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TAGIKISTAN: Il Nowruz tra business e speranza

di Pietro Acquistapace

Una rappresentazione del Nowruz di epoca Qajar

Si è celebrata in Tajikistan la terza giornata internazionale di Nowruz, il capodanno persiano, e si è tenuta la quinta conferenza regionale per la cooperazione economica in Afghanistan, in un contesto ricco di spunti per determinare il futuro politico-economico dell’area di influenza iraniana. Alla cerimonia svoltasi a Dushanbe, la capitale tagjika, si sono ritrovati i Presidenti di Iran, Afghanistan, Tajikistan e Pakistan, e alla dimensione religiosa si e’ subito affiancata, se non sovrapposta quella politica.

I Presidenti Mahmoud Ahmadinejad, Emomali Rakhmon e Hamid Karzai hanno infatti rilasciato una dichiarazione congiunta relativa alla progettata ferrovia che unirà Iran e Cina, via Tajikistan. I capi dei tre paesi hanno sottolineato come l’accordo prevede una stretta collaborazione in vista dell’accelerazione del progetto gia’ annunciato nel 2010, allorché aziende cinesi intrapresero la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità, fino a 350 chilometri orari, collegante Teheran a Mashad, una delle città sante più importante per l’islam sciita.

La dichiarazione congiunta continua sostenendo come i paesi sottoscrittori si impegneranno per una più decisa cooperazione nel settore energetico e per l’unificazione delle rispettive reti di distribuzione dell’energia elettrica. E’ stata inoltre espressa la volonta’ di ritrovarsi tra circa due mesi, in compagnia dell’omologo pakistano, per una messa a punto dei progetti presi in analisi.

Di notevole interesse sono anche le dichiarazioni rilasciate negli stessi giorni dal ministro dell’informazione pakistano Firdous Ashiq Awan. Questi ha sottolineato come per il Pakistan sia di vitale importanza la realizzazione dell’IP (Iran-Pakistan) gas pipeline, e come il governo pakistano farà ogni sforzo necessario, anche contro le ingerenze straniere che vogliono boicottare il progetto. Tramite questo gasdotto il Pakistan, sempre secondo le parole di Awan, potrebbe risolvere la perenne crisi energetica pakistana, sviluppare il settore industriale nel paese e creare posti di lavoro per le generazioni a venire.

Il Ministro pakistano ha inoltre aggiunto che il suo paese è impegnato nello sviluppo di diversi progetti regionali, come il gasdotto chiamato TAPI (Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan, India) . Il fatto che Pakistan e India siano impegnati nella costruzione della stessa opera può lasciare perplessi relativamente all’esito della stessa; non dimentichiamo che l’IP prima si chiamava IPI, ossia prima del ritiro dell’India dal consorzio.

Tuttavia tornando al Tajikistan va detto come subito dopo le feste del Nowruz i mezzi di informazione abbiano dovuto registrare l’ennesima triste notizia proveniente dal mondo dell’immigrazione tajika in Russia. Nell’incendio di una baracca nella zona di Mosca sono infatti morti 17 persone di nazionalità tajika viventi in una condizione di sovraffolamento e di precarietà.

Un Nowruz che ha visto dunque grandi dichiarazioni su temi geopolitici con possibili importanti risvolti futuri, ma un Nowruz che ci ricorda anche come la contingenza delle popolazioni sia spesso molto piu’ concreta e quotidiana spesso priva di futuro. E proprio a loro il Nowruz, che letteralmente significa “nuovo giorno”, sembra direttamente rivolgersi in quanto messaggio di speranza.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con alcune riviste di politica internazionale. E' stato redattore a Narcomafie, mensile su mafia e crimine organizzato internazionale. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015. Ha un master in Giornalismo, e una laurea magistrale in Lettere.

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