Putin mostra di apprezzare questo desiderio del Patriarcato di Mosca, interpretandolo in ottica politica e quindi favorendolo. Per certi versi quello che fece Stalin per accendere il nazionalismo russo-sovietico ai tempi della Grande Guerra Patriottica.

A differenza degli anni precedenti alla Rivoluzione arancione le opposizioni sembrano completamente disunite ed incapaci di mettersi alla testa delle proteste e portare avanti un progetto politico. Come interpreti l’atteggiamento assunto? pensi che nelle settimane a venire cambierà qualcosa?

Finora le opposizioni non sono state in grado di mettersi a capo delle proteste. Probabilmente non si aspettavano che Yanukovych non firmasse l’Accordo di Associazione con l’UE e non immaginavano che la gente sarebbe scesa in piazza: sono stati presi completamente alla sprovvista. Quel che sorprende è che da metà novembre sino ad oggi non si siano ancora organizzati.

Mancano un’agenda politica con un chiaro piano d’azione e un candidato unitario in caso si arrivasse alle Presidenziali anticipate. Yatseniuk, leader di Batkivshchyna, è un brillante avvocato con idee europeiste, ma è un personaggio troppo debole. Klitschko, a capo di UDAR, è un ex boxeur, capace di parlare con le folle, incluse quelle russofone, ma è sprovveduto politicamente. Può imparare, ma in questo ultimo mese sembra che la piazza si sia stancata di lui a causa dell’assenza di una sua agenda politica; rimane tuttavia il più forte sfidante di Yanukovych. Tyahnybok, leader di Svoboda, è il leader di un partito nazionalista e questo già ne limita le possibilità. Detto ciò va menzionato che se in passato era un partito anti-europeo e dai tratti decisamente antisemiti, adesso sta cavalcando la protesta proprio a favore dell’Europa. Il 10%, ottenuto alle parlamentari del 2012 spinge a pensare che un’affermazione del genere non si possa derubricare solo come voto di estremisti, ipotesi peraltro smentita dalle dichiarazioni di alcuni elettori ebrei di Svoboda a Leopoli, ma come voto di protesta contro gli altri partiti d’opposizione, colpevoli di aver fatto ben poco.

Le migliaia di persone che sono ormai in piazza da quasi sessanta giorni fino a quando riusciranno a stare? E soprattutto: saranno capaci di portare a casa dei risultati politici concreti?

Non si può dire fino a quando rimarrà gente in piazza: dipende dall’uso della forza che ci sarà. Yanukovych ha detto che se sarà necessario non si tirerà indietro, ma può contare solo sull’uso della polizia e delle forze speciali, i berkut. L’esercito, qualora fosse chiamato ad intervenire, non so se si schiererebbe col Presidente. Il fatto che poi non vi sia un’agenda politica dell’opposizione fa sì che le proteste possano portare a pochi risultati concreti, ma qualora questa agenda fosse finalmente messa a punto, tutto potrebbe essere diverso. Dopo 60 giorni bisogna arrivare a qualcosa e senza chi tiene le redini è impensabile vedere risultati chiari.

Chi è Pietro Rizzi

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Dottorando in Relazioni Industriali presso l’Università degli Studi di Bergamo, collabora con l’OSCE/ODIHR come osservatore elettorale durante le missioni di monitoraggio in Est Europa. Redattore per East Journal, dove si occupa di Ucraina, Est Europa e Caucaso in generale. In passato è stato redattore ed art director del periodico LiberaMente, e si è a lungo occupato di politica come assistente parlamentare e consulente giuridico per comitati referendari. Ha risieduto, per lavoro e ricerca, a Kiev e Tbilisi.

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20 commenti

  1. Ma è possibile che per una volta facciate un’eccezione e ci facciate sentire la versione della gente normale ? Questi attivisti hanno rotto ! Questa è un’opposizione eversiva, in nessun paese democratico l’opposizione ha il diritto di assaltare il parlamento con le molotov perchè il legittimo governo eletto dalla maggioranza dei cittadini non ha firmato un accordo internazionale che era suo pieno diritto non firmare. Se negli USA i Tea Party assaltassero la Casa Bianca con le armi per bloccare la riforma sanitaria di Obama verrebbero ammazzati tutti. Abbiate il senso della decenza, un governo eletto dalla maggioranza è legittimato a firmare o meno gli accordi internazionali che ritiene più opportuni. L’opposizione si è comportata in maniera eversiva, siccome sanno che nelle urne non hanno la maggioranza allora vogliono prendere il potere con un colpo di piazza. L’abbiamo già visto in Italia, è passata alla storia come la “marcia su Roma”. Quanto alla legge “liberticida” è in tutto e per tutto uguale a quelle in vigore in ogni paese civile. Erigere barricate, manifestare con maschere e caschi o occupare edifici pubblici è vietato in tutti i paesi occidentali. L’occidente prima ha soffiato sul fuoco, spingendo la piazza ad azioni eversive contro la legittima decisione di un parlamento liberamente eletto e riconosciuto da tutti i governi del mondo, e adesso fa appelli alla calma. Ipocriti

    • pienamente d’accordo!

    • nessuno parla degli ebrei picchiati e del palese antisemitismo che serpeggia, della presenza dell’ U.P.A . Come mai?????

    • nn e stata nessuna maggioranza.hanno creato caos e hanno ottenuto la maggioranza falsificando i voti quindi non e legittima…nn sono stati legittimi elezioni del presidente hanno creato i leggi per ridurre la democrazia al minimo .nn può essere cosi.quindi fanno piu che bene a manifestare in questa maniera

    • Ma tu hai anche solo una vaga idea di chi sia Yanukovich, di come sia salito al potere e di che interessi sotterranei abbiano lui e i suoi amici? Abbi pazienza, ma paragonare le legittime proteste contro il regime alla marcia su Roma è veramente ridicolo e dimostra un’assoluta non conoscenza della situazione!

    • Ma hai almeno una vaga idea di chi sia Yanukovich, di come sia stato eletto e degli interessi “sotterranei” che ha? Non per altro, perché paragonare le legittime proteste degli ucraini con la marcia su Roma spero che sia dimostrazione di scarsa conoscenza della situazione, perché diversamente sarebbe da interpretare, a mio parere, come cattivo gusto

  2. ecco un altro stalinista nostalgico…

  3. Sono andato molte volte contro Di Pasquale, definendolo semplicemente un “Turista” in Ukraina, un turista per quanto sia, informato, ma per la prima volta concordo in toto con questa sua analisi e non mi sembra ipocrita, né mi sembrano ipocriti i vari stati che fanno appello alla calma. Che l’Europa abbia mire sull’Ukraina questo è chiaro da tempo e per validi motivi (la Merkel ne sarebbe molto contenta ad avere una nuova colonia da sfruttare…) ma affermare che l’opposizione sia eversiva e paragonare questi scontri alla Marcia su Roma è da sprovveduti. Chi non conosce l’Ukraina non può farsene un’idea dando un’occhiata veloce alle notizie, l’Ukraina ha delle serie problematiche che si trascina dietro dalla dissoluzione dell’impero sovietico e il popolo adesso è stanco dei continui soprusi da parte dei soliti noti. Questi movimenti non sono altro che il risultato di un mix esplosivo di poteri corrotti, pressioni da parte di Akmethov (e si… è lui il vero padrone dell’Ukraina, il grande burattinaio) ricatti da parte della Russia e la povertà di milioni di persone. Bravo Di Pasquale, stavolta mi sei piaciuto!

    • Bravo Luca, sei uno dei pochi che ha capito com’è la situazione, e cosa ha generato questi scontri. Lo vedono tutti che non sono democratici, ma da cosa nascono? Forse dal fatto che chi all’inizio manifestava pacificamente si è trovato nudo a -12 gradi costretto a cantare l’inno come presa in giro? Il fatto che i berkut sparano calibro 12 ad altezza uomo? O tutte le leggi frettolosamente erogate per eliminare o limitare al minimo le manifestazioni? Se foste nella stessa situazione, non sono sicuro che alla dittatura reagireste con la democrazia. Informatevi prima di parlare.

      • … come ti ho sempre detto: “Io in Ukraina ci vivo”, e da circa 8 mesi vado dicendo ai miei amici che prima o poi tutto questo sarebbe successo. Prima di mettermi in proprio stavo in un posto dove veniva l’Elite del potere e c’era fermento, qualcosa di strano. Poi una sera è venuto il Procuratore Generale con una cerchia di personaggi che tu potrai immaginare di quale risma. Tutti molto nervosi. I segnali di una contestazione a breve termine c’erano già da tempo, poi, quella sera ho capito molte cose. Purtroppo Yanu non ha avuto il tempo necessario per consolidare certi meccanismi e la situazione gli è andata fuori controllo. Se solo avesse spedito la Tymoshenko in Germania (come consigliavano di fare in quella riunione), tutto questo non sarebbe successo… Adesso la situazione vera è che al 90% Yanu lascia il potere e il Magnate sta interloquendo con altri personaggi. Se il Burattinaio non troverà a breve un sostituto allora vedrete che il Governo si ammorbidirà, daranno il contentino per arrivare a prossime elezioni e al prossimo amico di fiducia. Questa è l’Ukraina, caro….

  4. senza entrare troppo in medias res, che Yanukovich non fosse proprio un chierichetto era cosa ben nota….

  5. con la mancata firma del Trattato con l’Unione Europea, Yanukovich si è trovato di fronte ad una polarizzazione dell’opinione pubblica ucraina nelle sue varie componenti politiche e regionali ed ha quindi dovuto “gettare la maschera” passando da un regime ibrido di tipo post-sovietico, con corruzione e nepotismi vari, ma che conservava al suo interno alcune forme di democrazia, ad un regime più chiaramente autoritario, a parziale imitazione di quello putiniano…

  6. il problema è ora se si riuscirà a tenere unito il Paese, diviso in varie zone e potentati, con diverse sensibilità linguistiche e culturali e quali reali scenari si prospettano….una scissione del Paese porterebbe ad una situazione caotica, con gravi ripercussioni internazionali….

  7. Girello Destrorsi

    Volevo segnalare qui un altro esempio di manifestazione pacifica e democratica in Ucraina:

  8. Evidentemente, per molti la pratica “dell’ Arrostimento del Poliziotto” è una modalità rientrante tra quelle definibili come “gandhiane e pacifiche”! E beh…
    A coloro i quali ti tacciano di essere poi uno “Stalinista” o un Nostalgico ( accusa che ho ricevuto GRATUITAMENTE un mese fa in un commento!) ….solo perchè un individuo esprime una propria simpatia concettuale riguardante l’ unità tra piccoli e grandi russi, vorrei rispondere garbatamente in questo modo:
    se una persona si sente filorussa evidentemente è perchè vi è un’altra persona inevitabilmente anti-russa!
    E questo lo si percepisce in mille modi ed in mille sfumature diverse in tanti articoli ed in tante risposte.
    Sgarbatamente potrei invece dire: ma come fate a giudicare gente che nemmeno conoscete? E mi fermo qui…
    Personalmente, non sono stato mai nè uno stalinista, (aggettivo che per me non ha più alcun senso!), nè un comunista, nè un nostalgico…ecc., e mai lo sarò !!!
    Mi spiace per Voi…ma io sono dalla parte dei CATTIVONI…ossia degli “orientalisti”!

  9. claudio vito buttazzo

    vuoi vedere che, se alle lezioni vincerà nuovamente yanukovic, vorrà dire che ci saranno stati dei brogli; e, se vincerà l’opposizione, vorrà dire che tutto si sia svolto regolarmente? Pronto a scommetere!

    • Beh, che Yanu ha vinto grazie ai brogli è cosa risaputa ormai. Commento del tutto inutile, ritenta.

  10. Quanto falso perbenismo leggo in alcuni post… solo vivendo in Ucraina è possibile percepire le differenze tra popolo ed oligarchi, e questi ultimi sono davvero tanti, e del popolo non gli frega ‘na beata fava. E nessuna informazione potrà mai sostituire le esperienze sul campo, men che meno qui in Italia dove le uniche informazioni che passano sono il sensazionalismo più vuoto e becero.

    Ammiro gli ucraini che si armano di spranghe e rivendicano a gran voce la loro dignità pretendendo uno Stato appena un po’ più democratizzato, e poco importa se si collocherà verso l’UE o verso la Russia. Il popolo ha fame, e non ha tempo per pensare alla politica, quella vera.

    Per chi non lo avesse ancora capito, benchè colorata da inevitabili interessi politici, questa, per il popolo, non è eversione politica, ma di rivendicazione di democrazia. Oggi ci pare un controsenso parlare di rivendicazione di democrazia attraverso le sommosse popolari, ma la storia ci insegna che è ricca di eventi simili dove i popoli, portati alla fame dai potenti di turno, alla fine si coalizzano e si ribellano.

    Ammiro gli ucraini così come ammiro i francesi, capaci di distruggere il centro di Parigi pur di ostacolare la Legge che avrebbe tagliato i fondi statali alla scuola pubblica per darli al privato. Ed il popolo ha vinto, naturalmente. In Italia, più o meno stesso periodo, stessa Legge, pochi tafferugli e la Legge è passata, naturalmente.

    Con il falso perbenismo, ormai contro il potere non si fa più nulla, il modello basato sulle manifestazioni pacifiche è universalmente testato, e se non si spacca ogni cosa, il destino dei popoli si tradurrà in una perenne sconfitta.

    Ucraini come francesi hanno il coraggio di osare, cosa che noi italiani non sappiamo fare, e mai faremo. Con buona pace dei politici, che continueranno ad occuparsi dei soli loro intrallazzi, e se l’Italia del Popolo Sovrano (?) affonda, ecchissenefrega.

    Un esempio? I 4 miliardi di Euro al Monte dei Paschi di Siena, qualcuno li ricorda ancora? Non era un prestito? Praticamente non più!
    E gli attuali 7,5 miliardi di Euro erogati a favore di Intesa e UniCredit (Decreto BankItalia), qualcuno sa chi li pagherà? La classe politica o il popolo? Si, certo, però non pagheremo più l’IMU. Contenti voi…

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