GRECIA: L'affaire Vaxevanis, incarcerato l'Assange greco

Si chiama Costas Vaxevanis, è un giornalista greco, ha pubblicato sulla sua rivista Hot Doc una lista di evasori fiscali eccellenti. E’ la cosiddetta “lista Lagarde”, un elenco di 2059 presunti evasori, possessori greci e ciprioti di conti correnti sulla banca britannica Hsbc. Il processo comincia oggi ma ieri è stato arrestato e poi rilasciato quasi subito per “aver violato la privacy” di chi era su quell’elenco.

Scrive la giornalista Margherita Dean da Atene che la lista “seppur arrivata in Grecia per via diplomatica, ben 18 mesi fa, è ‘scomparsa’ nei cassetti dei due ministri delle finanze succedutisi da allora: Evanghelos Venizelos e Ghiorgos Papakonstantinou”. L’elenco di detentori di conti off-shore illegali arrivò al governo di Atene direttamente da Parigi ma non fu reso pubblico: tra i nomi “amici di amici”, politici e imprenditori, tra cui spicca il nome di Voulgarakis, già ministro di Nea Dimocratia. In un’intervista, pubblicata su La Stampa, a firma di Tonia Mastrobuoni, il giornalista dichiara: “In Grecia ci sono persone che ormai mangiano i rifiuti e altre che hanno conti illegali all’estero. E negli ultimi due anni tutti i governi si sono sempre comportati come se quell’elenco non esistesse, hanno detto bugie e a noi non è rimasta altra scelta che quella di cercare e di dire la verità”. Ma, afferma Vaxevanis, “al governo greco interessa più arrestare me che scoprire la verità”.

L’elenco fa parte della famosa «lista Falciani», trafugata nel 2010 dall’ex dipendente della filiale svizzera della Hsbc, Hervé Falciani, e comprata da alcuni governi come quello tedesco. L’allora ministro delle Finanze francese Christine Lagarde si premurò di inoltrarla anche al governo greco che, come si è detto, preferì non utilizzarla. Eppure l’economia del Paese stava andando a rotoli e dal governo arrivavano continue dichiarazioni contro l’evasione fiscale. Eppure fu proprio il già citato ministro delle Finanze, George Papakonstantinou, a bloccarne la divulgazione.

E’ già stato definito l’Assange greco, ma la definizione calza male. Costas Vaxevanis è un giornalista, la sua piccola testata non risponde certo agli interessi politici internazionali che hanno mosso Wikileaks. Da giornalista ha le sue fonti. E’ entrato in possesso di un documento scottante. Ha visto lo scoop e lo ha pubblicato. “Per amore della verità”, direbbe qualcuno. Incarcerarlo o processarlo non è in nessun modo assimilabile a quanto sta avvenendo a Julian Assange. Quella che si processa ad Atene è la libertà di stampa. Di più, è il diritto dei cittadini a sapere cosa fa la sua classe dirigente. In un Paese sempre più poliziesco, preda di pulsioni estremiste e radicali, dove la democrazia è scavalcata dalla finanza, è un segnale preoccupante. Ma non stupisce, purtroppo. E’ la crisi, bellezza!

 

 

Chi è Matteo Zola

Matteo Zola
Giornalista professionista, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso, EastWest, il Giornale e il Dolomiti. E' stato redattore a Narcomafie, mensile su mafia e crimine organizzato internazionale. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015. Ha un master in Giornalismo, e una laurea magistrale in Lettere.

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