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LITUANIA: Il deputato Petras Gražulis vuole espellere gay e ambasciatori dal paese

Il deputato lituano Petras Gražulis ha interrotto, con proclami omofobi di un’estrema violenza, una conferenza stampa organizzata nel parlamento del piccolo stato baltico in occasione della Giornata contro l’omofobia e la transfobia. Il deputato ha trasformato così una conferenza sull’omofobia in un vero e proprio “show” omofobo nel corso del quale ha insultato le personalità straniere presenti e si é lanciato in una accesa diatriba, comparando l’omosessualità alla necrofilia e alla zoofilia e proclamando che i lituani dovrebbero cacciare tutti i gay e gli ambasciatori stranieri dal paese. Questo ennesimo episodio omofobo si inserisce in un contesto marcato da una forte omofobia sociale. Negli ultimi anni, inoltre, i deputati lituani hanno moltiplicato le proposte di legge omofobe e transfobiche.

Giovedì, 17 Maggio é stata celebrata in tutto il mondo libero la Giornata Internazionale Contro l’omofobia e la transfobia (IDAHO). Al fine di marcare questa importante ricorrenza lo scorso mercoledì 16 maggio si é tenuta una conferenza stampa nella sede del parlamento lituano. La conferenza é stata organizzata dalla Lithuanian Gay League (LGL) e dalla deputata socialdemocratica, e attiva difensora dei diritti LGBTQI, Marija Aušrinė Pavilionienė (una delle personalità pubbliche lituane più impegnate nella difesa dei diritti delle minoranze sessuali).Vi hanno partecipato la rappresentante di Amnesty International Helle Jacobsen e 11 ambasciatori di stati esteri, tra cui l’ambasciatore del Regno dei Paesi Bassi Kornel Willem Spaans e il capo del dipartimento di policy e economia dell’ambasciata degli Stati Uniti, John Finkbeiner. L’obbiettivo dell’evento era attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla situazione delle minoranze sessuali in Lituania.

La conferenza però non é piaciuta al deputato cattolico del partito Ordine e Giustizia (Tvarka ir teisingumas – TT) Petras Gražulis che ha iniziato a gridare che “la dittatura comunista é stata sostituita da quella degli omosessuali”, impedendo agli invitati di prendere la parola. A nulla sono valsi i tentativi della deputata Pavilionienė di calmare gli ardori del deputato che ha continuato proclamando che: “in cosa gli omosessuali sono migliori di necrofili e pedofili? Mi vergogno che il marcio occidente, a cominciare dall’Unione Europea che é moralmente corrotta, vengano a dirci come dobbiamo trattare gli omosessuali. I Gay dovrebbero lasciare la Lituania, non dettarci le loro leggi”. Quando qualcuno gli ha chiesto di mostrare maggior rispetto per gli ambasciatori presenti, il deputato omofobo ha risposto: “siamo già fin troppo educati con loro. Dovremmo cacciare tutti gli ambasciatori dalla Lituania”.

Reazioni

Marija Aušrinė Pavilionienė ha annunciato che valuterà se é possibile denunciare il suo collega omofobo alla commissione etica del Parlamento. Il leader del movimento gay lituano LGL Vladimiras Simonko ha affermato che il circo del deputato omofobo non é stato una sorpresa: “La stessa cosa successe nel 2012…Non ho dubbi che sucederà anche nel 2013. Tutto questo non accresce il rispetto verso il Parlamento. Mi vergogno di avere dei deputati così bigotti”. Simonko ha notato anche che é già molto tempo che questo deputato utilizza l’omofobia come arma elettorale. Gražulis, dal canto suo, ha rivendicato il suo comportamento. In dichiarazioni alla stampa lituana si é detto disgustato che una conferenza del genere fosse stata organizzata nella sede del parlamento e ha attaccato la presidenta del Parlamento e il governante partito cristiano-democratico (l’ Unione della Patria – Democratici Cristiani Lituani, in lituano:Tėvynės Sąjunga – Lietuvos Krikščionys Demokratai – TS-LKD) per averla autorizzata: “Tra poco tempo anche cleptomani, drogati, necrofili o zoofili cominceranno ad organizzare le loro conferenze stampa nel Parlamento. Ci sono molti tipi di perversioni- bisogna dare diritti a tutte? … tra 10 anni porteranno capre in Parlamento”.

La carriera omofoba del deputato Gražulis

Petras Gražulis, che  é stato condannato recentemente per avere attaccato i manifestanti del Baltic Pride nel 2010, é molto conosciuto in Lituania per le sue frequenti dichiarazioni omofobe. Nel 2007 fu uno degli 89 deputati (sui 141 che conta il parlamento, in lituano: Seimas) che risposero affermativamente a una sondaggio che chiedeva loro se erano d’accordo con la chiesa cattolica quando afferma che l’omosessualità é una “perversione“. In quell’occasione affermò che: “questa gente é malata e perversa. Sono una minaccia per la società perché molestano i bambini”.
Nel corso degli ultimi anni ha presentato un’infinità di leggi apertamente omofobe, tra cui la famigerata “legge per la protezione dei minori” che prevede sanzioni per chiunque “promuove l’omosessualità in pubblico”. Il mese scorso i deputati lituani hanno accettato di discutere un suo emendamento al codice civile che introdurrebbe un nuovo articolo nel codice civile, il 214(30), “per la protezione dei valori morali costituzionali”. La norma criminalizza ulteriormente qualunque menzione dell’omosessualità e renderebbe illegale organizzare eventi come il Pride, il Festival del cinema omosessuale e qualunque altro evento aperto alla comunità LGBT.

Vaivorykštės dienos 2012

La conferenza stampa organizzata dall’LGL e da Marija Aušrinė Pavilionienė era anche l’evento inaugurale dei “Vaivorykštės dienos 2012” (giornate Arcobaleno 2012). Una settimana di eventi organizzata dal movimento gay lituano per marcare l’IDAHO. I festeggiamenti si protrarranno per tutta la settimana dal 15 al 22 di maggio e avranno luogo in varie città del Paese. Tra gli eventi organizzati vi sono seminari, proiezioni cinematografiche e sessioni di educazione alla tolleranza che saranno offerte da volontari dell’LGL nelle strade del centro della capitale, Vilnius, al fine di educare la popolazione al rispetto verso le minoranze sessuali. Il 17 maggio gli attivisti del movimento lituano hanno dispiegato una bandiera di 30 metri, sempre nel centro della capitale. Le celebrazioni si chiuderanno con un concerto intitolato “Rainbow Café for All” a cui é previsto che prendano parte artisti e musicisti lituani.

Conclusione

La situazione della comunità LGBTQI in Lituania non cessa di essere estremamente preoccupante. I sondaggi mostrano una forte omofobia sociale che é alimentata dall’azione deleteria che svolgono la chiesa cattolica e molti, troppi, politici. Nell’ultimo “Rainbow Indexreso pubblico recentemente dall’organizzazione ILGA Europe la Lituania ha ottenuto 3 punti in una scala che va dal -4,5 di Moldavia e Russia al +21 del Regno Unito (sulla situazione della comunità LGBT in Lituania si può vedere, inoltre, anche questo mio articolo, in Spagnolo).

In conclusione vogliamo sottolineare, oltre che lo straordinario coraggio degli attivisti Lituani, anche il comportamento esemplare degli ambasciatori di vari stati europei (tra i quali, naturalmente, non figura l’Italia). Gli ambasciatori di Francia, Spagna, Svezia, Finlandia, Germania e Repubblica Ceca, infatti, hanno espresso pubblicamente il loro sostegno al movimento LGBT lituano organizzando una “reception” per commemorare l’IDAHO.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con alcune riviste di politica internazionale. E' stato redattore a Narcomafie, mensile su mafia e crimine organizzato internazionale. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015. Ha un master in Giornalismo, e una laurea magistrale in Lettere.

3 commenti

  1. claudio vito buttazzo

    Chi è causa del proprio mal, pianga se stesso. Questa è la razza di “demokratici” che l’Occidente ha sostenuto, finanziato e foraggiato con ogni mezzo nella loro crociata anticolunista. Ora ce li ritroviamo al potere in quasi tutti i paesi dell’Est. E, purtroppo, penso che ne vedremo sempre di peggio. Certo, quei regimi pseudocomunisti andavano cambiati.

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