LIBIA: La Cirenaica dichiara l'autonomia da Tripoli

Riunito a Bengasi, il Congresso del popolo della Cirenaica ha dichiarato unilateralmente l’autonomia dal governo centrale, invocando un sistema federale e dando vita ad un consiglio alla cui guida è stato scelto Ahmed Zubair al-Senussi, pronipote dell’ultimo re libico, Idris, nonché uno dei leader della rivolta contro il Colonnello. Il Consiglio nazionale Transitorio (Cnt) ha già respinto il progetto federalista, per il quale i leader della Cirenaica si richiamano alla Costituzione del 1951, che prevedeva un esecutivo federale. Ahmed Zubair al-Senussi, membro del Cnt, 77 anni,ne ha passati trentuno nelle carceri di Gheddafi. Rappresentanti del nuovo consiglio cirenaico hanno dichiarato alla Rai che “occorre un negoziato” con il Cnt che “deve venire qui e negoziare”.

La Libia si sta balcanizzando, come sostenevano coloro che erano contrari all’intervento militare contro Gheddafi? La guerra ha realmente riacceso conflitti tribali mai sopiti? Il raìs era dunque garanzia di pace? Non sappiamo, ma forse occorre guardare altrove. All’Egitto.

I colonnelli del Cairo, che sembrano finora essere i soli beneficiari della “primavera” egiziana, hanno subito guardato con interesse alla Cirenaica, regione confinante e ricca di petrolio. Secondo alcuni osservatori, l’Egitto ha concretamente aiutato la lotta della Cirenaica contro Gheddafi favorendo l’afflusso di armi dal confine egiziano e, in taluni casi, persino fornendole. Oggi forse è venuto il momento di rendere il favore.

Non sappiamo dove andranno a finire le cosiddette primavere arabe, da Europei possiamo interpretare quando avviene nel mondo arabo con categorie che appartengono alla nostra cultura, al nostro modo di leggere la Storia. Ma nessuno sa quello che accadrà. Abbiamo cercato, fin qui, di raccontare quello che succede nella sponda sud del Mediterraneo (dalla Siria all’Egitto, alla Libia) leggendo e incrociando quanto riportato dalla stampa internazionale e dai media indipendenti, provando ad andare oltre alle prime facili conclusioni. A volte sbagliamo, ma sempre con onestà. E forse sbagliando pensiamo che il Cnt, creatura delle cancellerie occidentali, composto anche dalle seconde linee del regime gheddafiano, potrà poco contro la Cirenaica senza l’appoggio dei suoi padrini. Occorrerà forse vedere a quali padrini si rivolgerà il consiglio cirenaico e se la cosa piacerà alle compagnie energetiche nostrane. A pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca.

Chi è Matteo Zola

Matteo Zola
Giornalista professionista, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso, EastWest, il Giornale e il Dolomiti. E' stato redattore a Narcomafie, mensile su mafia e crimine organizzato internazionale. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015. Ha un master in Giornalismo, e una laurea magistrale in Lettere.

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3 commenti

  1. gli articoli(brevi o lunghi che siano) del sig. Zola,sono sempre selettivi e perspicaci,nonchè stimolanti per le”ANALISI DI CAMPO”che presenta a noi lettori,riservandoci in modo sottile degli spazi per intervenire personalmente in modo concreto e socievole,cosa che non si riscontra in altri”SALOTTI”di Corrispondenti esteri di testate nazionali-internazionali di regime.In merito all’articolo,m’inserirò nel dialogo dopo che l’avrò maturato appieno.

  2. claudio vito buttazzo

    DIRE CHE GHEDDAFI AVEVA RAGIONE DA VENDERE E’ COME SCOPRIRE L’ACQUA CALDA…..I BANDITI DELLA NATO VORREBBERO FARE LA STESSA COSA CON LA SIRIA, MA STAVOLTA PENSO CHE TROVERANNO PANE PER I LORO DENTI. ANZI, PENSO ABBIANO GIA’ CAPITO CHE E’ MEGLIO NON PROVARCI.

  3. Sì, forse a volte sbaglierà pure, Matteo, ma non in questo caso. Chiamare perfetto questo breve articolo è poco. Da esso traspare chiaramente l’onestà intellettuale e la voglia di capire, ben al di là dei pregiudizi di comodo.

    Romano

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